Steven Marcus

Steven Paul Marcus (New York, 13 dicembre 1928 – New York, 25 aprile 2018) è stato un critico letterario statunitense.

Principale esponente della critica letteraria statunitense del dopoguerra, contribuì assieme ad altri critici ebrei come Geoffrey Hartman e Harold Bloom a trasformare la critica letteraria del XX secolo. Si interessò in particolare alla letteratura dell'Ottocento, alla figura di Sigmund Freud e alla psicoanalisi.

Biografia

Steven Marcus nacque nel Bronx in una famiglia di ebrei lituani originari dei dintorni di Vilnius, da Nathan Marcus e Adeline Muriel Gordon. Durante la grande depressione il padre restò disoccupato per sei anni.

Il giovane Marcus si diplomò a soli 15 anni alla DeWitt Clinton High School del suo quartiere e vinse una borsa di studio che gli permise di frequentare i corsi dell'Università Columbia, dove ebbe tra i suoi docenti Lionel Trilling, il quale gli avrebbe fatto da mentore per tutta la vita. Insieme collaborarono alla stesura e alla revisione di una versione abbreviata della biografia di Freud in tre volumi di Ernest Jones. Dopo la laurea conseguita nel 1948, Marcus trascorse un breve periodo a Cambridge e due anni nell'esercito, poi conseguì il dottorato di ricerca con una tesi su Charles Dickens alla Columbia nel 1961. In quell'ateneo avrebbe insegnato per il resto della sua carriera sino al 2004.

Le sue opere più importanti sono Dickens: From Pickwick to Dombey (1965), in cui utilizza concetti psicoanalitici per esplorare i primi romanzi di Dickens che all'epoca erano trascurati, e The Other Victorians: A Study of Sexuality and Pornography in Mid-19th Century England (1966), uno studio pionieristico sulla storia della sessualità e della pornografia che raggiunse la vetta delle classifiche di vendita nazionali nel Regno Unito. Tra le opere successive si annoverano Representations: Essays on Literature and Society (1975, una raccolta di recensioni e saggi) e Freud and the Culture of Psychoanalysis (1984). Curò The World of Modern Fiction (1967), Art, Politics and Will: Essays in Honor of Lionel Trilling (1977), Medicine and Western Civilization (1995) e la collana Psychoanalysis and Culture.

Negli anni sessanta si schierò nettamente contro la guerra del Vietnam a tal punto da iscriversi alla Columbia Faculty Peace Action Committee. Per tutti gli anni ottanta e novanta si sentì un outsider nel mondo della teoria letteraria di quel periodo. In un numero speciale del Partisan Review del 1993 definì il politicamente corretto una nuova incarnazione del "totalitarismo morbido" descritto da George Orwell, in cui le ortodossie "mettono a tacere, soffocano o reprimono il dissenso e creano paura e ansia in coloro il cui pensiero si discosta dalle loro prescrizioni". Nel suo libro Engels, Manchester and the Working Class (1974) lamentò il declino della critica letteraria, che a suo parere si era trasformata "in mera moda estetica o politica da un lato e torpore accademico dall'altro".

Nel 1993 divenne decano dell'Università Columbia e ne fu anche vicepresidente per le Arti e le Scienze. Fece anche parte dell'American Academy of Arts and Sciences e contribuì a fondare il National Humanities Center in Carolina del Nord.

Morì al New York-Presbyterian Hospital nel 2018 per un arresto cardiaco causato da un'infezione insorta dopo un intervento chirurgico per la frattura dell'anca che si era concluso con successo.

Vita privata

Marcus sposò dapprima Algene Ballif, da cui divorziò nel 1965. Sposò l'anno successivo la sociologa tedesca Gertrud Lenzer, con la quale ebbe un figlio, il violinista John Nathaniel Marcus.

Opere principali

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) David Herman, Obituary: Steven Marcus, su The Jewish Chronicle, 9 agosto 2018. URL consultato il 22 giugno 2026.
  2. 1 2 (EN) Steven Marcus, su The East Hampton Star. URL consultato il 22 giugno 2026.
  3. ↑ (EN) In Memoriam: Steven Marcus | American Academy of Arts and Sciences, su American Academy of Arts and Sciences, 14 agosto 2018. URL consultato il 22 giugno 2026.
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