Tariffa zero (in inglese: zero-fare) indica quei servizi di trasporto pubblico finanziati da mezzi diversi sostitutivi della vendita di biglietti e abbonamenti ai passeggeri. Questi servizi possono essere finanziati, dalle amministrazioni nazionali, regionali, o locali tramite tassazione o talvolta sponsorizzazioni da parte di aziende private.
Molte città europee e molte piccole città nel mondo hanno convertito l'intera rete di trasporto pubblico a tariffa zero.[senza fonte]
Un esempio è Tallin in Estonia.
Servizi locali a tariffa zero, del tipo punto-punto o circolari per la città, sono molto più comuni dei sistemi estesi a tutta la città. Essi possono includere autobus, tram, metropolitane o filobus. Possono essere predisposti da un'amministrazione locale per diminuire gli ingorghi o colmare i disservizi temporanei della rete di trasporto. A volte possono essere parte di servizio offerto da un ente pubblico come un ospedale, un'università o un aeroporto. Ad esempio, dall'anno accademico 2018/2019, l'Università degli Studi di Catania offre a tutti i suoi iscritti il libero accesso su tutte le linee dei mezzi pubblici di Catania, sia del servizio gommato dell'AMTS (eccetto due sole linee da e per l'aeroporto di Fontanarossa), sia del servizio su ferro della metropolitana gestita dalla Ferrovia Circumetnea.
Alcuni servizi a tariffa zero possono essere attivati per evitare di costruire grandi infrastrutture, come strade più grandi. Alcune città portuali dove il passaggio delle navi richiederebbe ponti molto alti, possono offrire traghetti. Questi saranno gratuiti come lo sarebbe stato l'uso di un ponte.
Un esempio comune di servizi a tariffa zero è talvolta quello dello scuolabus,[credo che in Italia siano più gli scuolabus che si pagano con retta mensile... chiarire] con l'eccezione del Regno Unito, dove gli studenti devono pagare almeno 300 £ annuali per poterne usufruire.[senza fonte]
Alcuni servizi di trasporto a tariffa zero sono finanziati da aziende private (come ad esempio i negozianti di un centro commerciale) nella speranza di aumentare le vendite facilitando il flusso dei clienti. I datori di lavoro spesso istituiscono navette gratuite come benefit per i propri lavoratori, o come parte di un accordo sindacale o per diminuire il traffico in comune accordo con i progetti delle amministrazioni locali.
Alcuni attivisti promuovono l'idea che tutti i trasporti pubblici in una città o comunità dovrebbero essere gratuiti. Essi sostengono che in questo modo si renderebbe il sistema dei trasporti più accessibile e giusto per coloro che hanno un reddito basso, decongestionando drasticamente il traffico, con minore inquinamento a tutto beneficio della salute pubblica; corollari sarebbero un minor numero di incidenti stradali, parcheggio più facile, risparmi manutentivi sulle strade.
Il problema delle tariffe per i trasporti pubblici è particolarmente forte in Italia, dove una legge impone che le spese delle aziende che gestiscono i trasporti siano coperte solo in parte (30-35%) dalla bigliettazione mentre le entrate restanti devono essere garantite da contratti di servizio finanziati dalle amministrazioni nazionali, regionali, o locali. Alcuni studi sui bilanci mostrano come in realtà, la quota coperta dalla bigliettazione, almeno nel caso delle città più grandi, sia grossomodo paragonabile al costo in termini di personale e mezzi necessario alla stessa verifica ed emissione dei titoli di viaggio e alla vigilanza.
Se l'uso di automobili è scoraggiato, i trasporti pubblici gratuiti possono ridurre l'inquinamento locale e mitigare il problema del riscaldamento globale e del picco del petrolio.