Tantalo

Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Tantalo (disambigua).
Tàntalo
Tantalo
Nome orig.Τάνταλος
Caratteristiche immaginarie
SessoMaschio
Luogo di nascitaLidia
ProfessioneRe di Lidia

Tàntalo (in greco antico Τάνταλος?, Tántalos) è un personaggio della mitologia greca.

Re di Lidia (o della Frigia) che per i suoi numerosi peccati fu punito dagli dei e gettato nel Tartaro, la sua punizione è divenuta una figura retorica con cui si indica una persona che desidera qualcosa che non può raggiungere.

Etimologia

Secondo Platone, accordandosi alla radice greca τλα-/τλη- del verbo greco τλάω (che significa "soffrire"), il nome Tantalo deriverebbe da talànatos (infelicissimo).

Genealogia

Figlio di Zeus o di Tmolo e della ninfa Pluto sposò la ninfa Dione o Eurinassa (figlia di Pattolo) o Euritemiste (figlia di Xanto) o Clizia (figlia di Anfidamante) e fu padre di Pelope, Brotea, Niobe e Dascilo.

Mitologia

I misfatti

Tantalo visse presso il monte Sipylos in Anatolia, dove fondò la città di Tantalis.

Il banchetto di Tantalo
Il banchetto di Tantalo

Tantalo, che grazie alle sue origini era ben voluto dagli dei, si rese responsabile di diverse offese nei loro confronti e violò le regole della xenia cercando di rapire Ganimede, rubando dell'ambrosia che in seguito distribuì ai suoi sudditi ed organizzando il furto di un cane d'oro creato da Efesto e posto a guardia di un tempio di Zeus a Creta (di tale furto l'artefice materiale fu Pandareo ma Tantalo giurò il falso ad Hermes, inviato dagli dei proprio per recuperare l'animale; secondo un'altra versione il cane era in realtà Rea trasformata in quel modo da Efesto).

Il re infine organizzò un banchetto a cui invitò gli dei stessi e, per mettere alla prova la loro onniscienza, uccise suo figlio Pelope e lo fece servire come pasto: Demetra, disperata per la perdita della figlia Persefone, non si accorse di nulla e consumò parte di una spalla del ragazzo, ma gli altri dei notarono immediatamente l'atrocità e gettarono i pezzi di Pelope in un calderone.

Il supplizio

Il supplizio di Tantalo

Gli dei punirono Tantalo mandandolo nei campi della pena, una sezione degli inferi, e condannandolo ad avere per sempre una fame e una sete impossibili da placare schiacciato dal peso di un masso, legato ad un albero da frutto e immerso fino al collo in un lago d'acqua dolce: appena prova ad abbeverarsi il lago si prosciuga e non appena prova a prendere un frutto i rami si allontanano o un colpo di vento li fa volare lontano.

Il sepolcro di Tantalo sorgeva sul monte Sipylos ma gli onori gli furono pagati ad Argo, la cui tradizione locale sosteneva anche di possedere le sue ossa.

Miti successivi

I mitografi successivi cercarono in tutti i modi di discolpare gli dei da un possibile atto di cannibalismo stravolgendo in tutto la storia di Tantalo: secondo tale versione, infatti, egli era un sacerdote che rivelò ogni segreto ai non iniziati, al che colpirono suo figlio con una malattia orrenda. I chirurghi di allora, con varie operazioni, riuscirono a ricostruire il corpo originale anche se di lì in poi esso portò innumerevoli cicatrici.

Filosofia

Il mito di Tantalo venne successivamente ripreso dal filosofo Arthur Schopenhauer nella sua opera più nota, Il mondo come volontà e rappresentazione, come esempio della eterna insoddisfazione dell'uomo per cui "contro un desiderio che viene appagato ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; la brama dura a lungo, le esigenze vanno all'infinito mentre l'appagamento è breve e misurato con spilorceria".

Curiosità

Note

  1. ↑ Platone, Cratilo, 28.
  2. 1 2 3 4 5 (EN) Igino, 'Fabulae' 82, su topostext.org. URL consultato il 10 maggio 2025.
  3. 1 2 3 4 (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia, II, 22.2 e 3, su theoi.com. URL consultato il 13 agosto 2019.
  4. 1 2 Scholia ad Euripide, Oreste 5
  5. 1 2 (EN) Giovanni Tzetzes, scholia su 'Licofrone' 52, su topostext.org. URL consultato il 31 agosto 2025.
  6. 1 2 3 Scholia ad Euripide, Oreste, 11
  7. ↑ (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia, III, 22.4, su theoi.com. URL consultato il 13 agosto 2019.
  8. ↑ (EN) Apollodoro, Biblioteca, III, 5.6, su theoi.com. URL consultato il 13 agosto 2019.
  9. ↑ Scolio ad Apollonio Rodio, Le Argonautiche, II, v. 752
  10. ↑ Plinio il Vecchio Naturalis historia 2,93; 5,31
  11. 1 2 (EN) Diodoro Siculo, Biblioteca Historica, IV, 74.1 e 2, su theoi.com. URL consultato il 13 agosto 2019.
  12. 1 2 3 (EN) Pindaro, Olimpiche, 1.60 ff, su perseus.tufts.edu. URL consultato il 13 agosto 2019.
  13. ↑ Euripide, Oreste, 10
  14. ↑ Antonio Liberale, Metamorfosi, 11 e 36.
  15. ↑ (EN) Apollodoro, Biblioteca, Epitome II, 1, su theoi.com. URL consultato il 13 agosto 2019.
  16. ↑ Tzetze, a Licofrone, 152
  17. ↑ Pindaro, Olimpiche, 1, 59-63.

Bibliografia

Fonti primarie
Fonti secondarie

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 72197787 · CERL cnp00548669 · GND (DE) 119155060
  Portale Mitologia greca: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mitologia greca