
Saverio Garonzi (Verona, 17 dicembre 1910 – Verona, 25 marzo 1986) è stato un imprenditore e dirigente sportivo italiano.
Garonzi nasce a Verona Quinzano il 17 dicembre 1910. Nel Dopoguerra, dopo aver fatto il carrettiere e il camionista, diventa venditore di autocarri usati, fino a diventare concessionario per la FIAT a Verona.
A metà degli anni '60 diventa presidente del Verona, dopo un periodo di affiancamento con Bonazzi. Nel 1968, con Liedholm in panchina, riporta il Verona in Serie A dopo 10 anni di assenza. I gialloblù rimangono saldamente nella massima serie per 6 anni consecutivi. Il 20 maggio 1973, ultima giornata di campionato, Il Verona batte il Milan 5 a 3, consegnando lo scudetto alla Juventus. È di questo periodo la costruzione del centro sportivo di Veronello, voluta da Garonzi, che per anni sarà la sede degli allenamenti del Verona.
Al termine della stagione 1973-74 il Verona viene retrocesso in Serie B, a causa di una telefonata tra Garonzi e il calciatore del Napoli (ed ex Verona) Sergio Clerici. Garonzi viene sospeso per tre anni.
La sera del 29 gennaio 1975 Garonzi viene rapito davanti alla sua abitazione a Borgo Trento. Trattenuto 5 giorni in una località di montagna, viene rilasciato il 4 febbraio, a Lallio (BG) dopo il pagamento del riscatto di un miliardo.
Il Verona resta in Serie B per una sola stagione. Nella stagione del ritorno in Serie A il Verona raggiunge la finale di Coppa Italia, dove viene sconfitto per 4-0 dal Napoli. Nelle due stagioni successive il Verona raggiunge due salvezze tranquille.
A Pescara, il 21 gennaio 1979, al termine della partita Napoli-Verona persa per 1 a 0 con un calcio di rigore realizzato da Savoldi, Garonzi entra nello spogliatoio e insulta pesantemente l'arbitro Menicucci, reo a suo dire di aver concesso il rigore. Deferito alla corte disciplinare, presenta le dimissioni da presidente e viene punito dal giudice sportivo con una squalifica di 18 mesi, al quale si aggiunge poi una squalifica analoga della commissione disciplinare, per un totale di 3 anni. Alla fine della stagione mette in vendita il Verona,, nel frattempo retrocesso in Serie B.
Nei primi anni '80 Garonzi diventa vicepresidente del Chievo, che milita nel campionato Interregionale. Nel 1986 il Chievo è promosso in Serie C2.
Il 25 marzo 1986 Garonzi muore cadendo dal tetto di un capannone della sua concessionaria FIAT, dal quale stava superivisionando dei lavori è sepolto al cimitero di Quinzano Verona.