| Disturbo antisociale di personalità | |
|---|---|
| Specialità | psichiatria, psicologia e psicologia clinica |
| Classificazione e risorse esterne (EN) | |
| ICD-10 | F60.2 |
| MeSH | D000987 |
| MedlinePlus | 000921 |
Il disturbo antisociale di personalità è un disturbo di personalità caratterizzato da una costante avversione per leggi e regole, e da una conseguente propensione a violarle frequentemente e senza il minimo ripensamento. Esso comporta inoltre una forte impulsività, una tendenza all'ira alla minima provocazione e una capacità piuttosto limitata di provare o dimostrare empatia e di stringere legami affettivi, benché tale capacità a differenza della psicopatia non sia totalmente assente.
Si manifesta principalmente durante l'adolescenza, a seguito di traumi gravi. Viene collocato dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV-TR) all'interno dei disturbi di personalità del gruppo B, che comprende oltre al disturbo antisociale di personalità anche il disturbo borderline di personalità, il disturbo istrionico di personalità e il disturbo narcisistico di personalità.
Colloquialmente si usa il termine sociopatico per definire chi non si adatta ai costumi e ai comportamenti della propria comunità con significato affine ad "asociale"; alcuni atteggiamenti, qualora caratterizzati in modo patologico, possono rientrare tra quei disturbi dissociali raggruppati nell'ICD-10.
Diagnosi differenziale con: disturbo narcisistico di personalità, disturbo borderline di personalità e disturbo schizoide di personalità; in essi manca la componente di mancanza di rimorso. Talvolta nel disturbo bipolare in fase di mania possono comparire tratti antisociali, e il paziente perde completamente o parzialmente il senso morale orientato solo dal proprio edonismo.
Il disturbo si manifesta prevalentemente nei maschi, con rapporto 3:1 rispetto alle femmine. La prevalenza è pari al 3% negli uomini e all'1% nelle donne nella popolazione generale, e aumenta al 3-30% in ambiente clinico. In alcuni casi, specie se unito al disturbo narcisistico di personalità o al disturbo borderline di personalità, può condurre a tenere comportamenti criminali. I sentimenti che gli antisociali provano più spesso sono: frustrazione, umiliazione, ira, noia e in alcuni casi anche umore depresso. Questi soggetti sono persone impulsive e incapaci di pianificare: possono anche abbandonare il lavoro senza motivo e farsi mantenere da qualcuno o andare a vivere per strada. Non riuscendo a tollerare la frustrazione, possono anche arrivare all'uso della violenza, alzando le mani, uccidendo, ma anche suicidandosi.
Generalmente coloro che sono affetti dal disturbo antisociale vengono distinti in quattro categorie:
Studi sull'adozione hanno dimostrato che figli di genitori adottivi con disturbo antisociale hanno un alto rischio di sviluppare tale patologia. Il disturbo di condotta (prima dei dieci anni di vita) e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) aumentano il rischio che l'individuo sviluppi il disturbo antisociale. Studi che includono l'influsso ambientale hanno rilevato che gli individui con tale patologia provengono da famiglie con genitori abusanti o violenti.
Se sottoposto a psicoterapia e terapia psichiatrica con uso di antipsicotici (tuttavia meno efficaci che per altri disturbi di personalità), il sociopatico, sempre che segua il terapeuta e sia disponibile al cambiamento e a controllare i suoi istinti, può essere in molti casi reintegrato alla vita normale, pur permanendo il suo carattere antisociale di fondo. A causa della forte egosintonicità (il paziente avverte i suoi comportamenti come normale parte di sé e non pensa siano da cambiare), è uno dei disturbi più difficili da curare e spesso il paziente è costretto dalla famiglia o dalla società a sottoporsi a cure, dopo aver compiuto a volte reati o azioni disdicevoli.
In uno studio controllato randomizzato una versione del trattamento basato sulla mentalizzazione specifica per il disturbo antisociale di personalità si è dimostrata efficace nel ridurre l'aggressività nei pazienti affetti dal suddetto disturbo.
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