Dista circa 4,2 chilometri dal capoluogo comunale.
Origini del nome
Il toponimo deriva dal nome di una sorgente dedicata a santa Eugenia, nei pressi della quale il primordiale nucleo venne fondato. Il nome a causa del dialetto locale avrebbe subito delle alterazioni linguistiche modificandosi per contrazione in Santa Jona, in cui la "J" definisce la "g" di Eugenia. Esso apparve in alcuni documenti ecclesiastici anche in forma abbreviata come "S. Jona"; erroneamente trascritto al maschile il nome fu confuso con quello del profeta biblico, venerato come santo, Giona.
La denominazione ufficiale della frazione è Santa Jona anche se spesso appare, soprattutto nei documenti di carattere storico, come Santa Iona.
Il Catalogus baronum del 1187 riporta i territori inclusi tra Celano e Rovere, nella diocesi dei Marsi, tra i feudi del conte Ruggero Berardi. La chiesa e la "terra di Santa Eugenia" sono citate nella bolla pontificia di Papa Gregorio IX del 1231 e in registri angioini della seconda metà del Duecento.
Il nucleo fortificato, denominato "Castrum Sancte Eugenie", sorse intorno alla torre normanna del XII secolo collocata sul Colle Marciano, a ridosso del castello-recinto che si sviluppò alla fine del medesimo secolo. Il nucleo crebbe successivamente intorno alla torre di avvistamento circolare duecentesca. La struttura militare, edificata dai conti dei Marsi, si trovava in allineamento visivo con le torri collocate sulle montagne che circondano il Fucino, in particolare con quelle di Venere e Sperone, con i castelli di Celano e San Potito e, sul versante dell'altopiano delle Rocche, con le fortificazioni di Ovindoli e Rovere.
Il centro conquistò una certa autonomia elevandosi a piccola universitas dotata di stemmi; il primo raffigura il sinistrocherio che tiene una palma, il secondo invece risulta sovrastato dalla scritta "Universitas S. Aeugeniae" raffigurando la protettrice santa Eugenia tenere in mano il paese.
Il catasto fu invece redatto nell'anno 1639. Santa Jona seguì le vicende storiche della contea di Celano e del territorio della Marsica.
Il terremoto della Marsica del 1915 causò diverse vittime e gravi danni al patrimonio architettonico, come il crollo delle chiese di Santa Eugenia e di Santa Maria della Grazie e di alcune porzioni della torre duecentesca.
Il paese è stato ricostruito nel corso del XX secolo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa di Santa Maria di CollemarcianoTorre medievaleScorcio del paese anticoPiazza centrale
Architetture religiose
Chiesa di Santa Maria di Collemarciano
Edificio di culto ricostruito nel 1950 dopo che il terremoto della Marsica del 1915 fece crollare l'antica chiesa dedicata originariamente a santa Maria delle Grazie. A navata unica conserva alcuni affreschi del Cinquecento e l'antico portale in pietra. La chiesa parrocchiale, situata nella contrada di Colle Marciano, è affiancata da un campanile a base quadrata.
Chiesa scomparsa di Santa Eugenia
Era situata nell'omonimo rione centrale all'interno delle mura medievali. La chiesa originaria risulta citata in alcuni documenti storici ed ecclesiastici già a cominciare dalla prima metà del XIII secolo.
Architetture militari
Torre medievale
Edificata a cominciare dal XIII, dal conte Tommaso. Di forma circolare aveva originariamente funzioni di avvistamento, essendo situata nel territorio di passaggio tra la Marsica e la conca aquilana, ed essendo in comunicazione visiva con le strutture simili presenti nel territorio circostante. Danneggiata dal terremoto del 1915 è stata successivamente ribassata per questioni di sicurezza; la merlatura è andata perduta. Alla base della struttura è collocata la cisterna, nella parte alta della muratura si trova invece la pusterla. Attorno alla torre si è andato sviluppando nel corso dei secoli il paese contemporaneo.
Siti archeologici
Resti del santuario italico-romano di Santa Eugenia a nord del paese. In epoca romana il primordiale nucleo era collocato in posizione diversa rispetto al paese contemporaneo, sulle pendici del monte Magnola, lungo una delle antiche strade che da Alba Fucens conducevano all'altopiano delle Rocche. L'acquedotto romano di Alba Fucens collegava la sorgente di Sant'Eugenia all'omonima antica città romana, attraverso le località di Fonte Capo la Maina e Arci di Forme, nel contemporaneo comune di Massa d'Albe.
Resti della fortificazione di Oretino situati in località Calcare di Casalmartino a 1 166ms.l.m. La fortezza venne fatta edificare da Berardo II dei conti dei Marsi tra il X e l'XI secolo.
Alcuni maneggi presenti nel territorio permettono di praticare l'ippica o di passeggiare a cavallo lungo i sentieri del Sirente-Velino. In questa area è molto praticato anche l'escursionismo leggero verso il Pizzo di Ovindoli, la Serra di Celano o il monte Magnola.
Note
↑Frazione di Santa Jona, su portaleabruzzo.com, Il Portale d'Abruzzo. URL consultato il 21 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2018).
↑S. Iona di Ovindoli, su italia.indettaglio.it, Italia in Dettaglio. URL consultato il 27 settembre 2020.
1234Mario Del Turco, Toponimo di Santa Jona, su prolocosantajona.it, Pro Loco di Santa Jona, 26 luglio 2011. URL consultato il 22 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2016).
↑Francesca Romana Stornelli, Collegamenti ottici tra strutture militari, su ovindoli.terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 21 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2016).
↑Sintesi storica di Celano, su terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 23 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2016).
↑Torre di Santa Iona, su portalecultura.egov.regione.abruzzo.it, Regione Abruzzo. URL consultato il 20 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2022).
↑Francesca Romana Stornelli, La Torre, su ovindoli.terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 21 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2016).