L'educazione civica è lo studio della cittadinanza, ossia delle regole e dei modi di vivere all'interno della società civile, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione ed alle forme di governo dello Stato.

Questa materia si propone di aumentare il senso civico, ossia la consapevolezza dei diritti e dei doveri del cittadino, oltre al sentimento di una comune appartenenza nazionale.
Gli psicologi tendono a concordare sul fatto che il miglioramento di tale consapevolezza tramite l'educazione sia il metodo più adeguato per accrescere il senso di responsabilità e di appartenenza delle persone nei confronti della società. Se un eccessivo lassismo viene ritenuto deleterio, anche le punizioni, se smisurate, possono traumatizzare le persone e quindi risultare controproducenti.
All'interno di determinate istituzioni politiche o di tradizioni etiche, l'educazione civica consisteva storicamente nell'educazione dei cittadini. La storia dell'educazione civica risale alle prime teorie formulate in proposito da Platone nell'antica Grecia e da Confucio in Cina. Costoro, in generale, hanno contribuito l'uno in Occidente, l'altro in Oriente, a elaborare i concetti di diritto e di giustizia da attuare nella vita pubblica.
L'aspetto morale e sapienziale era un elemento imprescindibile ad esempio nella paideia greca, in cui si riteneva fondamentale non solo l'insegnamento, ma la testimonianza viva dei maestri.
In Italia fu Aldo Moro il primo a introdurre, nel 1958, l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole medie e superiori: due ore al mese obbligatorie, affidate al docente di Storia, senza valutazione.
Fonti giornalistiche riportano dell'abolizione della materia nel 1990.. In realtà, non esiste alcun atto normativo che abbia abolito la disciplina, anche se, dato il suo abbinamento obbligatorio all'insegnamento di Storia, di fatto la materia era ampiamente trascurata.
La situazione si aggravò quando, con la riforma della scuola di cui alla legge 53/2003, fu abolito l'insegnamento denominato "Studi sociali" nella scuola primaria, che forniva le nozioni basilari sull'ordinamento dello Stato e delle istituzioni e sulle regole fondamentali della civiltà.
L'idea che l'educazione civica fosse stata abolita era talmente diffusa e radicata che il legislatore intervenne con legge 169/2008 per introdurre la materia trasversale "Cittadinanza e Costituzione", che andava a sommarsi all'educazione civica risultando per questo ridondante.
Con la legge 20 agosto 2019, n. 92, Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica,, l'educazione civica venne introdotta come disciplina autonoma in tutti gli ordini di scuola a partire dall'anno scolastico successivo alla data di entrata in vigore della Legge. Visto che tale data era il 5 settembre 2019, l'insegnamento è divenuto obbligatorio a partire dall'anno scolastico 2020—2021. La legge è stata promossa dal deputato Massimiliano Capitanio e anch'essa muoveva dall'errato presupposto che la materia fosse stata abolita.
Con il decreto 35 del 22 giugno 2020, recante Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica, ai sensi dell'articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92, sono pubblicate nei tre seguenti allegati:
Non essendo stato abolito l'insegnamento di Cittadinanze e costituzione, oggi i due insegnamenti convivono risultando pertanto uno il doppione dell'altro; altresì, nessuno dei due è affidato a docenti specializzati in àmbito giuridico, politologico ed economico.
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