| Senza filtro | |
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| Lingua originale | italiano |
| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 2001 |
| Durata | 86 min |
| Genere | biografico, commedia, drammatico |
| Regia | Mimmo Raimondi |
| Soggetto | Piero Bodrato, Mimmo Raimondi |
| Sceneggiatura | Piero Bodrato |
| Produttore | Valerio Bariletti, Umberto Massa |
| Casa di produzione | Kubla Khan, Medusa Film |
| Distribuzione in italiano | Medusa Film |
| Fotografia | Arnaldo Catinari |
| Montaggio | Luca Gazzolo |
| Musiche | Articolo 31 |
| Scenografia | Eleonora Ponzoni |
| Costumi | Francesca Leondeff |
| Interpreti e personaggi | |
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Senza filtro è un film del 2001 diretto da Mimmo Raimondi.
La pellicola racconta la storia del gruppo musicale Articolo 31. È uscito nelle sale italiane il 31 agosto 2001.
In occasione dell'uscita del film, gli Articolo 31 pubblicarono il 5 settembre 2001 il video del brano Fino in fondo, contenuto nell'album Xché sì!.
Il film è girato nella periferia milanese a Barona, dove vivono i due ragazzi protagonisti: Nico e Ray.
Dall'incontro tra Nico e Ray e dalle reciproche conoscenze nasce un folto gruppo di amici. I giovani si trovano ad affrontare le piaghe che affliggono alcune zone cittadine (droga, violenza), ma anche coinvolti in storie d'amore, passioni e tradimenti, fino ad entrare a contatto con la morte.
I lieti e tragici avvenimenti formano lo spirito di gruppo dei ragazzi, traghettandoli dalla fase adolescenziale verso quella adulta.
Blak Vomit:
Xsense:
The Individuals:
Luigi Zaccheo:
Il film si rivelò un insuccesso al botteghino e ricevette critiche negative dalla stampa specializzata. Valeria Chiari su Filmup.com scrisse: «Inutile sottolineare la scontatezza della sceneggiatura e delle immagini; la cadenza milanese e il gergo giovanile sono piuttosto ossessivi, mentre i personaggi sono tutti eccezionali per la loro totale mancanza di spessore. Tra "cazzilli" (motorini) rubati e serate in discoteca, amici che si bucano e altri che provano a diventare corrieri per la mala morendo ammazzati, il film non racconta nulla di particolarmente nuovo e la storia avanza sui pedestri binari della banalità. La macchina da presa, il più delle volte a spalla, segue il ritmo concitato della colonna sonora, la sola parte interessante di tutta la pellicola».