| La razza ventura | |
|---|---|
| Titolo originale | The Coming Race |
| Autore | Edward Bulwer-Lytton |
| 1ª ed. originale | 1871 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | fantascienza, avventura, fantastico, mondo perduto, viaggio immaginario, occultismo |
| Lingua originale | inglese |
La razza ventura (The Coming Race), talora pubblicato in italiano come Vril o la razza futura o simili, è un romanzo fantascientifico di Edward Bulwer-Lytton, da lui pubblicato la prima volta nel 1871 in forma anonima.
Basato su temi esoterico-iniziatici, narra della scoperta di una civiltà sotterranea chiamata Vril-ya, dotata di una tecnologia avanzatissima basata sul Vril, un'energia dai poteri arcani, utilizzata da una razza superiore che ha imparato a dominare le forze vitali.
Un giovane viaggiatore americano durante l'esplorazione di una profonda miniera, a causa di un incidente in cui perde la vita un suo accompagnatore, finisce in un vasto mondo sotterraneo illuminato artificialmente. Qui incontra i Vril-ya, una razza di esseri dall'aspetto angelico ma imponente, tecnologicamente e spiritualmente molto più avanzati degli umani. Essi discendono da civiltà preistoriche antidiluviane che si rifugiarono sottoterra per sfuggire a un cataclisma.

La loro società si regge sul Vril, una misteriosa e onnipotente fonte di energia fluida che permette loro di curare, guarire, volare, comunicare telepaticamente, ma anche di distruggere potenzialmente intere città con un solo gesto, attraverso speciali «bacchette Vril».
Guidato da un loro ospite che si fa chiamare Aph-Lin e dai componenti della sua famiglia, tra cui la figlia Zee, che gli danno il soprannome ironico di Tish, il narratore riesce a imparare inconsciamente la loro lingua, e viene introdotto in una città che ricorda l'antica architettura egizia.

Il protagonista scopre un mondo senza guerre, povertà, crimini, o gerarchie oppressive. Anche il ruolo delle donne è dominante: le femmine Vril-ya, dette «Gy» (pronunciato Gee) sono più forti e intelligenti dei maschi (chiamati «An», pronunciato Arn). Nonostante l'apparente utopia, il protagonista percepisce il pericolo di essere condiderato alla stregua di un barbaro incivile. I Vril-ya infatti non provano empatia per le razze "inferiori", e pianificano di tornare un giorno in superficie per colonizzare il mondo esterno, anche a costo di sterminare l'umanità.

Zee tuttavia finisce per innamorarsi di lui, e capisce che il giovane non potrà mai adattarsi alla loro civiltà. Il suo affetto estremamente possessivo si scontra peraltro con quello di una giovane principessa Vril-ya di nome Taë, anche lei innamoratasi del forestiero, il quale vede così aggravarsi la sua situazione. Quando infatti la rivalità tra le due Gy viene allo scoperto, questa viene percepita dalla società Vril-ya come un rischio di contaminazione genetica tra la propria specie e un essere umano, qualora costui dovesse cedere alla loro seduzione.
Viene così dato l'ordine di giustiziarlo, come fosse una «bestia curiosa» ormai divenuta d'intralcio. Mosse a compassione, tuttavia, sia Taë che Zee cospirano per salvarlo, e quest'ultima infine lo aiuta a risalire in superficie prima di richiudere per sempre il cunicolo di collegamento al loro mondo.
Tornato alla sua vita ordinaria, il protagonista mantiene nascosta l'esistenza del popolo Vril-ya, finché non gli viene diagnosticata una malattia mortale. A quel punto decide di registrare le sue esperienze, e il romanzo si conclude col suo monito: l'umanità deve prepararsi, perché l'inevitabile ascesa dei Vril-ya, una volta esaurito lo spazio abitabile nel sottosuolo, li porteranno a rivendicare la superficie della Terra, distruggendo se necessario la razza umana.
Ultimo libro scritto da Bulwer-Lytton prima della morte, fu da lui pubblicato in forma anonima per il timore di essere stroncato dalla critica. Lui stesso rimase deluso dalla reazione del pubblico, ritenendo che la maggior parte dei lettori non avesse compreso i temi centrali del libro. Il romanzo ebbe tuttavia un grande successo commerciale, e poco dopo la morte di Bulwer-Lytton la casa editrice Tauchnitz di Lipsia pubblicò nel 1873 la prima edizione inglese in cui ora lo indicava esplicitamente come autore. Il libro continuò ad avere grande successo e da allora ha conosciuto numerose edizioni e traduzioni in diverse lingue.

La parola Vril divenne così nota nel mondo anglofono da essere inclusa nei dizionari. Fu utilizzata anche come marchio commerciale per un estratto di manzo chiamato Bovril, e nel marzo 1891 si tenne persino una convention chiamata «Vril-ya-Bazaar» alla Royal Albert Hall di Londra.
Sebbene nel corso del tempo i romanzi e i racconti di Bulwer-Lytton siano caduti in gran parte nell'oblio, The Coming Race rappresenta un'eccezione, a causa del significato speciale che gli venne attribuito da teosofi e occultisti.
Altri critici contemporanei, invece, interpretarono La razza ventura come una sorta di satira, ritenendo che esaminasse criticamente le tendenze contemporanee della politica, della cultura e della società. Bulwer-Lytton in effetti sembra affrontare nel romanzo quasi tutte le tematiche sociali, scientifiche, estetiche e politiche del suo tempo in senso distopico: la teoria dell'evoluzione, così come l'emancipazione femminile, l'arte, l'occultismo, la democrazia, il capitalismo.
Tale visione pessimistica di Bulwer-Lytton avrebbe inteso illustrare ai suoi lettori le conseguenze nefaste che a suo avviso avrebbero provocato il darwinismo sociale, le prime utopie socialiste e l'allora nascente movimento femminista se fossero riusciti a prevalere. Il romanzo inoltre sembra piuttosto parodiare lo stile dei diari di viaggio e dei romanzi politico-utopici allora popolari.
D'altro canto, alcuni segmenti del pubblico lo considerarono un romanzo contenente profonde verità esoteriche. Soprattutto nei circoli teosofici e dell'occultismo occidentale, il Vril era ritenuta una forza vitale reale e universale; secondo la loro visione, il romanzo sarebbe stato semplicemente un espediente attraverso il quale Bulwer-Lytton, sotto la copertura dell'anonimato, voleva trasmettere conoscenze segrete ai suoi lettori.
Erano noti peraltro gli interessi dell'autore per l'alchimia, l'occultismo, il mesmerismo, lo spiritismo ecc. da lui manifestati fin dal 1830 circa. Questi temi compaiono anche in alcuni suoi primi romanzi, in particolare Zanoni pubblicato nel 1842. Bulwer-Lytton era stato inoltre amico personale di Eliphas Lévi, il più importante esoterista francese del XIX secolo, con cui pare abbia condotto esperimenti magici a Londra. Sebbene esistano dubbi sulla sua iniziazione formale come Rosacroce, Bulwer-Lytton fu nominato Gran Patrono della Societas Rosicruciana in Anglia (SRIA), titolo che egli avrebbe tuttavia rigettato, come risulterebbe dalla corrispondenza con Hargrave Jennings.
A partire dagli anni 50 dell'Ottocento, infatti, egli avrebbe preso sempre più le distanze dai praticanti dello spiritismo, giudicando superficiale l'approccio popolare ai fenomeni medianici, esposto a rischi di frode e privo di rigore filosofico. Riteneva che le indagini sul sovrannaturale andassero svolte col metodo delle scienze naturali, da interpretare non come miracoli irrazionali ma manifestazioni di forze occulte ancora sconosciute, come nel caso del Vril, da lui equiparato a una sorta di elettricità animale:

Il racconto proto-fantascientifico di Bulwer-Lytton fu preso assai seriamente dai fondatori del nascente movimento teosofico, in particolare Helena Blavatsky che sosteneva: «esiste una terribile forza siderale chiamata dagli Atlantici Mash-Mak, e dai Rishi nel loro Ashtar Vidya con un nome che preferiamo non rivelare. È il Vril de La razza ventura di Bulwer-Lytton, e delle razze venture del nostro genere umano. Il nome Vril può essere stato inventato; ma la Forza stessa è un dato di cui in India si dubita ben poco».
Anche Rudolf Steiner vedeva nel Vril non una semplice invenzione letteraria, ma la rappresentazione di una forza eterica sottile, anticamente sfruttata dagli abitanti di Atlantide, ma di cui l'umanità in seguito avrebbe perso il controllo diretto, aggiungendo che il suo uso senza un'adeguata preparazione morale poteva comportare rischi enormi. Per le visioni che vi vedeva espresse, egli esortò persino il suo aiutante Guenther Wachsmuth a realizzare una nuova traduzione tedesca del romanzo di Bulwer-Lytton.
Il termine Vril ricorre in altri sostenitori dell'esistenza di Atlantide, tra i quali il teosofo William Scott-Elliot, e in seguito tra gli appassionati di occultismo e della letteratura new age.
Il mito del Vril avrebbe inoltre contribuito a creare l'immaginario esoterico del nazismo, fino alla creazione di una segreta Società del Vril a Berlino durante la Repubblica di Weimar, della quale sono state rinvenute col tempo alcune testimonianze storiche, che fino agli anni 60 si limitavano ad un libro di Jacques Bergier e Louis Pauwels intitolato Il mattino dei maghi: spesso associata alla Società Thule, essa avrebbe avuto influenze dirette sulla nascita del partito nazista.
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