| Slav ex insediamento israeliano | |
|---|---|
| (HE) שליו | |
| Localizzazione | |
| Stato | Insediamento israeliano fino al 2005 |
| Regione | Striscia di Gaza |
| Governatorato | |
| Amministrazione | |
| Data di istituzione | 1980 |
| Data di soppressione | 2005 |
| Territorio | |
| Coordinate | 31°19′19″N 34°14′18″E |
| Abitanti | |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+2 |
| Cartografia | |
Slav, indicato anche come Shalev (in ebraico שליו), era un insediamento israeliano appartenente al blocco di Gush Katif, nella parte sud-occidentale della Striscia di Gaza. Fondato nel 1980 come insediamento del Nahal, fu evacuato e smantellato nell'agosto 2005 nell'ambito del Piano di disimpegno unilaterale israeliano.
Il nome dell'insediamento significa «quaglia» e richiama gli uccelli di cui, secondo il Libro dell'Esodo, si nutrirono gli israeliti durante il viaggio nel deserto.
Slav fu fondato nel 1980 come insediamento del Nahal, il programma israeliano che combinava servizio militare e insediamento agricolo.
Dal 1982, dopo il ritiro israeliano dalla penisola del Sinai, la località servì come campo di transito per diversi gruppi di insediamento, tra cui quello di Atzmona. Ospitò inoltre l'istituto di studi religiosi Midreshet Hadarom.
All'inizio degli anni novanta una parte della località era abitata da tre famiglie, mentre un'altra era utilizzata dalla polizia di frontiera israeliana. Nel 2001 vi si stabilì un gruppo di studenti e insegnanti della scuola preparatoria premilitare Otzem di Bnei Atzmon, che si aggiunse alle famiglie già presenti.
Secondo l'Encyclopaedia Judaica, nel 2002 la comunità comprendeva dieci famiglie provenienti dall'ex insediamento israeliano di Yamit, nel Sinai.
Nell'agosto 2005 Slav fu evacuato insieme agli altri insediamenti israeliani della Striscia di Gaza, in attuazione del piano di disimpegno del governo israeliano.
Il rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari relativo al periodo 19-21 agosto indicava Slav, insieme a Rafiah Yam e Morag, fra le località nelle quali era prevista la successiva fase di demolizione delle abitazioni.