La teofania (dal greco theophàneia, composto da theos, «dio», e da phàinein, «manifestarsi») è la manifestazione della divinità in forma sensibile. Altro termine usato in maniera analoga è epifania, dal greco επιφάνεια, epifaneia, che significa «apparizione» della divinità, un concetto tipico di molte religioni.

In senso filosofico la teofania è la manifestazione della divinità attraverso le sue opere.
In senso religioso si distinguono, quanto al soggetto (celeste) che si manifesta:
Quanto all'oggetto che è manifestato in terra ai cinque sensi, le teofanie possono essere:
Quindi, unendo e combinando, possiamo avere: teofanie dirette primarie (discepoli di Emmaus, apostolo Tommaso dubbioso); indirette primarie (Dio stesso, ma che si manifesta in nubi, voci provenienti dal cielo, colonne di fuoco); dirette secondarie (Apparizioni e altre manifestazioni mariane, di Maria assunta in Paradiso con l'anima e corpo terreni); indirette secondarie (non è Dio, né Dio le causa, ma lascia, acconsente che si manifestino, mentre altra creatura celeste si manifesta in terra non nel suo essere per sé, come può essere la tradizionale apparizione dell'angelo alato).
Riferimenti biblici alla possibilità di un incontro personale con Dio e di una Sua teofania si trovano nelle vite di numerosi santi, e nel Nuovo Testamento:
Essendo senza relazione col peccato, la teofania annunciata qui non può essere intesa come la seconda venuta di Cristo per il Giudizio universale del genere umano, che al contrario è predetta in base alle parole ed opere della vita terrena di ognuno.
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