L'agente di cambio è un intermediario finanziario che ricerca e acquista, per conto del cliente, nel mercato di riferimento, il prodotto che offre il miglior rapporto qualità-prezzo.
In inglese il termine è reso con stock broker, spesso accorciato in broker, da broking, cioè "intermediazione".
Tra queste due figure professionali dell'albo unico degli intermediari finanziari esistono due differenze molto importanti:
L'ordinamento italiano prevede l'iscrizione allo specifico albo unico professionale e la necessità di specifica autorizzazione per lo svolgimento dell'attività. Accade spesso comunque che un agente di cambio integri anche la figura del dealer.
La prima compravendita registrata di azioni ebbe luogo a Roma antica nel II secolo a.C. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la professione di agente di cambio non nacque come tale fino al periodo del Rinascimento, quando nelle città-stato italiane come Genova e Venezia si negoziavano titoli di stato. Nel 1602, la Borsa di Amsterdam divenne il primo mercato ufficiale con la negoziazione di azioni della Compagnia olandese delle Indie orientali, la prima società a emettere azioni. Nel 1698 la Borsa di Londra aprì al Jonathan’s Coffee-House. Il 17 maggio 1792 la Borsa di New York fu fondata sotto un platano, quando 24 agenti di cambio firmarono il Buttonwood Agreement, accordandosi per negoziare cinque titoli sotto quel platano.
Fino al Settecento tutti i banchieri e cambiavalute (all'epoca appartenenti ad un'unica corporazione) erano autorizzati a negoziare i titoli in borsa. All'inizio dell'Ottocento l'intermediazione finanziaria divenne un'attività riservata ad una categoria distinta dai banchieri e cambiavalute, che, almeno in alcune lingue, mantenne tuttavia ricordo della comune origine nel nome di Agenti di Cambio (il nome è di origine francese).
Gli Agents de Change furono infatti creati nel 1802 da Napoleone come mediatori alla Borsa di Parigi.
Avevano il rango di officiers ministériels (pubblici ufficiali), come i notai e gli huissiers de justice (ufficiali giudiziari). Erano a numero chiuso, avevano il monopolio delle transazioni di borsa ed erano anche esattori dell'imposta sugli scambi di titoli.
Furono soppressi nel 1989, quando furono introdotte le sociétés de bourse, che li sostituirono nelle stesse funzioni.
Anche in Italia la categoria degli agenti di cambio fu introdotta da Napoleone I e precisamente nel 1808 con la fondazione della Borsa di Milano, capitale del Regno d'Italia napoleonico. Gli agenti di cambio erano una categoria particolare di mediatori iscritti ad un albo presso la Camera di Commercio.
Come mediatori, se da un lato avevano l'esclusiva dell'intermediazione in titoli (rappresentata fisicamente dal diritto di accesso alla corbeille), dall'altro avevano il divieto di esercitare l'attività di mediatori in altri campi e soprattutto di esercitare l'attività bancaria o di cambiavalute, nonché di essere procuratori di banche o società per azioni. In Italia la norma che organizzò in modo uniforme tutte le borse del Regno e quindi anche il ruolo degli Agenti di Cambio fu la legge 272 del 1913.
Con il successivo Regio Decreto Legge 222 del 1925 gli Agenti di Cambio ottennero la qualità di pubblici ufficiali, in quanto redigevano ed autenticavano i fissati bollati, ovvero gli atti pubblici di trasferimento delle azioni ed obbligazioni. Venne ribadito il divieto di esercitare in proprio (ovvero quali soci illimitatamente responsabili, amministratori, procuratori od impiegati) l'attività commerciale, industriale o creditizia.
Con la legge 402 del 1967 furono istituiti gli Ordini degli Agenti di Cambio, sicché questi ultimi ottennero anche la qualità di professionisti. L'accesso alla professione era a numero chiuso, esistevano 130 agenti di cambio, suddivisi nelle dieci borse italiane. Accanto ad essi vi erano i Procuratori di Borsa, che esercitavano la stessa attività, ma sotto la sorveglianza e la garanzia di un Agente di Cambio. I procuratori erano iscritti in un diverso albo, anch'esso tenuto in passato dall'Ordine degli Agenti di Cambio e Procuratori di Borsa, oggi albo unico degli intermediari finanziari. Anche dopo la qualificazione degli Agenti di Cambio come "professionisti" oltre che "pubblici ufficiali" la giurisprudenza confermò l'assoggettabilità degli stessi al fallimento, già prevista dalla legge fallimentare, benché la stessa legge escluda tuttora dal fallimento i professionisti
La legge 1 del 1991, che attribuì l'intermediazione mobiliare alle neonate società di intermediazione mobiliare, decretò la fine (sia pure differita) di questa antica categoria professionale. Stabilì, infatti, che non fossero più banditi nuovi concorsi per agenti di cambio, ma che gli agenti in attività avrebbero potuto continuare a esercitare la professione fino al pensionamento. Furono creati due ruoli: quello "unico" degli agenti in proprio, e quello "speciale" degli agenti che esercitano per conto di una s.i.m., di una s.g.r. o di una banca.
La maggior parte degli agenti di cambio rientra in una delle tre categorie: agenti di servizio completo, agenti a commissioni ridotte e agenti online.
Gli agenti di cambio tradizionali e i broker moderni tali quattro funzioni e responsabilità principali: esecuzione degli ordini, gestione di portafogli, ricerca e analisi di mercato e consulenza e raccomandazioni di investimento.
Il percorso verso il brokeraggio azionario di solito comporta formazione formale, certificazioni e licenze. La maggior parte degli agenti di cambio inizia come consulenti finanziari o rappresentanti di broker e poi ottiene la licenza di brokeraggio dopo aver completato una formazione sui mercati finanziari, sui prodotti finanziari, sulle normative e spesso sulla vendita, e dopo aver superato esami come la Series 7 e la Series 63.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 29134 · LCCN (EN) sh88001213 · GND (DE) 4146195-2 · J9U (EN, HE) 987007532190105171 |
|---|