| San Santulo | |
|---|---|
Presbitero | |
| Nascita | ? |
| Morte | Norcia, 15 dicembre 600 circa |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Ricorrenza | 15 dicembre |
Santulo, o Santolo (... – Norcia, 15 dicembre 600 circa), è stato un presbitero italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Di san Santulo parla san Gregorio Magno nel XXXVII capitolo del terzo libro dei Dialoghi. Prete a Norcia, conosceva personalmente papa Gregorio ed era solito incontrarlo ogni anno.
Gregorio riferisce di tre miracoli compiuti da Santulo. Nel primo trasformò acqua in olio di oliva dopo averla benedetta. Nel secondo Santulo moltiplicò del pane da dare agli affamati lavoratori impegnati nella ricostruzione della chiesa dedicata a San Lorenzo martire, distrutta dai Longobardi. Nel terzo Gregorio narra che Santuolo si offrì di sostituirsi a un diacono che i Longobardi volevano giustiziare e riuscì a fermare la spada del carnefice che voleva decapitarlo, ottenendo, alla fine, la liberazione dei prigionieri che avevano catturato nella contrada.
Secondo Patrizi Forti, storiografo nursino, Santolo morì a Norcia il 15 dicembre del 600 circa e il suo corpo sarebbe stato sepolto sepolto nella chiesa di San Giovanni, al tempo cattedrale, dove svolse la sua attività di presbitero. La festa liturgica si celebra il 15 dicembre.
Nella concattedrale di Santa Maria Argentea in Norcia, è posta una pala d'altare in cui Santulo è rappresentato insieme ai santi Spes, Eutizio e Fiorenzo, opera di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio.