Pars dominica

La pars dominica o dominicum era una delle due parti in cui era suddivisa la curtis, la tipica azienda agricola altomedievale; essa rimaneva in gestione al padrone, il dominus, mentre l'altra parte, affidata in concessione, prendeva il nome di pars massaricia (massaricio).

La pars dominica viene detta anche "dominio", o nella storiografia francese, "riserva signorile"; altri termini utilizzati sono "terre dominiche" o "terre saliche" e, tra i Germani, sundrio.

Descrizione

La pars dominica era un vasto manso (mansus indominicatus nella terminologia latina dell'epoca) dove solitamente era localizzato il centro di potere del signore (il cosiddetto caput curtis); potevano essere dunque presenti diverse costruzioni come la dimora padronale, stalle, scuderie, magazzini e altri ambienti di servizio, oltre al frutteto e l'orto. Il manso era composto di vasti appezzamenti di terreni coltivati, oltre a prati, sodaglie e dove possibile vigneti. La dimensione della pars dominica dipendeva dall'estensione complessiva del patrimonio fondiario, quindi in misura variabile da proprietà a proprietà.

La suddivisione dei grandi patrimoni fondiari in pars dominica e massaricio era sostanzialmente dovuta alla grave mancanza di mano d'opera, per via della bassa densità demografica che si ebbe per tutto l'alto medioevo. In questo modo il padrone era costretto a cedere in gestione parte del suo fondo, mantenendo sotto la propria direzione soltanto una parte dei propri terreni.

La pars dominica, posta sotto la coltivazione diretta del signore attraverso servi della gleba e massari (che prestavano le corvée, prestazioni gratuite, nella parte del signore, essendo tenuti a ripagare l'alloggio e il vitto attraverso il lavoro nella pars dominica e per tale motivo erano anche chiamati precalendarii), corrispondeva a circa un terzo dell'intera curtis e vi facevano parte le terre migliori, rispetto ai mansione, le terre date in gestione ai massari. Nella pars dominica avremmo trovato, solitamente, accanto ai laboratori artigianali utilizzati per la produzione e commercializzazione dei prodotti (quella curtense non era economia di sussistenza), gli strumenti utilizzati per il lavoro nel feudo: il forno, il frantoio, i fienili, la casa del signore, le stalle, la chiesa, il pozzo, oltre agli elementi di difesa come terrapieni, palizzate di legno o in muratura, rampe di accesso e ponti levatoi.

Note

  1. ↑ Duby, p. 43.
  2. ↑ Duby, pp. 43-44.

Bibliografia

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