| Teatro minimo | |
|---|---|
| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 1957 |
| Durata | 14 min |
| Genere | documentario |
| Regia | Florestano Vancini |
| Sceneggiatura | Florestano Vancini |
| Produttore | Liliana Ferrari |
| Produttore esecutivo | Andrea Nicolai |
| Casa di produzione | A.M.Z. - Roma |
| Fotografia | Carlo Di Palma |
| Musiche | Francesco Rajola |
| Interpreti e personaggi | |
| |
Teatro minimo è un cortometraggio diretto nel 1957 da Florestano Vancini.
Una compagnia filodrammatica gira attraverso la provincia di Ferrara per recitare davanti al pubblico semplice e ingenuo dei paesi del Delta del Po, dove il "Teatro" non arriva. Gli attori, tra dilettantismo e professionismo, sono persone che durante il giorno esercitano un'altra attività e le scene del loro spettacolo si alternano a scene prese dalla loro vita quotidiana. Una sera, al termine di una rappresentazione, gli attori sono costretti a rimanere in paese per un guasto al furgone: qualcuno dorme in un giaciglio, qualcuno dorme in macchina. Il mattino dopo, il furgone viene fatto trascinare dai buoi e può ripartire. La passione per il teatro continuerà a portare la compagnia in giro per la provincia.
Il breve film, sceneggiato dal regista Florestano Vancini, ha il commento scritto da Giorgio Bassani. Lo scrittore aveva appena vinto il Premio Strega con Cinque storie ferraresi e stava trattando con la Feltrinelli la pubblicazione de Il Gattopardo: un romanzo appena scoperto, rifiutato da altri editori e destinato a diventare un caso editoriale e un successo commerciale. Quindi Teatro minimo fu l'ultimo suo commento scritto per il cinema.
Tra i luoghi delle riprese, si riconoscono Ferrara (Via delle Volte), Berra e Stellata. Aiuto regista fu Renzo Ragazzi; aiuto operatore Dario Di Palma, nipote di Carlo, direttore della fotografia. Tra gli attori, in larga parte presi dalla locale filodrammatica estense,un ruolo di primo piano è svolto dall'allora studentessa Lola Bonora, che in futuro interpreterà i primi due film di Pupi Avati e fonderà il Centro Video Arte di Ferrara.
Il cortometraggio, prodotto da Liliana Ferrari, moglie di Vancini, è stato restaurato nel 2012 a cura della Cineteca di Bologna.