Sententia

Le sententiae, nominativo plurale della parola latina sententia, sono brevi detti morali, come proverbi, adagi, aforismi, massime o apoftegmi tratti da fonti antiche o popolari o di altro tipo, spesso citati senza contestualizzazione.

La sententia, al nominativo singolare, detta anche "sentenza", è un tipo di prova retorica. Mediante l'invocazione di un proverbio, di una citazione o di una frase spiritosa durante una presentazione o una conversazione, si può ottenere l'assenso di chi ascolta, che sentirà una sorta di verità non logica, ma comunque condivisa, in ciò che si sta dicendo. Un esempio è la frase "l'età è migliore con il vino", che si rifà all'adagio "il vino è migliore con l'età". Lo stesso detto è presente in Luca 5,39.

Storia

L'uso delle sententiae fu spiegato da Aristotele (quando parla della gnomê o massima sentenziosa, come una forma di enthymeme), da Quintiliano e da altre autorità classiche.

Il "primo libro romano di carattere letterario" furono le Sententiae di Appio Claudio, composte sul modello greco. Publilio Siro redasse un racconto che consisteva in una serie di proverbi scritti in latino. Le prime sentenze furono adottate dalla retorica antica, ad esempio da Tacito, Seneca e Giovenale.

Un genere letterario simile ricorre nel 1150 nei Libri Quattuor Sententiarum ("I quattro libri di sentenze") di Pietro Lombardo, un libro che fu ampiamente commentato durante il Medioevo, in particolare da san Tommaso d'Aquino e san Bonaventura.

Per ebrei e arabi, il proverbio è "l'epitome dell'insegnamento morale e della saggezza", che "si ottiene in parte con l'astrazione e in parte con il pensiero libero".

Gli scrittori inglesi della prima età moderna, fortemente influenzati da varie pratiche educative umanistiche -come la raccolta di luoghi comuni- erano particolarmente attratti dalle sententiae. La tecnica è esemplificata dal famoso discorso di Polonio a Laerte nell'Amleto. A volte, nel teatro elisabettiano e giacobiano, le frasi sentenziose appaiono alla fine delle scene, in forma di distici a rima baciata (ad esempio, ne La duchessa di Amalfi di John Webster). In alcuni testi teatrali della prima età moderna e in altri scritti, le sententiae sono stati spesso segnalati da note a margine o segni speciali.

Friedrich Schiller utilizzò l'espediente stilistico dell'aforisma (in senso antico), soprattutto nel Classicismo di Weimar.

Oltre ai modi di dire, il proverbio svolge un ruolo importante nella cultura linguistica cinese, dove la conoscenza e l'uso di proverbi millenari, come quelli dei Cinque Classici, sono sinonimo di un alto livello di istruzione.

Note

  1. ↑ Elizabeth Schneider, Wine for Normal People: A Guide for Real People Who Like Wine, but Not the Snobbery That Goes with It, Chronicle Books, 5 novembre 2019, p. 111, ISBN 9781452171418, OCLC 1119627959.
  2. ↑ Lc 5,39, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  3. ↑ John Trapp, A Commentary or Exposition upon all the Books of the New Testament, Wipf and Stock Publishers, 9 marzo 2020, p. 387, ISBN 9781725269965, OCLC 1145561623. URL consultato l'11 luglio 2021. Ospitato su onlinebooks.library.upenn.edu.
  4. ↑ Retorica 2.21 [1394a19ff]
  5. ↑ Institutio oratoria, 8.5
  6. ↑ Boak, Arthur E. R. & Sinnigen, William G. History of Rome to A.D. 565. 5th Edition. The Macmillan Company, 1965. p. 95
  7. ↑ Commento alle "Sentenze" di Pietro Lombardo e testo integrale di Pietro Lombardo. Libro quarto. Distinzioni 14-23, La penitenza, l'unzione degli infermi, Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo, Bologna, Ed. Studio Domenicano, 1999, OCLC 469296610. Ospitato su archive.is. (FRBNF38880564).
  8. ↑ (LA) Giovanni Ballaini, D. Bonauenturae S.R.E. Episcopi Card. Albanienis. Doctorisq. SERAPHICI In Secundum Librum Sententiarum elaborata dilucidatio. Collectis vniuersis prioribus editionibus ; quidquid aut elegantiae, aut eruditionis in illis anteà sparsim legebatur ; huic uni appositum est totum ; & longè copiosus, ac emendacius: ita ut vix ampliùs sit, quod in tanto opere desiderari queat, Venice, 1573, OCLC 898175147. Ospitato su archive.is.
  9. ↑ Nascher, Simon: Die Sentenz bei Juden und Arabern: Eine vergleichende Studie, Berlin, 1868, ist digitalisiert unter https://nbn-resolving.org/urn:nbn:de:bvb:12-bsb10240040-9 mit vielen Beispielen
  10. ↑ Atto 1 Scena 3
  11. ↑ G.K. Hunter, "The Marking of Sententiæ in Elizabethan Printed Plays, Poems, and Romances," The Library 5th series 6 (1951): 171-188
  12. ↑ Ludwig Marx: Die Sentenz in den Dramen Shakespeares. Dissertation zur Erlangung der Doktorwürde bei der Philosophischen Fakultät der Großherzoglich Hessischen Ludwigs-Universität Gießen, 1915

Bibliografia

Voci correlate

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