| Shuriken 手裏剣 手離剱 | |
|---|---|
棒手裡劔 | |
| Tipo | Arma da lancio |
| Origine | |
| Impiego | |
| Utilizzatori | ninja |
| Produzione | |
| Varianti | Hira shuriken Bō Shuriken |
| Descrizione | |
| Tipo di lama | affilata, multipla (hira shuriken) smussata (bō Shuriken) |
| Tipo di punta | acuminata, singola o multipla |
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Shuriken (手裏剣,手離剱?) (AFI: [ɕɨɾʲikeɴ]), alternativamente shiriken nel dialetto di Tokyo, è una parola giapponese che indica pugnali da lancio o dardi di varie dimensioni e fogge.
Nel caso sia scritto 手裏剣, il termine shuriken può essere tradotto come lama nascosta in mano (il primo kanji vuol dire «mano»; il secondo è la radice del verbo «nascondere»; il terzo ha il significato di «spada» o «lama»).
Gli shuriken venivano lanciati o impugnati tra le nocche delle dita; salvo che non fossero avvelenati, raramente risultavano letali e la loro funzione principale era quella di infliggere ferite che potessero ostacolare l'avversario.
Essi sono suddivisibili in due categorie principali: i Bo Shuriken e gli Hira Shuriken. La prima è la più diffusa ed è costituita da proiettili di sezione quadrata, lunghi da 12 fino a 21 cm, pesanti da 35 fino a 150 g e simili a grossi chiodi. L'altra comprende vari dardi a forma di croce (jūjiken, 十字劔) o di stella con svariati numeri di punte, a volte più precisamente denominati shaken (車劔, lame rotanti), scagliati manualmente imprimendo al proiettile un moto rotatorio. Questa seconda categoria è più nota in italiano col termine di "stelle ninja". L'arte marziale che ne tramanda le tecniche d'uso è nota come Shurikenjutsu (手裏剣術).
Esistono fondamentalmente due metodi per lanciare uno hira shuriken:
In tutti e due i casi bisogna tenere conto che il rilascio deve avvenire quando la linea tracciata dal percorso dello shaken viene ad incrociare quella tracciata in avanti a partire dalla bocca dello stomaco. In sintesi, immaginando che a partire dalla bocca dello stomaco parta una retta che si protrae di una lunghezza uguale a quella del braccio, lo shaken deve essere lasciato in corrispondenza del punto in cui il suo centro viene a coincidere con questa linea.
I bersagli degli shuriken erano principalmente le parti del corpo più esposte: gli occhi, il viso, le mani o i piedi. Nonostante la loro massa ridotta, gli shuriken erano in grado di sferrare colpi mortali a breve distanza. In alcuni casi, gli shuriken erano in grado di sventrare parzialmente i bersagli.
Gli shuriken, soprattutto quelli da hira, venivano utilizzati anche in modi nuovi: potevano essere conficcati nel terreno, ferendo chi li calpestava (simile a un kaltrop), avvolti in uno stoppino incendiario e lanciati per provocare un incendio, o avvolti in un panno imbevuto di veleno e dati alle fiamme per coprire un'area con una nuvola di fumo velenoso. Potevano anche essere usati come armi da mano nel combattimento ravvicinato.
I ninja usavano raramente gli shuriken perché non potevano portarne molti, essendo pesanti e facendo rumore. Era più ragionevole usarlo come un coltello. A volte i ninja li lanciavano in direzioni opposte per distrarre il nemico.
Secondo alcuni resoconti, lo shuriken era rivestito di veleno, destinato a essere usato come arma da lancio o lasciato in bella vista per essere raccolto dalla vittima. Altri resoconti indicano che lo shuriken potrebbe essere stato sepolto nel fango o in escrementi di animali per infettare la vittima con il batterio Clostridium tetani: se la punta penetrava abbastanza in profondità, i batteri nella ferita potevano causare un'infezione da tetano incurabile.
Gli shuriken sono armi semplici, ma il loro valore storico è aumentato. A differenza della katana e di altre armi da taglio, gli shuriken antichi sono spesso mal conservati, soprattutto a causa del loro uso singolo.
| Controllo di autorità | NDL (EN, JA) 00572439 |
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