| The Bibi Files | |
|---|---|
| Lingua originale | inglese, ebraico, arabo |
| Paese di produzione | Stati Uniti d'America |
| Anno | 2024 |
| Durata | 115 min |
| Genere | documentario |
| Regia | Alexis Bloom |
| Produttore | Alex Gibney Raviv Drucker Kara Elverson David Rahtz Alexis Bloom |
| Casa di produzione | Drucker & Goren Media Jigsaw Production |
| Distribuzione in italiano | Mescalito Film |
| Fotografia | Avner Shahaf |
| Montaggio | Andy Grieve Halil Efrat |
The Bibi Files è un film documentario del 2024 diretto da Alexis Bloom.
Il film contiene filmati riservati trapelati dagli interrogatori relativi al processo per corruzione a carico di Benjamin Netanyahu. È stato proiettato per la prima volta al Toronto International Film Festival 2024 mentre era ancora in fase di produzione. La prima proiezione completa è avvenuta al Doc NYC il 14 novembre 2024. Successivamente, è stato distribuito in streaming sulla piattaforma Jolt nel dicembre dello stesso anno.
In Italia il film è stato distribuito dalla Mescalito Film ed è stato proiettato per la prima volta il 30 settembre 2026.
Il documentario si apre con Benjamin Netanyahu sotto interrogatorio da parte della polizia in quanto accusato per corruzione e frode. Netanyahu respinge le accuse e definisce le domande degli investigatori «deliranti» e l'indagine «assurda e folle».

Alcune persone vicine alla vicenda, tra cui il giornalista investigativo Raviv Drucker, ritengono che la crisi politica israeliana tra il 2018 e il 2022 sia stata una diretta conseguenza degli sforzi di Netanyahu per evitare di essere incriminato. Esse sostengono inoltre che Netanyahu stia utilizzando la guerra di Gaza come strumento per rinviare ulteriormente il processo.
Nel corso dell'inchiesta vengono mostrati gli interrogatori di centinaia di testimoni. Secondo le testimonianze raccolte dalla polizia, Netanyahu e la moglie Sara avrebbero ricevuto per anni costosi regali da facoltosi uomini d'affari, tra cui Arnon Milchan e i coniugi Sheldon e Miriam Adelson. Netanyahu nega di avere ricevuto tali regali.
Il film mostra inoltre l'interrogatorio di Sara Netanyahu, che accusa la polizia di voler provocare la caduta politica del marito. Alcuni intervistati descrivono il ruolo della signora Netanyahu negli affari politici e nelle decisioni del governo e riferiscono di tensioni con il personale della residenza ufficiale del primo ministro.
In relazione a uno dei casi oggetto del processo, l'ex Primo Ministro Yair Lapid afferma che Netanyahu avrebbe sostenuto personalmente, su richiesta di Milchan, la proroga di un'agevolazione fiscale a suo vantaggio. Hadas Klein sostiene inoltre che Netanyahu avrebbe contattato il segretario di Stato statunitense John Kerry e l'ambasciatore statunitense in Israele Daniel Shapiro per favorire il ripristino del visto statunitense di Milchan.
Un altro filone dell'inchiesta riguarda i rapporti tra Netanyahu e l'imprenditore Shaul Elovitch, proprietario del gruppo che controllava il sito di informazione Walla!. Nir Hefetz, ex portavoce di Netanyahu, sostiene che il primo ministro avrebbe favorito Elovitch nell'accesso a fondi necessari per il rimborso di un prestito in cambio di una copertura favorevole nei confronti di Netanyahu sul sito. Hefetz afferma inoltre che anche Yair Netanyahu, figlio del premier, avrebbe esercitato un'influenza sui contenuti di Walla!. Durante il proprio interrogatorio, Yair Netanyahu respinge le accuse e paragona la polizia israeliana alla Stasi e alla Gestapo, definendo l'inchiesta una «caccia alle streghe».

Dopo l'incriminazione di Netanyahu nel novembre 2019, il documentario segue gli sviluppi politici che ne conseguono. Netanyahu respinge le accuse e non si dimette dall'incarico, cercando invece di consolidare il sostegno delle forze dell'estrema destra, nominando gli ultranazionalisti Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir nel suo gabinetto.
Il film si sofferma quindi sulla riforma giudiziaria promossa dal governo Netanyahu nel 2023, che provocò mesi di proteste in Israele. Secondo alcuni degli intervistati, la riforma avrebbe avuto anche l'obiettivo di ostacolare il procedimento giudiziario contro Netanyahu.
Il documentario passa quindi agli attacchi del 7 ottobre 2023 e alla successiva guerra di Gaza. Alcuni degli intervistati sostengono che le politiche adottate dai governi Netanyahu negli anni precedenti avrebbero contribuito a rafforzare Hamas, allo scopo di indebolire l'Autorità Nazionale Palestinese. Il film esamina inoltre le posizioni delle forze della destra radicale israeliana e le loro richieste riguardo alla prosecuzione della guerra. Netanyahu, nel frattempo, chiede ripetutamente il rinvio delle udienze del proprio processo per motivi legati al conflitto in corso.
Nel corso del film, le vicende giudiziarie e politiche di Netanyahu vengono così presentate in relazione tra loro, attraverso le registrazioni degli interrogatori e le testimonianze di giornalisti, ex funzionari e altre persone che hanno avuto rapporti con il primo ministro.
Nell'ambito delle indagini sulle accuse di corruzione e frode a carico del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la polizia israeliana registrò, tra il 2016 e il 2018, migliaia di ore di interrogatori. Tali registrazioni furono divulgate al regista Alex Gibney all'inizio del 2023. Oltre a Netanyahu, il film presenta filmati della sua famiglia, dei suoi amici e dei suoi collaboratori, nonché interviste a persone vicine all'ambiente del primo ministro che hanno accettato di parlare pubblicamente di Netanyahu.
Sebbene le registrazioni audio degli interrogatori fossero già state pubblicate in precedenza, i relativi filmati non erano mai stati resi pubblici. Gibney ha dichiarato che le registrazioni permettono di conoscere la personalità di Netanyahu in un modo a suo giudizio senza precedenti e che costituiscono, secondo il regista: «una significativa testimonianza del suo comportamento venale e corruttivo che hanno portato alla situazione attuale».
Dopo aver ricevuto oltre 1 000 ore di filmati, il produttore Alex Gibney contattò la regista Alexis Bloom per realizzare insieme un film documentario. I due iniziarono a lavorare al film prima degli attacchi del 7 ottobre. Bloom ha dichiarato di aver intervistato numerose persone, tra cui ex capi di gabinetto, dirigenti dello Shin Bet e altri funzionari, disposti a parlare con lei, ma solo in via informale. Una di queste persone paragonò il mandato di Netanyahu alla serie televisiva House of Cards.
Il film fu presentato come opera in lavorazione al Toronto International Film Festival il 9 e 10 settembre 2024 e successivamente al Woodstock Film Festival. Nell'ottobre dello stesso anno furono annunciati i distributori per diversi mercati internazionali. La première mondiale ufficiale si tenne al Doc NYC il 14 novembre 2024. Il giorno successivo iniziò una distribuzione cinematografica limitata negli Stati Uniti, mentre dall'11 dicembre il film fu disponibile in streaming sulla piattaforma Jolt.
Il film è vietato in Israele a causa delle leggi sulla privacy. Gibney dichiarò che la restrizione derivava da un accordo con la fonte dei filmati e riguardava esclusivamente Israele. Nonostante ciò, il film è stato ampiamente piratato e distribuito nel paese.
Il film è stato distribuito in Italia soltanto a partire dal 30 settembre 2026, più di due anni dopo la presentazione al Toronto Film Festival. La pellicola non aveva infatti trovato un distributore prima, nonostante alcuni giornali abbiano dichiarato, senza prove, un coinvolgimento diretto di Netanyahu nel ritardarne la programmazione anche all'estero.
Il film venne distribuito a Fiorentino dopo qualche giorno dalla distribuzione in Italia.
Il film è stato accolto positivamente dalla critica. Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 95% basato su 19 recensioni. Su Metacritic ottiene un punteggio di 73 basato su 7 recensioni.
L'8 settembre 2024, giorno prima della proiezione della pellicola al Toronto Film Festival, gli avvocati di Netanyahu presentarono al tribunale distrettuale di Gerusalemme una richiesta di provvedimento cautelare contro Raviv Drucker (uno dei produttori del film) per la pubblicazione di filmati di un interrogatorio senza l'autorizzazione del tribunale. Il giudice Oded Shaham respinse la richiesta il 9 settembre e il film fu proiettato al festival lo stesso giorno. Il 17 settembre, gli avvocati di Netanyahu chiesero al procuratore generale Gali Baharav-Miara e al commissario di polizia Daniel Levy di avviare un'indagine su Drucker. Successivamente, gli avvocati chiesero inoltre di imporre un divieto di pubblicazione sui filmati trapelati degli interrogatori.