| Stato Maschile | |
|---|---|
| Мужское государство | |
| Fondazione | 2016 |
| Fondatore | Vladislav Pozdnjakov |
| Sede centrale | |
| Lingua ufficiale | russo |
Lo Stato maschile (in russo Мужское государство?, Mužskoe gosudarstvo), conosciuto internazionalmente come Male State, è un movimento russo di estrema destra, nato nel 2016 come comunità su VKontakte per iniziativa del blogger Vladislav Pozdnjakov. Sostiene un'ideologia che combina nazionalismo russo, misoginia, razzismo e omofobia, definita dai suoi sostenitori «patriarcato nazionale». Le sue attività si sono concentrate sulle piattaforme digitali, attraverso campagne di intimidazione contro donne, attiviste femministe, persone LGBT e altri soggetti ritenuti contrari ai valori del movimento.
Il 18 ottobre 2021 il tribunale regionale di Nižnij Novgorod lo ha dichiarato un'organizzazione estremista e ne ha vietato le attività in Russia. Il divieto non ha interrotto la presenza online del movimento: il suo principale canale Telegram è stato rinominato Male Legion e, dopo l'invasione russa dell'Ucraina del 2022, ha diffuso propaganda favorevole alla guerra.
La comunità fu costituita nel 2016 come gruppo chiuso su VKontakte. Secondo la ricostruzione di Marlene Laruelle e Ivan Grek, alle origini del progetto vi era anche un obiettivo commerciale: attirare pubblico attraverso contenuti polemici e ottenere introiti pubblicitari. Gli autori richiamano in proposito le dichiarazioni di Dmitrij Popov, già collaboratore di Pozdnjakov.
Nel 2017 comparvero articolazioni locali e il gruppo acquisì un manifesto e una propria simbologia. Nel suo studio sulla radicalizzazione del movimento, Mariya Yakhina descrive il passaggio da una comunità dedicata a battute sulle relazioni personali a un ambiente con un'identità politica più definita. Alcuni aderenti parteciparono alle manifestazioni anticorruzione del marzo 2017 con i simboli del gruppo.
Durante il campionato mondiale di calcio 2018 in Russia, il movimento promosse campagne contro donne russe fotografate o filmate in compagnia di tifosi stranieri. La diffusione online dei materiali esponeva le persone ritratte a insulti e minacce, in particolare per le relazioni con uomini percepiti come non bianchi.
Il 20 dicembre 2018 Pozdnjakov fu condannato a due anni di reclusione con sospensione della pena per incitamento all'odio nei confronti delle donne, ai sensi dell'articolo 282 del codice penale russo. Il 21 marzo 2019 il tribunale revocò la pena in seguito alla parziale depenalizzazione della disposizione applicata.
Nel 2019 quattro aderenti a un gruppo locale di Chabarovsk furono condannati per la costituzione di una comunità estremista o per la partecipazione a essa. Pozdnjakov non era imputato in quel procedimento.
Nel luglio 2020 VKontakte bloccò la comunità per incitamento alla violenza. Secondo la notizia pubblicata da Meduza il 1º luglio, al momento del blocco il gruppo contava circa 160 000 iscritti; fu aperta anche una comunità di riserva. L'attività proseguì soprattutto attraverso Telegram e una rete di canali collegati al movimento e al suo fondatore.
Il «patriarcato nazionale» associa la subordinazione delle donne a un progetto nazionalista e razziale. La riproduzione e la famiglia sono concepite come strumenti di conservazione della nazione, mentre le relazioni fra donne russe e uomini percepiti come non bianchi vengono rappresentate come una minaccia. La studiosa Elizaveta Gaufman colloca queste posizioni nel più ampio fenomeno della misoginia dell'estrema destra e sottolinea la centralità dei ruoli di genere nella costruzione dell'identità nazionale.
Nel programma ricostruito da Laruelle e Grek comparivano proposte di limitazione dell'autonomia femminile in materia di divorzio e aborto, nonché di revisione degli obblighi di mantenimento. Il gruppo criticava inoltre l'immigrazione, le élite economiche e il governo russo. Secondo gli stessi autori, i tentativi di stabilire rapporti politici con il Partito Liberal-Democratico di Russia non produssero un'affiliazione.
Il movimento viene studiato come parte della manosfera. Il suo rapporto con gli incel è oggetto di distinzioni nella letteratura: Gaufman ne evidenzia le affinità ideologiche. Anna Kruglova osserva invece che l'identificazione dei due fenomeni è impropria, richiamando l'esistenza di una leadership e di gruppi locali e precisando che gli aderenti allo Stato maschile non incontrano necessariamente difficoltà a instaurare relazioni sentimentali.
Lo Stato maschile si è sviluppato come movimento non registrato, con una rete di profili e comunità digitali e senza una sede centrale. Nel procedimento del 2021 furono presentati dati relativi a circa trenta cellule locali e cinquecento aderenti in Russia.
Yakhina descrive regole interne, espulsioni dei dissenzienti e un lessico volto a distinguere gli aderenti dagli avversari. Nella comunità da lei studiata le donne potevano iscriversi, ma non commentare. La ricercatrice individua nella selezione dei partecipanti, nella centralità della leadership e nei rapporti fra gruppi locali alcuni meccanismi di rafforzamento dell'identità collettiva e di radicalizzazione.
Le campagne combinavano la pubblicazione non consensuale di informazioni personali, o doxing, con messaggi intimidatori e pressioni sui contatti delle persone prese di mira. Un'inchiesta di Radio Free Europe/Radio Liberty raccolse anche testimonianze di donne alle quali erano state attribuite apparizioni in filmati pornografici e che denunciavano minacce di diffusione delle accuse presso familiari o colleghi; alcune contestavano di essere le persone riprese.
Il numero di iscritti variava fra le piattaforme e i diversi canali. Nel marzo 2022 Bellingcat rilevava circa 62 000 iscritti a Male Legion e 83 000 al canale personale di Pozdnjakov. Uno studio pubblicato da Gaufman nel 2025 riportava un seguito del fondatore prossimo a 600 000 iscritti a metà del 2024, precisando che l'aumento degli iscritti ai canali della destra radicale non poteva essere equiparato automaticamente a una crescita del consenso verso le loro idee.
Le attività del gruppo coinvolsero tanto singole persone quanto imprese. Fra gli obiettivi vi furono le attiviste impegnate a favore di una legislazione contro la violenza domestica. Nel febbraio 2021 alcune organizzatrici e partecipanti a una manifestazione moscovita di solidarietà alle prigioniere politiche denunciarono la pubblicazione dei propri recapiti e una successione di minacce. Fra le persone colpite vi era l'artista e attivista Dar'ja Serenko, i cui dati e quelli di alcuni familiari erano stati diffusi dal canale di Pozdnjakov.
Nell'estate del 2021 la catena alimentare VkusVill pubblicò una campagna dedicata alle famiglie dei propri clienti, comprendente una famiglia con una coppia di donne. Dopo le proteste, l'azienda ritirò il contenuto e si scusò, attribuendone la pubblicazione a un errore del personale. La decisione suscitò critiche anche fra chi aveva apprezzato l'iniziativa.
Bellingcat documentò il coinvolgimento dello Stato maschile nella campagna contro l'azienda e le persone ritratte. In un'intervista a Radio Free Europe/Radio Liberty, una componente della famiglia riferì minacce di violenza e diffusione dei loro contatti privati. Nell'agosto 2021 la famiglia rese noto di essersi trasferita in Spagna per ragioni di sicurezza.
Nell'agosto 2021 la catena di ristorazione Yobidoyobi fu presa di mira per una pubblicità con un modello nero. Il fondatore dell'azienda denunciò minacce e la diffusione del proprio numero di telefono; Pozdnjakov sollecitò i seguaci a effettuare ordini senza pagarli. L'impresa pubblicò delle scuse e annunciò la rimozione dei contenuti contestati.
Il 29 agosto Pozdnjakov rivolse una campagna analoga contro Tanuki, per l'impiego di un modello nero e di simboli arcobaleno nella comunicazione dell'azienda. Secondo Meduza, l'iniziativa comprendeva falsi ordini, attacchi informatici e messaggi ai dirigenti. Tanuki rifiutò di ritirare la pubblicità e chiese interventi contro i canali responsabili delle intimidazioni.
Durante la controversia furono segnalati anche falsi allarmi bomba relativi ai ristoranti Tanuki di Mosca. Il direttore marketing della catena li attribuì ai sostenitori dello Stato maschile, mentre Pozdnjakov negò un proprio coinvolgimento.
Un'altra impresa bersaglio delle campagne, il produttore di bevande Vyatsky Kvas, mantenne le proprie pubblicità con modelli di diverse origini e promosse un'iniziativa contro il razzismo online. Nell'ottobre 2021 chiese pubblicamente alle autorità di dichiarare estremista il movimento. Laruelle e Grek hanno interpretato queste controversie come un esempio del ruolo assunto dalle imprese nei conflitti culturali della società russa.
Il 18 ottobre 2021 il tribunale regionale di Nižnij Novgorod accolse il ricorso della procura e vietò l'attività dello Stato maschile sul territorio russo, riconoscendone il carattere estremista. La decisione è riportata al numero 90 dell'elenco delle organizzazioni estremiste del Ministero della giustizia russo, con data di inserimento delle informazioni del 25 marzo 2022.
Nel processo l'accusa richiamò campagne di ostilità fondate sul sesso e sull'origine etnica. Il difensore di Pozdnjakov contestò la qualificazione del movimento come organizzazione e sostenne che il suo assistito non ne fosse più alla guida dal 2020. Il tribunale accolse le richieste della procura. L'impugnazione presentata dal legale fu successivamente restituita per la mancata produzione di una procura che lo autorizzasse a ricorrere contro la decisione.
Il 29 marzo 2022 l'agenzia RAPSI riferì, sulla base di una conferma dell'ufficio stampa di Rosfinmonitoring, l'inserimento del movimento nella sezione nazionale dell'elenco dei soggetti coinvolti in estremismo e terrorismo. Il provvedimento giudiziario richiamato dall'agenzia era quello di divieto per estremismo dell'ottobre 2021.
Nel 2021 alcune attiviste sostennero che informazioni diffuse dal movimento coincidessero con dati contenuti in un rapporto del Ministero dell'interno. La deputata Oksana Puškina chiese chiarimenti al ministero, che negò una collaborazione. Intervistato da Bellingcat, Aleksandr Verchovskij, del centro SOVA, descrisse invece lo Stato maschile come un progetto autonomo e interpretò la repressione come conseguenza della sua radicalità e visibilità.
Dopo il divieto, il principale canale Telegram assunse il nome di Male Legion. Nel marzo 2022 un'inchiesta di Bellingcat documentò il sostegno all'invasione dell'Ucraina, la diffusione di contenuti antisemiti e la negazione di vittime civili degli attacchi russi. L'indagine rilevò anche l'uso di riferimenti e simboli neonazisti nei canali e nelle conversazioni collegati al movimento.
In un'analisi del 2024 per l'International Centre for Counter-Terrorism, Kruglova interpretò lo spostamento verso la propaganda bellica come una forma di adattamento del movimento dopo il divieto. Distinse questa attività dal reclutamento e dall'impiego militare svolti da altre formazioni della destra radicale. Lo studio di Gaufman del 2025 rilevò tuttavia che le posizioni favorevoli alla guerra convivevano con persistenti attriti fra Pozdnjakov e le autorità o i mezzi d'informazione filogovernativi.
Il 5 novembre 2026 una comunicazione inviata ad Aeroporti di Roma e ad altre società dello scalo, relativa a due voli provenienti da Helsinki e Dublino, recava la firma «combattenti dello Stato Maschile». La mail annunciava la presenza di ordigni e conteneva minacce contro un presunto «regime femminista». Un portavoce di Aeroporti di Roma confermò la ricezione del messaggio. L'Agence France-Presse precisò di non avere potuto confermare che il movimento russo fosse all'origine della comunicazione.
Il volo da Dublino fu deviato verso la base francese di Évreux, mentre quello da Helsinki venne scortato fino a Roma. Finnair dichiarò che l'ispezione del proprio aereo non aveva rilevato anomalie. Nel contesto dei diversi allarmi registrati in Europa, il commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikōstas definì prematuro stabilire collegamenti fra gli episodi, sui quali erano in corso indagini nazionali.