Santa Petronilla

Santa Petronilla
Santa Petronilla e i malati, miniatura francese del XIV secolo
 

Vergine e martire

 
NascitaGalilea, I secolo
MorteRoma, fine del I secolo o forse II secolo
Venerata daChiesa cattolica
Ricorrenza31 maggio
Attributiramo di palma, scopa; mazzo di chiavi; raramente un delfino.
Patrona dii delfini di Francia; alpinisti; trattati tra i Papi e gli imperatori di Francia; invocata contro la febbre.

Petronilla (Galilea, ... – Roma, I secolo) è stata una martire cristiana, identificata dalla tradizione con la figlia di Pietro apostolo e venerata come santa dalla Chiesa cattolica.

Biografia

Sepoltura e gloria di santa Petronilla, Guercino, Musei Capitolini

Come molti santi dei primi tempi della Chiesa, poco o nulla si conosce di questa figura. Nella Passio dei santi Nereo e Achilleo composta nel V-VI secolo si afferma che Petronilla sia figlia di san Pietro.

Petronilla nella Legenda Aurea (1497)

Le sole informazioni sicure, riguardanti il suo nome e il fatto che fosse una martire, sono scritte su un affresco del IV secolo presente della Basilica sotterranea della catacomba di Domitilla a Roma. Questo affresco, che è tutt'oggi il più antico affresco della cristianità, si trova dietro l'abside della Basilica fatta costruire da Papa Siricio tra il 390 e il 395 nelle catacombe sulla via Ardeatina dette di Domitilla. In questo affresco appare la scritta Petronella Mart.

Gli Atti più antichi

La tradizione vuole che Petronilla fosse figlia di san Pietro, anche se non vi sono prove o testimonianze che confermino questo fatto. Dell'esistenza di una figlia dell'apostolo, nata in Galilea e giunta successivamente a Roma, si narra in un testo apocrifo, gli Atti di Filippo, nel IV secolo, ma il suo nome non è stato tramandato dall'autore dello scritto. L'episodio più celebre legato a questa figura è raccontato in un altro testo apocrifo, ossia gli Atti di Pietro, risalente al II secolo, contribuendo ad arricchire di elementi leggendari la sua biografia.

Secondo quanto affermano gli Atti, infatti, nella gran folla di malati che si era recata da san Pietro per chiedere la guarigione, qualcuno di questi, rivolgendosi all'apostolo, gli domandò il perché, nonostante le tante guarigioni compiute a beneficio dei bisognosi, egli non avesse ancora agito in favore di sua figlia, giovane e bella, ma affetta da una paralisi parziale del corpo che la obbligava all'immobilità.

Pietro ordinò allora alla figlia di alzarsi e camminare, e il miracolo si compì all'istante. L'apostolo affermò che la guarigione della figlia era la prova dell'onnipotenza di Dio, e che nessuna preghiera a Lui rivolta sarebbe rimasta inascoltata; poi, rivoltosi alla giovane, le comandò di ritornare ammalata e adagiarsi nel punto in cui era rimasta fino a quel momento; e la figlia obbedì. Di fronte alla reazione sconcertata dei presenti, Pietro raccontò che la condizione di infermità della figlia era in realtà una benedizione di Dio, dal momento che a dieci anni la sua bellezza l'aveva esposta a reiterati tentativi di corteggiamento.

Un giorno, un giovane nobile, di nome Tolomeo, invaghitosi della fanciulla dopo averla intravista con sua madre alle terme, l'aveva chiesta in sposa. Ricevutone un rifiuto dai genitori, Tolomeo la fece rapire e condurre nel suo palazzo ma, una volta arrivatavi, la ragazza era diventata improvvisamente paralitica, inducendo così il giovane a restituirla ai suoi genitori. In preda al rimorso per la sua azione, Tolomeo pianse così tante lacrime da diventare cieco e, precipitato nella disperazione, decise di impiccarsi. Tuttavia, mentre si trovava solo nella sua camera da letto, udì una voce che lo ammonì di rispettare il voto di verginità di Petronilla e gli ordinò di presentarsi da san Pietro per ricevere il perdono. Una volta giunto nella casa dell'apostolo, il nobile ottenne nuovamente la vista e si convertì alla nuova fede, compiendo da quel momento numerose opere di carità. Poi, poco prima di morire, lasciò in eredità alla giovane un appezzamento di terreno che Pietro mise in vendita per donarne il ricavato ai poveri.

La Passio del VI secolo

La vicenda venne ulteriormente arricchita dall'autore della Passio dei santi Nereo e Achilleo, scritta tra il V-VI secolo; l'anonimo agiografo era venuto a sapere dell'esistenza del nome di una Petronilla nella catacomba di Domitilla a Roma. Nel cimitero, infatti, si trovava un sarcofago recante un'iscrizione che recitava: AUR(ELIAE) PETRONILLAE FILIAE DULCISSIMAE, che l'autore interpretò come il luogo di sepoltura della fanciulla menzionata negli Atti. Il nome Petronilla, essendo un diminutivo di Petrus, lo indusse a identificare la "filia dulcissima" con la figlia dell'apostolo Pietro. Dopodiché, convintosi del fatto che questa sua identificazione dovesse corrispondere al vero, continuò la narrazione avviata dagli Atti aggiungendovi un finale fantasioso.

Alla morte di Tolomeo, Petronilla venne chiesta in sposa da un nobile romano di nome Flacco. La giovane aveva tuttavia deciso di non voler accettare alcuna proposta di matrimonio avendo consacrato la propria verginità a Dio. Chiese perciò tre giorni per riflettere, durante i quali si diede al digiuno e alla preghiera. Al terzo giorno, però, dopo aver ricevuto la comunione per mano del presbitero Nicomede, la santa spirò placidamente, prima che Flacco potesse condurla nella sua casa con un solenne corteo nuziale. Sempre l'agiografo aggiunge, più avanti nel suo racconto, che i martiri Nereo e Achilleo furono sepolti presso il sepolcro di Petronilla.

Questa tarda leggenda ebbe però una grande diffusione nel Medioevo, confermata tra l'altro nel XIII secolo dalla rielaborazione del frate domenicano Jacopo da Varagine nella Legenda Aurea, che, dopo aver riassunto le notizie biografiche sulla santa provenienti dai testi apocrifi e dalla Passio dei santi Nereo e Achilleo, li unificò in un solo racconto, al quale aggiunse alcuni nuovi dettagli.

Oggi si ritiene che fu la somiglianza dei due nomi Pietro e Petronilla ad associare le due figure, anche se molti eruditi in passato quale Cesare Baronio ritenevano che Petronilla fosse una discepola molto legata a Pietro, una figlia quindi spirituale e non carnale, e pertanto ne avesse preso il nome.

Culto e patronati

Il sarcofago, che custodiva le spoglie della santa, venne traslato in una cappella nei pressi della antica basilica di San Pietro in Vaticano da papa Paolo I nel 757 che da lei prese nome e posta sotto la protezione dei re di Francia, e tuttora è presente in San Pietro.

Carlo Magno nell'800 visitò la cappella dove era custodito il corpo e pare venerasse molto questa santa. Certo è che a motivo di questa supposizione la Francia adottò la martire come propria patrona: la Francia è la prima figlia della Chiesa, come Petronilla era la figlia del primo capo della Chiesa.

Petronilla viene festeggiata dalla Chiesa cattolica il 31 maggio.

Viene considerata santa patrona dei seguenti comuni italiani:

Iconografia

La santa è raffigurata mentre viene guarita da san Pietro; i primi cristiani la rappresentavano con una scopa; spesso è rappresentata come una giovane con un mazzo di chiavi e un ramo di palma. Più raramente è accompagnata da un delfino.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 52828789 · CERL cnp00821538 · LCCN (EN) no2017003270 · GND (DE) 13170219X · BNE (ES) XX5278982 (data)