Un security hacker è qualcuno che cerca di violare le difese e sfruttare le debolezze di un computer o di una rete. Gli hacker possono essere motivati da una moltitudine di motivi, come il profitto, la protesta, la raccolta di informazioni, la sfida, il divertimento, o per valutare le debolezze di un sistema con lo scopo di contribuire a formulare difese contro potenziali hacker. La sotto cultura che si è evoluta intorno agli hacker è spesso definita come computer underground.
Si è creato un lungo dibattito riguardo al vero significato del termine. In questo dibattito è emerso che secondo i programmatori il termine hacker si riferisce semplicemente a qualcuno con una comprensione avanzata dei computer e delle reti informatiche, e che il cracker è il termine più appropriato per coloro che si infiltrano nei computer altrui, sia che siano criminali (black hat) sia che siano esperti di sicurezza informatica (white hat). Un articolo del 2014 ha concluso che "... il significato di black-hat predomina ancora nel pubblico".

Nella sicurezza informatica, un hacker è qualcuno che si concentra sui meccanismi di sicurezza dei sistemi di computer e di rete. Pur includendo coloro che si sforzano di rafforzare tali meccanismi, è più spesso utilizzato dai media di massa e dalla cultura popolare per fare riferimento a coloro che cercano l'accesso nonostante queste misure di sicurezza. Cioè, i media ritraggono l'hacker come un cattivo. Tuttavia, alcune parti della sotto cultura vedono come loro obiettivo la correzione di problemi di sicurezza e utilizzano la parola in senso positivo. White hat è il nome dato agli hacker etici che utilizzano l'hacking in modo utile. I white hat stanno diventando una parte necessaria del campo della sicurezza informatica. Essi agiscono seguendo un codice secondo cui infiltrarsi nei computer altrui è considerato negativo, ma che la scoperta e lo sfruttamento dei meccanismi di sicurezza e l’ingresso non autorizzato nei computer è ancora un'attività interessante che può essere fatta eticamente e legalmente. Di conseguenza, il termine ha forti connotazioni positive o negative, a seconda del contesto.
La sotto coltura attorno a tali hacker è chiamata network hacker subculture, hacker scene o computer underground. Si sviluppò inizialmente nel contesto del phreaking durante gli anni '60 e nell’ambito dei microcomputer BBS degli anni '80. È collegata alla rivista 2600 The Hacker Quarterly e al newsgroup alt.2600.
Nel 1980, un articolo del numero di agosto di Psychology Today (con commento di Philip Zimbardo) usa il termine "hacker" nel suo titolo: "The Hacker Papers". Questo articolo era un estratto da una discussione dello Stanford Bulletin Board sulla natura coinvolgente dell'uso del computer. Nel film Tron del 1982, Kevin Flynn (Jeff Bridges) descrive le sue intenzioni di entrare nel sistema informatico di ENCOM, dicendo: "Stavo facendo un po' di hacking". CLU è il software che lui utilizza per questo scopo. Nel 1983, hacking nel senso di rompere la sicurezza del computer era già stato utilizzato come gergo informatico, ma non c'era nessuna consapevolezza pubblica su tali attività. Tuttavia, il rilascio del film Wargames quell'anno, con un'intrusione informatica in NORAD, ha sollevato la convinzione pubblica che gli hacker di sicurezza informatica (in particolare gli adolescenti) potrebbero costituire una minaccia per la sicurezza nazionale. Questa preoccupazione è diventata reale quando nello stesso anno una banda di hacker adolescenti a Milwaukee, nel Wisconsin, conosciuto come The 414s, si è infiltrata nei sistemi informatici sia degli Stati Uniti che del Canada, inclusi quelli del Los Alamos National Laboratory, del Sloan-Kettering Cancer Center e della Security Pacific Bank. Il caso ha attirato rapidamente l'attenzione dei media, e il diciassettenne Neal Patrick è risultato come il portavoce della banda. È stata pubblicata una cover story in Newsweek intitolata "Beware: Hackers at play", con la fotografia di Patrick sulla copertina. L'articolo di Newsweek sembra essere il primo in cui la parola hacker da parte dei media principali è usata nel senso negativo.
Sotto la pressione mediatica, Dan Glickman chiese un'indagine e iniziò a lavorare sulle nuove leggi contro il computer hacking. Neal Patrick testimoniò davanti alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti il 26 settembre 1983, sui pericoli del computer hacking e furono introdotte sei proposte di legge riguardanti il crimine informatico in quella Camera quello stesso anno. Come conseguenza di queste leggi contro la criminalità informatica, white hat, grey hat e black hat cercano di distinguersi l'uno dall'altro, a seconda della legalità delle loro attività. Questi conflitti morali sono espressi in "Manifesto hacker" di The Mentor, pubblicato nel 1986 in Phrack.
L'uso del termine hacker con il significato di criminale informatico è stato anche promosso con il titolo "Stalking the Wily Hacker", un articolo di Clifford Stoll nel maggio 1988 del Communications of the ACM. Più tardi quell'anno, l’uscita da parte di Robert Tappan Morris, Jr. del cosiddetto Morris worm ha causato nei media più popolari la diffusione di questo uso. La popolarità del libro di Stoll The Cuckoo's Egg, pubblicato un anno dopo, ha ulteriormente intensificato l’utilizzo del termine nel pubblico.
Diversi sottogruppi del computer underground con diverse opinioni usano termini diversi per demarcarsi tra di loro, oppure cercano di escludere un gruppo specifico con cui non sono d'accordo.
Eric Steven Raymond, autore di The New Hacker's Dictionary, sostiene che i membri del computer underground dovrebbero essere chiamati cracker. Tuttavia, queste persone vedono sé stessi come hacker e tentano addirittura di includere le opinioni di Raymond in quella che loro vedono come una cultura hacker più ampia, una visione che Raymond ha rigidamente rifiutato. Invece della dicotomia tra hacker e cracker, essi danno rilievo a diverse categorie, come il white hat, il grey hat, il black hat e lo script kiddie. A differenza di Raymond, di solito riservano il termine cracker per un’attività più maliziosa.
Secondo Ralph D. Clifford, cracking significa "ottenere un accesso non autorizzato ad un computer per commettere un altro crimine come la distruzione delle informazioni contenute in quel sistema". Questi sottogruppi possono anche essere definiti dallo status giuridico delle loro attività.
Un "white hat" hacker rompe la sicurezza per motivi non maliziosi, ma o per testare il proprio sistema di sicurezza, o per eseguire penetration test o per valutazioni di vulnerabilità per un cliente - oppure mentre lavora per un'azienda di sicurezza che crea software di sicurezza. Il termine è generalmente sinonimo di hacker etico e l’EC-Counsil, tra gli altri, ha sviluppato certificazioni, corsi, classi e formazione on-line che coprono diversi ambiti dell’etica hacker.
Un “black hat” hacker è un hacker che "viola la sicurezza del computer per piccoli motivi al di là della malizia o del guadagno personale" (Moore, 2005). Il termine è stato coniato da Richard Stallman per contrastare la malizia di un hacker criminale contro lo spirito di giocosità e di esplorazione della cultura hacker, o l’etica del white hat hacker che svolge funzioni di hacking per identificare luoghi da riparare o come mezzo legittimo di impiego. I black hat hacker formano i gruppi di hacking stereotipati e illegali spesso rappresentati nella cultura popolare e sono “la personificazione di tutto ciò che il pubblico teme in un criminale informatico".
Un grey hat hacker è una via di mezzo tra un black hat hacker e un white hat hacker. Un grey hat hacker può navigare in Internet e hackerare un sistema informatico per il solo scopo di informare l'amministratore che il loro sistema ha un difetto di sicurezza, ad esempio. Possono poi offrirsi per correggere il difetto a pagamento. I grey hat hacker a volte trovano un difetto in un sistema e rendono noti i fatti al mondo anziché a un gruppo di persone. Anche se i grey hat hacker potrebbero eseguire l'hacking in un sistema non per guadagno personale, l'accesso non autorizzato ad un sistema può essere considerato illegale e non etico.
Uno status sociale tra gli hacker, quello di élite è usato per descrivere i più esperti. Gli exploit appena scoperti circolano tra questi hacker. I gruppi di Elite come i Masters of Deception hanno conferito una certa credibilità ai loro membri.
Uno script kiddie (noto anche come skid or skiddie) è un hacker non qualificato che si infiltra nei sistemi informatici usando strumenti automatizzati scritti da altri (di solito da altri black hat hacker), da qui il termine script (cioè un piano predisposto o insieme di attività) kiddie (cioè ragazzo, bambino-un individuo privo di conoscenza e di esperienza, immaturo), per indicare di solito qualcuno con poca conoscenza del concetto sottostante.
Un neofita ("newbie"o "noob") è qualcuno che è nuovo nell’ambito dell'hacking o del phreaking e non ha quasi alcuna conoscenza o esperienza nei processi di tecnologia e hacking.
Un blue hat hacker è qualcuno al di fuori di società di consulenza informatica che è abituato a testare un sistema prima del suo lancio per controllare la presenza di bug, alla ricerca di exploit in modo che possano essere chiusi. Microsoft usa anche il termine BlueHat per rappresentare una serie di eventi di briefing sulla sicurezza.
Un hacktivista è un hacker che utilizza la tecnologia per pubblicizzare un messaggio sociale, ideologico, religioso o politico.
L’hacktivismo può essere suddiviso in due gruppi principali:
Agenzie di intelligence e operatori di guerra cibernetica degli stati nazionali.
Gruppi di hacker che svolgono attività di criminalità organizzata per profitto.
Un approccio tipico in un attacco su un sistema collegato a Internet è:
Per farlo, esistono diversi strumenti ricorrenti in commercio e delle tecniche utilizzate dai criminali informatici e dagli esperti in materia di sicurezza.
Un security exploit è un'applicazione che sfrutta una debolezza nota. Esempi comuni di security exploit sono l’SQL injection, il cross-site scripting e il cross-site request forgery che abusano dei buchi di sicurezza che potrebbero derivare da una pratica di programmazione non conforme. Altri exploit potrebbero essere utilizzati tramite File Transfer Protocol (FTP), Hypertext Transfer Protocol (HTTP), PHP, SSH, Telnet e alcune pagine Web. Questi sono molto comuni nell’hacking del sito Web e del dominio Web.
Strumenti e procedure
Il computer underground ha prodotto il proprio slang specializzato, come il 1337speak. I suoi membri spesso sostengono la libertà di informazione, contrastando fortemente i principi del diritto d'autore, nonché i diritti della libertà di parola e della privacy. [senza fonte] La scrittura di software e l'esecuzione di altre attività a sostegno di queste visioni è definito hacktivismo. Alcuni considerano il cracking illegale eticamente giustificato per questi obiettivi; una forma comune è il defacing di un sito. Il computer underground è spesso confrontato con il Wild West. È comune per gli hacker utilizzare alias per nascondere le loro identità.
Il computer underground è supportato da incontri del mondo reale chiamati convenzioni hacker o "hacker cons". Questi eventi includono SummerCon (Estate), DEF CON, HoHoCon (Natale), ShmooCon (Febbraio), BlackHat, Chaos Communication Congress, AthCon, Hacker Halted, and HOPE.[senza fonte] I gruppi Hackfest locali organizzano e competono per sviluppare le proprie capacità con l'obiettivo di inviare una squadra ad una convenzione importante per competere nel gruppo di pentesting, di exploit e di forensics in una più ampia scala. I gruppi di hacker sono diventati popolari nei primi anni '80, offrendo accesso a informazioni e risorse hacker e un luogo per imparare da altri membri. I Bulletin board system (BBSs), come Utopias, hanno fornito piattaforme per la condivisione di informazioni via modem remoto. Gli hacker potrebbero anche guadagnare credibilità associandosi a gruppi di élite.
| Sezione | Reato | Punizione |
|---|---|---|
| 65 | Manomissione di documenti di origine informatica – Chiusura intenzionale, distruzione o alterazione del codice sorgente quando il codice sorgente informatico deve essere tenuto o mantenuto per la legge per il momento in vigore | Reclusione fino a tre anni, e/o con ammenda fino a 20000 rupie. |
| 66 | Hacking | Reclusione fino a tre anni, e / o con ammenda fino a 50000 rupie |
La carcerazione massima è di un anno o una multa della quarta categoria.
Il Titolo 18 del Codice degli Stati Uniti sezione 1030, più comunemente noto come Computer Fraud and Abuse Act, vieta l'accesso o il danno non autorizzati di "computer protetti". I "Computer protetti" sono definiti nel Titolo 18 del Codice degli Stati Uniti sezione 1030(e)(2) come:
La massima reclusione o multa per le violazioni del Computer Fraud and Abuse Act dipende dalla gravità della violazione e dai precedenti di violazione da parte del delinquente ai sensi della legge.
Le pubblicazioni più importanti per la stampa sugli hacker sono Phrack, Hakin9 e 2600 The Hacker Quarterly. Mentre le informazioni contenute nelle riviste hacker e nei giornali online erano spesso obsolete dal momento in cui sono state pubblicate, hanno rafforzato la reputazione dei loro contributori documentando i loro successi.
Gli hacker mostrano spesso un interesse per la letteratura e film di cyberpunk e della cybercultura. L'adozione di pseudonimi dalle fiction, simboli, valori e metafore da queste opere è molto comune.