
Lo scandalo Wirecard (in tedesco Wirecard-Skandal) è stata una serie di pratiche commerciali corrotte e di rapporti finanziari fraudolenti che hanno portato all'insolvenza di Wirecard, un'azienda di elaborazione dei pagamenti e di servizi finanziari con sede a Monaco, in Germania. La società faceva parte dell'indice DAX e offriva ai clienti transazioni di pagamento elettronico e servizi di gestione del rischio, nonché l'emissione e l'elaborazione di carte fisiche. La filiale, Wirecard Bank AG, possedeva una licenza bancaria e aveva contratti con diverse società di servizi finanziari internazionali.
Lo scandalo Wirecard ha portato al collasso dell'azienda nel giugno 2020, dopo che la società ha ammesso che 1,9 miliardi di euro nei suoi bilanci probabilmente non esistevano, portando a un'istanza di insolvenza.
Le accuse di negligenza contabile hanno seguito la società sin dai primi giorni della sua costituzione, raggiungendo un picco nel 2019 dopo che il Financial Times ha pubblicato una serie di indagini insieme a denunce di informatori e documenti interni. Le indagini giornalistiche rivelarono pratiche contabili sospette e possibili manipolazioni nei bilanci relativi alle operazioni asiatiche della società, che rappresentavano una quota significativa dei ricavi dichiarati.
Secondo indagini successive, nel marzo 2018 il team legale interno dell'ufficio di Wirecard a Singapore aveva avviato le prime indagini su tre membri del team finanziario, dopo che un informatore interno aveva segnalato piani per fraudolente operazioni di "round tripping" – una pratica utilizzata per gonfiare i ricavi riportati – tramite terze parti.
Il 25 giugno 2020 Wirecard ha presentato istanza di insolvenza dopo aver rivelato che 1,9 miliardi di euro erano "mancanti", e le dimissioni e l'arresto del suo CEO Markus Braun.
Sono state sollevate domande sul fallimento normativo da parte dell'Autorità Federale di Vigilanza Finanziaria (BaFin), il principale organo di controllo finanziario della Germania, e sulla possibile negligenza del revisore contabile di lunga data di Wirecard, Ernst & Young.
Il 20 maggio 2021, Pav Gill, all'epoca legale senior di Wirecard a Singapore responsabile di tutti gli aspetti legali per Wirecard nell'area Asia-Pacific, ha rivelato alla stampa di essere il whistleblower che ha fornito i documenti incriminanti sulla frode finanziaria al Financial Times.
Gill ha dichiarato di aver subito tentativi di intimidazione e ha descritto come l'azienda avesse cercato di "distruggerlo" dopo che aveva sollevato preoccupazioni interne sulle irregolarità contabili.
La decisione di Gill di rivelare la propria identità è arrivata dopo anni di anonimato, durante i quali aveva collaborato con il giornalista del Financial Times Dan McCrum per esporre le pratiche fraudolente dell'azienda.
Il processo penale principale contro Markus Braun e altri due ex dirigenti di Wirecard è ancora in corso presso il Tribunale regionale di Monaco a febbraio 2026. Braun, detenuto in custodia cautelare da oltre quattro anni e mezzo, nega tutte le accuse e sostiene di essere stato ingannato da un gruppo guidato da Jan Marsalek. Nel febbraio 2025, il tribunale ha deciso di limitare il processo ai capi d'accusa più gravi, tra cui frode aggravata, falsificazione dei bilanci consolidati per gli anni 2016, 2017 e 2018, fornitura di informazioni false al mercato dei capitali e abuso di fiducia.
Nel settembre 2024, il Tribunale regionale di Monaco ha ordinato a tre ex membri del consiglio di amministrazione di Wirecard – inclusi Markus Braun (ex CEO) e l'ex Chief Product Officer (CPO) – di pagare un totale di 140 milioni di euro in danni più interessi all'amministratore dell'insolvenza, per violazioni dei loro doveri fiduciari. La sentenza riguardava in particolare un prestito non garantito concesso da Wirecard a Ocap Management, una società con sede a Singapore finanziariamente debole, che il tribunale ha definito "un rischio inaccettabile e una violazione del dovere di diligenza".
Contro Jan Marsalek era già stato emesso in precedenza un giudizio parziale in contumacia, ordinandogli anch'esso di pagare danni per un importo di 140 milioni di euro.
A Singapore, dove si trovava una parte significativa delle operazioni fraudolente asiatiche di Wirecard, diversi dirigenti di medio livello sono stati condannati negli ultimi anni.
Nel febbraio 2026, un tribunale di Singapore ha emesso le condanne più lunghe finora nel caso di frode Wirecard. James Henry O'Sullivan, cittadino britannico, è stato condannato a sei anni e mezzo di carcere, mentre Shan Rajaratnam, singaporiano, ha ricevuto una condanna a 10 anni. Entrambi sono stati dichiarati colpevoli nel settembre 2025 di aver falsificato documenti per ingannare il revisore EY facendogli credere che Wirecard avesse centinaia di milioni di euro in conti bancari.
Rajaratnam è stato ritenuto colpevole su 13 capi d'accusa di falsificazione, mentre O'Sullivan è stato condannato per cinque capi d'accusa di complicità. I documenti del tribunale hanno rivelato che Rajaratnam riceveva istruzioni e bozze di testo direttamente da Marsalek, che aveva orchestrato la creazione di accordi fittizi di deposito a garanzia.
Altri dirigenti di Wirecard condannati a Singapore includono James Wardhana, cittadino indonesiano ed ex manager dei processi finanziari internazionali presso Wirecard Asia, condannato a 21 mesi di carcere nel giugno 2023, e Chai Ai Lim, singaporiano ed ex responsabile delle finanze di Wirecard Asia, che ha ricevuto una condanna a 10 mesi.
Il fallimento di Wirecard ha avuto conseguenze devastanti per migliaia di creditori e azionisti. Circa 50.000 azionisti hanno presentato richieste di risarcimento danni per un totale di circa 8,5 miliardi di euro, sostenendo di aver acquistato azioni sulla base di informazioni false e fuorvianti diffuse dalla società.
Nel novembre 2025, la Corte federale di giustizia tedesca ha emesso una sentenza definitiva confermando che i crediti degli azionisti per danni – anche quelli derivanti da frode sui mercati dei capitali – sono subordinati ai crediti dei creditori ordinari non garantiti e non possono essere trattati alla pari con essi nelle procedure di insolvenza. La decisione ha ribaltato una sentenza della Corte regionale superiore di Monaco del settembre 2024 e ha ripristinato la sentenza di primo grado del novembre 2022, portando a conclusione una saga legale altamente controversa.
L'effetto della sentenza è di proteggere la massa fallimentare di Wirecard dalla diluizione dei circa 8,5 miliardi di euro di crediti azionari, assicurando che i creditori ordinari (per circa 7 miliardi di euro) ricevano una quota più elevata nelle distribuzioni dell'insolvenza. La decisione ha riaffermato fermamente il principio del diritto fallimentare secondo cui "il debito viene prima del capitale proprio" (debt before equity).
Nel 2022 Netflix ha pubblicato Skandal! Il caso Wirecard, un documentario che racconta "le menzogne, lo spionaggio, i trucchi sporchi" della società e come i giornalisti del Financial Times e i collaboratori di KPMG abbiano scoperto la verità dietro i rapporti finanziari fraudolenti di Wirecard.
Il 6 luglio 2022 Netflix ha distribuito King of Stonks (titolo alternativo: Cable Cash), miniserie televisiva tedesca, creata da Philipp Käßbohrer e Matthias Murmann, già autori di How to Sell Drugs Online (Fast), liberamente ispirata allo scandalo Wirecard. La società fittizia al centro della trama si chiama CableCash AG e il protagonista è il programmatore e impostore Felix Armand, alle dipendenze del CEO megalomane Magnus A. Cramer. La serie ha debuttato in anteprima il 25 giugno 2022 al Festival del Cinema di Monaco e ha ricevuto il Bernd Burgemeister Fernsehpreis nella categoria Migliore serie.
Nel gennaio 2026 HBO ha distribuito la quarta stagione della serie finanziaria Industry, scritta e prodotta da Mickey Down e Konrad Kay. La stagione introduce la società fintech fittizia Tender, accusata di aver manipolato i propri dati finanziari e di aver costruito un modello di business basato su cifre false. La critica specializzata ha individuato nel caso Wirecard il principale referente reale della trama: come Wirecard, Tender è una società di pagamenti che dichiara liquidità inesistente e ricorre a giurisdizioni estere per mascherare le proprie irregolarità contabili.