Relitto del B.R.20 del tenente Simone Catalano che giace sul fondale di fronte a Santo Stefano al Mare.
Decorato con la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria, il 20 gennaio 1955 gli fu intitolata una scuola media, oggi parte dell'Istituto comprensivo statale L. Bassi-S. Catalano di via Marinella 2, a Trapani.
«Ufficiale pilota di grande perizia e di raro ardimento, volontario nella guerra di Spagna, decorato al Valor Militare, aveva dato tutta la sua opera intelligente ed entusiastica per la preparazione bellica del reparto cui apparteneva. Capo equipaggio di un velivolo da bombardamento partecipava in una notte illune e in condizioni atmosferiche proibitive, ad un’azione di guerra su munitissima base avversaria, che attaccava da bassissima quota, tra la furia e l’imperversare di un temporale. Era appena rientrato al campo dalla difficile ed estenuante missione che, subito rifornito l’apparecchio di bombe e carburante, ripartiva per un’azione di bombardamento diurno portandola efficacemente a termine. Attaccato da caccia nemici, il cui fuoco provocava l’arresto di un motore, gravi avarie al velivolo e dei feriti a bordo, rifiutava la salvezza che gli si offriva con un atterraggio in territorio nemico, proseguendo il suo stentato volo sul mare aperto. Quando la costa italiana era già in vista ed il suo generoso tentativo di portare in salvo gli uomini e la macchina sembrava realizzarsi, incontrava morte gloriosa che del suo nome faceva esempio e sprone per tutti i combattenti. Cielo di Hyéres, 13 giugno 1940.» —Regio Decreto 28 dicembre 1940
«Capo equipaggio di velivolo da bombardamento, già distintosi in precedenza, partecipava a numerose azioni su obiettivi molto distanti dalla base e fortemente difesi, affrontando la violenta reazione contraerea con inalterabile fermezza e cosciente sprezzo del pericolo. Per nove volte attaccato dai caccia nemici, ne sosteneva arditamente l'urto, contribuendo validamente all'abbattimento di tre avversari. Cielo di Spagna, novembre 1938-gennaio 1939.»
«Volontario in missione di guerra per l'affermazione degli ideali fascisti, partecipava a numerose azioni belliche su centri avversari fortemente difesi dall'artiglieria contraerea e dalla caccia, mettendo in evidenza belle doti di combattente coraggioso. Assalito per quattro volte dalla caccia, contribuiva efficacemente, con la sua azione energica e sicura, alla difesa della formazione. Cielo di Spagna, luglio-novembre 1938.»
↑Bollettino Ufficiale 1940, suppl.9, pag.2 e dips.44, pag.1583.
Bibliografia
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(EN) Chris Dunning, Combat Units od the Regia Aeronautica. Italia Air Force 1940-1943, Oxford, Oxford University Press, 1988, ISBN1-871187-01-X.
I Reparti dell'Aeronautica Militare Italiana, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1977.
Vincenzo Lioy, L'Italia in Africa. L'opera dell'Aeronautica (1919-1937) Vol.2, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1965.
Gianni Rocca, I disperati - La tragedia dell'aeronautica italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, A. Mondadori, 1993, ISBN88-04-44940-3.
Franco Pagliano, Storia di diecimila aeroplani, Milano, Edizioni Europee, 1954.
Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, Testi delle motivazioni di concessione delle Medaglie d'Oro al Valor Militare, Roma, Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, 1969.
Periodici
Il massacro dei B.R.20, in Aviatori italiani vol.1, n.1, Parma, Delta Editrice, gennaio-febbraio 2009, pp.4-7.