Massiccio dello Sciliar

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Massiccio dello Sciliar
Schlerngruppe
Vista dello Sciliar dall'alpe di Siusi
ContinenteEuropa
StatiITA
Catena principaleAlpi
Cima più elevataMonte Pez (2 563 m s.l.m.)

Il massiccio dello Sciliar (tedesco Schlerngruppe; in ladino Scilier) è un gruppo montuoso delle Dolomiti, situato in Trentino-Alto Adige, nella provincia autonoma di Bolzano, toccando a est la provincia autonoma di Trento.

Caratteristiche

Il rifugio Bolzano con il Gruppo del Catinaccio in enrosadira

Situato al centro del parco naturale dello Sciliar-Catinaccio, conta diversi accessi dalla val di Tires, da Siusi e da Fiè allo Sciliar e, soprattutto, dall'alpe di Siusi[senza fonte].

Sul pianoro sommitale sorge, a 2457 m s.l.m., il rifugio Bolzano[senza fonte]. I limiti geografici sono, in senso orario, la valle Isarco, la forcella Denti di Terrarossa, il passo Alpe di Tires e la val di Tires[senza fonte].

Storia

Lo Sciliar in inverno

Nel 2010 l'archeologia è riuscita a stabilire, grazie a ricerche mirate e analisi dei pollini, che il vasto altipiano della montagna è già stato utilizzato in modo estensivo nell'età del bronzo, sia per funzioni di culto sia per il pascolo d'alta montagna.

Giovedì 11 agosto 2011 due frane si sono staccate dalla cima Euringer (2394 m s.l.m.), parte del massiccio dello Sciliar. La prima, verso le 8:30, ha portato a valle tre massi di grandi dimensioni e la seconda, verso le 10:30, ha avuto dimensioni maggiori. In totale il materiale staccatosi è stato quantificato in circa 2000 m³ di roccia.

Toponimo

Vista dello Sciliar

Il nome tradizionale della montagna è attestato nelle opere quattrocentesche del poeta Oswald von Wolkenstein come Saleren. Con la successiva caduta della -a- radicale e della -e- della desinenza si ha una palatalizzazione e il passaggio a Sch-. Nel XVI secolo infatti la montagna è indicata come Schlernkhofl, nel 1567 come auf dem Schalern e nel 1700 come Schlern. Si ritiene che il toponimo abbia una base pretedesca e preromana, da identificare in *sala, ovvero "fossato, rio, canale", che si riferisce in primis a Schlerngraben (fossato dello Sciliar) e Schlernbach (torrente). La forma italiana, introdotta da Ettore Tolomei, ricalca la denominazione ladina di Schiliáar.

Classificazione

Fiè allo Sciliar a valle del massiccio

La SOIUSA lo vede come un gruppo alpino con la seguente classificazione:

Suddivisione

Il massiccio dello Sciliar compare nel logo dell'azienda alimentare Loacker, avente sede ad Auna di Sotto

La SOIUSA lo suddivide in tre sottogruppi:

Cime principali

Cima di Terrarossa

Rifugi principali

I Denti di Terrarossa con sotto il rifugio Alpe di Tires

Note

Annotazioni
  1. ↑ Seguendo le definizioni della SOIUSA il massiccio viene visto come un gruppo a sé stante. D'altra parte molti lo includono nel più vasto ed articolato gruppo del Catinaccio, di cui in apparenza sembra costituirne una appendice.
  2. ↑ Tra parentesi viene riportato il codice della SOIUSA dei tre sottogruppi. Si tenga presente che un sottogruppo è ulteriormente suddiviso e viene quindi inserita una nuova lettera nel codice.
Riferimenti
  1. 1 2 3 Marazzi (2005), [pagine mancanti].
  2. ↑ (DE) Peter Haupt, Bronzezeitliche Erdöfen auf dem Schlern - ein neues Interpretationsmodell zum Brandopferplatz auf dem Burgstall, in Der Schlern, vol. 84, n. 9, 2010, pp. 5-15.
  3. 1 2 3 Dolomiti: grossa frana sullo Sciliar a cima Santner, in Alto Adige, 11 agosto 2011.
  4. 1 2 3 4 5 Kühebacher (2000), p. 265.

Bibliografia

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