Sara è un nome proprio di persona italiano femminile.

Deriva dall'ebraico שָׂרָה (Sarah), che significa "signora" o "principessa"; è un nome di tradizione biblica, essendo portato dalla moglie di Abramo e madre di Isacco, Sara, il cui nome venne cambiato da Dio, in quanto essa era in origine chiamata שָׂרָי (Saray, Sarai), che significa probabilmente "litigiosa". È inoltre portato, sempre nella Bibbia, anche dalla moglie di Tobia.
Alcune delle varianti di Sara sono omografe con altri nomi: ad esempio, la forma finlandese Sari e il diminutivo ungherese Sári sono simili all'indonesiano Sari, che significa "essenza", e la forma hawaiiana Kala coincide con il nome indiano कला (Kala), che vuol dire "virtù". Va inoltre notato che il nome scozzese Mór e la sua variante Morag vengono usati per tradurre l'inglese Sarah, mentre in Calabria ed in Sicilia "Sara" può costituire un ipocoristico del nome Rosaria. In Germania, durante il periodo nazista, dal 1938 in poi, tutte le donne e le ragazze ebraiche che non avessero già un nome considerato "tipicamente ebraico" furono costrette ad aggiungere Sara come nome aggiuntivo.
Sara è stato, secondo l'ISTAT, uno dei nomi più usati per le nuove nate in Italia nei primi anni del XXI secolo, essendo il quarto nome più diffuso del 2004 e il secondo del 2006; negli Stati Uniti, nella forma Sarah, il nome è stato fra i più popolari sia negli anni 1970 che fra il 1978 e il 2000. In inglese il nome è stato usato a partire dalla Riforma protestante.
L'onomastico si festeggia il 20 aprile in memoria di santa Sara, martire ad Antiochia di Siria. La beata Sára Salkaházi, vergine e martire a Budapest, è ricordata il 27 dicembre, mentre la biblica Sara, moglie di Abramo, è commemorata solo dalla Chiesa copta il 19 agosto; tutte le altre confessioni non la ricordano singolarmente, e i cattolici possono eventualmente ricordarla lo stesso giorno del marito (il 9 ottobre) oppure assieme agli altri antenati di Gesù (il 24 dicembre).
Infine, va notato che la comunità Rom di Saintes-Maries-de-la-Mer festeggia, il 24 maggio, santa Sara la Nera, protettrice degli zingari, il cui culto però non è riconosciuto da alcuna confessione cristiana.





