The Masses

The Masses: A Monthly Magazine Devoted to the Interests of the Working People
AbbreviazioneThe Masses
StatoStati Uniti (bandiera) Stati Uniti, Stati Uniti d'America
Linguainglese
Periodicitàmensile
Genererivista
Formato34,5 × 27,5 cm
FondatorePiet Vlag
Fondazione1911
Chiusura1917
SedeNew York
EditoreThe Masses Publishing Company
Direttore
The Masses, Copertina del primo numero (gennaio 1911).
Illustrazione di Art Young, The Masses, 1917.
"Poisoned at the Source", disegno di Art Young col quale si attaccava l'Associated Press (The Masses, luglio 1913).
Illustrazione di George Bellows, luglio 1917.
Illustrazione di Frank Walts, febbraio 1916.
Illustrazione di C. Hartmann, aprile 1917.

The Masses: A Monthly Magazine Devoted to the Interests of the Working People (titolo breve: The Masses) è stata una rivista politica statunitense di indirizzo socialista pubblicata, con periodicità mensile, dal gennaio 1911 al novembre 1917, quando fu costretto alla chiusura con l'accusa di ostacolare la coscrizione obbligatoria negli Stati Uniti durante la prima guerra mondiale.

La rivista ebbe tre direttori durante i suoi primi due anni – Thomas Seltzer, Horatio Winslow e Piet Vlag, che ne fu il fondatore – ma per il resto della sua breve vita fu curata brillantemente da Max Eastman che, col caporedattore Floyd Dell, contribuì a trasformarla nella rivista di punta del Greenwich Village, la fiorente comunità artistica bohèmienne di New York. Graficamente innovativa, con copertine riccamente colorate da illustratori di grande talento, pubblicò reportage, opere di narrativa in prosa e in versi, scritte dai principali intellettuali radicali e progressisti dell'epoca.

Storia

The Masses fu fondato a New York nel 1911 dall'immigrato olandese Piet Vlag con l'obiettivo di educare i lavoratori americani all'arte, alla letteratura e alla teoria socialista. Nei primi due anni la testata fu gestita collettivamente, oltre che da Vlag, da Thomas Seltzer e Horatio Winslow attraverso la piccola casa editrice Masses Publishing Company. I costi di stampa della rivista furono pagati nel primo anno da Rufus Weeks, un mecenate vicepresidente della New York Life Insurance Company. Successivamente le spese furono a carico dei collaboratori della rivista, artisti e intellettuali, essendo la rivista organizzata come una cooperativa. Dopo circa un anno e mezzo, le spese divennero eccessive per il piccolo staff di collaboratori abituali, fra i quali l'artista John Sloan, il disegnatore Art Young e il poeta Louis Untermeyer. Per tentare di salvarla, Art Young offrì la direzione a Max Eastman — un professore ventinovenne della Columbia University che poco prima era stato licenziato per le sue idee radicali.

Con l'arrivo di Eastman — direttore dal numero di agosto 1912 — e con Floyd Dell come caporedattore, la rivista accentuò in politica l'indirizzo socialista più radicale, con contenuti letterari e artistici d'avanguardia. The Masses pubblicò poesie, racconti e commenti politici di scrittori come Sherwood Anderson, Carl Sandburg, Michael Gold e Louis Untermeyer, di giornalisti radicali come John Reed e Dorothy Day e di artisti come John Sloan e Art Young. The Masses pubblicò alcune delle migliori illustrazioni del periodo, tra cui, oltre ai disegni di Sloan e Young, opere di George Bellows, Stuart Davis e Boardman Robinson. Oltre che per il socialismo, la rivista partecipò anche alle campagne più varie sostenendo il suffragio femminile, l'amore libero e il controllo delle nascite; «era un giornale irriverente e battagliero, pronto a prendere posizione su tutti i fatti del giorno e nello stesso tempo ad affiancare agli articoli più incendiari poesie che sarebbero benissimo potute comparire su riviste dedicate alla letteratura pura». Albert Parry affermò che, sebbene The Masses non fosse letta "dalle masse", ma fosse scritta da borghesi radicali per borghesi liberal, nel lungo termine la rivista fu di grande aiuto per la classe operaia.

La linea politica della rivista suscitò spesso reazioni aspre. In un articolo del luglio 1913 riguardante uno sciopero di minatori in Virginia Occidentale Max Eastman scrisse che l'Associated Press (AP) aveva riportato la notizia solo in modo favorevole ai proprietari e che esisteva un conflitto di interessi del corrispondente locale dell'AP; l'articolo era accompagnato da una vignetta di Art Young intitolata "Poisoned at the Source". L'agenzia di stampa querelò The Masses per diffamazione (criminal libel). Dopo che la Corte Municipale di New York ebbe assolto il giornale, l'AP si rivolse al Procuratore Distrettuale che nel dicembre 1913 fece addirittura arrestare Art Young e Max Eastman; i giornalisti vennero liberati dopo il pagamento di una cauzione di 1000 dollari ciascuno, e infine il processo terminò dopo che l'AP ebbe ritirato la querela.

Durante la Prima guerra mondiale The Masses assunse una posizione pacifista e prese posizione contro la coscrizione obbligatoria dopo che nell'aprile 1917 gli Stati Uniti entrarono in guerra a fianco degli Alleati. The Masses venne soppressa d'autorità con il semplice espediente di rifiutarle l'uso delle poste federali: già nel luglio 1917 il direttore generale delle poste degli Stati Uniti dichiarò il numero di agosto 1917 "non spedibile" ai sensi dell'Espionage Act del 1917; la rivista cessò quindi le pubblicazioni alla fine del 1917. Tre mesi dopo, nel marzo 1918, Eastman e Dell fondavano "The Liberator", col proposito di presentare "commenti satirici, polemici, poetici e pittorici sulla politica generale del governo da un punto di vista socialista".. Nel 1918, Eastman e diversi altri redattori furono processati due volte ai sensi dell'Espionage Act; ma in entrambi i processi la giuria non riuscì a raggiungere l'accordo sulla colpevolezza degli imputati.

Note

  1. 1 2 3 The Masses, American magazine, su britannica.com.
  2. ↑ Modernist Journals Project.
  3. ↑ L. Fishbein, 1982, p. 17.
  4. ↑ Spartacus Educational.
  5. ↑ B. Gelb, 1973.
  6. ↑ M. Eastman, 1948, p. 394.
  7. ↑ R. Zurier, 1988.
  8. 1 2 E. Capriolo, Dizionario Bompiani delle opere.
  9. ↑ A. Parry, 1933, p. 281.
  10. ↑ The Masses, 1911-1917, p. 33.
  11. ↑ L. Fishbein, 1982, p. 20.
  12. ↑ T.A. Maik, 1994.

Bibliografia

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