Lo scafismo, noto anche come le barche, o erroneamente come cifonismo, è un presunto antico metodo di pena di morte dell'antica Persia. La parola deriva dal greco σκάφη skáphe, che significa "qualsiasi cosa scavata (o svuotata)". Consisteva nell'intrappolare la vittima tra due barche, nutrirla e coprirla con latte e miele, e attendere che marcisse e fosse divorata da insetti e altri parassiti.
La pratica è considerata un'invenzione puramente letteraria della letteratura greca antica in quanto non è mai stata attestata nell'antica Persia (principalmente nell'Impero achemenide). La fonte principale è la vita di Artaserse di Plutarco, nella quale si attribuisce la storia a Ctesia, una fonte notoriamente sospetta.
La prima menzione dello scafismo è la descrizione di Plutarco dell'esecuzione di Mitridate:
Il cronista bizantino del XII secolo, Giovanni Zonara, descrisse in seguito la punizione, basandosi su Plutarco: