| Strotheria gypsophila | |
|---|---|
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Campanulidi |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Tageteae |
| Sottotribù | Pectidinae |
| Genere | Strotheria B.L.Turner, 1972 |
| Specie | S. gypsophila |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Tageteae |
| Sottotribù | Pectidinae |
| Genere | Strotheria |
| Specie | S. gypsophila |
| Nomenclatura binomiale | |
| Strotheria gypsophila B.L.Turner, 1972 | |
Strotheria gypsophila B.L.Turner, 1972 è una specie di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Tageteae e sottotribù Pectidinae. È l'unica specie del genere Strotheria B.L.Turner, 1972.
Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Billie Lee Turner (1925-2020) nella pubblicazione "American Journal of Botany. Lancaster, PA" (Amer. J. Bot. 59: 180, fig. 1) del 1972. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.
Portamento. La specie di questa voce ha un habitus basso arbustiva che forma piccoli tumuli.
Fusto. La parte aerea è eretta, semplice o ramosa.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno; i nodi terminali sotto i capolini hanno le foglie disposte in modo opposto. La lamina può avere una forma intera lineare a consistenza succulenta.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da alcuni capolini terminali. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino peduncolato di tipo discoidi sotteso da due brattee. I peduncoli talvolta sono fistolosi. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a strettamente campanulate, composto da 4-6 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio (qui assenti) e fiori del disco. Le brattee, fuse alla base, a volte con superficie ricoperta da ghiandole di diversi tipi, sono disposte in modo più o meno embricato su più serie. Il ricettacolo, con forme piatte, è usualmente privo di pagliette ("epaleato").
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma obpiramidale con 4-5 angoli appena visibili. La superficie è nera o marrone, da sparsamente a densamente ricoperta di peli. Il carpoforo è ben sviluppato. Il pappo è formato da setole multiple con forme lanceolate. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
La specie di questa voce è distribuita in Messico.
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Il genere di questa voce fa parte della sottotribù Pectidinae, raggruppamento che la classificazione tradizionale colloca all'interno della tribù Heliantheae e che recenti studi filogenetici attribuiscono alle Tageteae. La sottotribù Pectidinae è caratterizzata da foglie e brattee ricoperte da ghiandole pustolose o pellucide e aromatiche e da ricettacoli privi di pagliette, talvolta con minute scaglie o setole.
Nelle varie analisi di tipo filogenetico del DNA la specie Strotheria gypsophila è vicina al genere Thymophylla, con il quale forma un clade ben supportato; insieme formano un "gruppo fratello", ma rimane come specie separata per via delle sue caratteristiche morfologiche distintive. Nell'ambito della sottotribù Strotheria si colloca all’interno di un gruppo più ampio che include diversi generi come Adenophyllum, Boeberoides, Comaclinium, Dysodiopsis, Dyssodia e Gymnolaena; tutti questi generi insieme formano il "core" delle Pectidinae.
I caratteri distintivi della specie sono:
Il numero cromosomico della specie Strotheria gypsophila è: 2n = 16.
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: