
Le tegnùe sono biocostruzioni coralligene sviluppatesi nei fondali marini dell'Alto Adriatico, nel Mare Mediterraneo.
Questi bio-sedimenti sono simili alle barriere coralline e, per questo, vengono anche chiamati barriere coralline adriatiche. Particolarmente presenti soprattutto al largo delle coste di Caorle, del Lido di Venezia, di Pellestrina, Cavallino-Treporti e Chioggia.
Sono rocce organogene carbonatiche, nate circa 7.000 anni fa e presenti ad una profondità tra i 20 ed i 40 metri. A differenza delle barriere coralline tropicali, tali formazioni sono state create dalla presenza di alghe rosse calcaree.

La parola "tegnùe" appartiene alla lingua Veneta e significa "trattenute" . Tale nome è stato dato dai pescatori, ai quali le reti da pesca si impigliavano nelle rocce del fondale marino, venendone trattenute.
Tali rocce si sono formate per cementazione carbonatica di sedimenti (sabbie) o detrito organogeno (essenzialmente tanatocenosi a molluschi).
La genesi di tali rocce sarebbe legata all’emersione di gas metano dal fondo ed alla reazione di questo con l’acqua marina.
Queste strutture sono state prodotte dall’azione di organismi costruttori, vegetali e animali, i cui scheletri calcarei, stratificandosi, possono formare strutture di discreto spessore.



Le tegnue sono biocostruzioni ricche di biodiversità. Tale ambiente, originato per azione di calcificazione da parte di alghe rosse calcaree su substrati rocciosi, costituisce l'habitat naturale per tantissime specie di invertebrati bentonici come spugne, anemoni di mare, policheti, molluschi, crostacei, echinodermi e ascidie, oltre che di pesci, tra cui gronghi, corvine, bavose, castagnole, sciarrani e scorfani.
Una fedele riproduzione di tale habitat si può vedere all'interno del Museo di Storia Naturale di Venezia.
Nel 2002 le tegnue sono state dichiarate zone di tutela ambientale da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.