Serlupi

Serlupi
spaccato inchiavato d'azzurro e d'argento, ognuna delle 4 punte d'argento terminante in un giglio dello stesso
StatoStato Pontificio (bandiera) Stato Pontificio
Regno d'Italia
Italia (bandiera) Italia
Titoli
FondatoreGirolamo Serlupi
Attuale capoGregorio Serlupi Crescenzi
Data di fondazioneXIII secolo
Rami cadetti
  • Serlupi Crescenzi Ottoboni
  • Serlupi d’Ongran

La famiglia Serlupi è un'antica famiglia romana, i cui discendenti attualmente risiedono a Roma (Serlupi Crescenzi con a capo il m.se Gregorio) ed a Firenze (Serlupi d'Ongran). Un ramo mutò in seguito il cognome, per successioni famigliari, dapprima in Serlupi Crescenzi e poi in Serlupi Crescenzi Ottoboni.

Storia

Stemma Serlupi Crescenzi Ottoboni

Le prime notizie di questa famiglia risalgono al XIII secolo. Fu imparentata con i papi Innocenzo X, Clemente X e Benedetto XV e rivestì varie cariche cittadine, tra cui quella di "conservatore" di Roma (per 35 volte, tra il 1398 e il 1844).

Fra i suoi membri più famosi si ricordano:

Nel 1642 Francesco Serlupi, con bolla di papa Urbano VIII, fu autorizzato a continuare il nome e l'arma della storica famiglia romana dei Crescenzi.

Per due secoli, dal 1771 fino alla riforma di papa Paolo VI del 1968, la famiglia ebbe la carica ereditaria di "cavallerizzo maggiore di Sua Santità", il cui rango all'interno della corte pontificia era quello di "cameriere segreto di spada e cappa partecipante".

Nel 1912 la famiglia, in persona di Francesco, ebbe riconosciuto da papa Pio X il trattamento di don, prerogativa dei marchesi di baldacchino

Alfonso Serlupi, con regio decreto del 1917, aggiunse il cognome dei conti d'Ongran de Saint Sauveur, mentre il nipote Domenico Serlupi Crescenzi nel 1977 ha assunto, come discendente da Giovanna Ottoboni, anche i diritti del casato, lo stemma e le prerogative araldiche dei principi Ottoboni, duchi di Fiano: è iscritto nell'Almanach de Gotha, vol. 2°, col titolo di 13º duca di Fiano, ma il titolo, spettante "de jure", non è riconosciuto ufficialmente.

I Serlupi furono anche eredi delle estinte famiglie patrizie romane Annibaldi della Molara e Mellini. La famiglia è iscritta nell'"Elenco ufficiale della nobiltà italiana" con i titoli di marchese, nobile di Corneto, patrizio romano, coscritto.

La famiglia è stata inoltre "ricevuta per giustizia" nell'Ordine di Malta, nell'Ordine di Santo Stefano papa e martire e nell'Ordine costantiniano di San Giorgio.

Dalla famiglia prende il nome il palazzo Serlupi-Crescenzi, situato a Roma nei pressi del Pantheon (via del Seminario), costruito da Ottaviano Crescenzi nel 1585 e attribuito nel progetto a Giacomo della Porta; altro coevo palazzo originariamente dei Serlupi è in piazza Lovatelli (già piazza Serlupi).

Genealogia della casata dei Serlupi

Note

  1. ↑ Dal 1724 il marchesato di Vacone appartiene ai Marini Clarelli.
  2. ↑ Bolla "In Supremae" di papa Innocenzo X del 30 marzo 1648
  3. ↑ Bolla Urbem Romam, del 1746
  4. ↑ Nel 1785 è documentata l'esistenza in una sala di palazzo Serlupi di un "baldacchino" sotto il quale era collocato il ritratto del papa regnante Pio VI (Antologia Romana,vol. 11, 1785, pag. 191).
  5. ↑ Decreto presidenziale del 1977.

Bibliografia

Voci correlate

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