Michael Gold

Michael Gold

Michael Gold, pseudonimo di Itzhok Isaak Granich; altro pseudonimo talora utilizzato: Irwin Granich; noto anche come Mike Gold (New York, 12 aprile 1893 – Terra Linda, 14 maggio 1967), è stato uno scrittore, giornalista, attivista, critico letterario statunitense, teorico della Letteratura proletaria, ricordato come autore del romanzo autobiografico Ebrei senza denaro che ebbe uno straordinario successo negli anni Trenta del '900.

Biografia

Infanzia e giovinezza

Caseggiato operaio del Lower East Side.

Itzhok Isaak Granich nacque in Delancey Street nel Lower East Side di New York, primo dei tre figli di Chaim Granich e Gittel Schwartz, due immigrati rumeni di religione israelita. La famiglia si trovò in gravi difficoltà economiche quando il capofamiglia Chaim, titolare di una piccola fabbrica di reggicalze, fallì e poco dopo, per motivi di salute, non fu in grado di lavorare. Il dodicenne Itzhok fu costretto dalla necessità a lasciare la scuola e a impegnarsi nello svolgimento di lavori saltuari; fu, di volta in volta, fattorino per una fabbrica di abbigliamento, impiegato in una ditta di spedizioni, assistente tipografo, portiere notturno, aiutante autista per la Adams Express Company e impiegato all'archivio della Southern Pacific Railroad. Molte vicende biografiche della sua infanzia e giovanezza sono presenti nel suo romanzo Ebrei senza denaro del 1930, l'unico che abbia scritto.

Michael Gold frequentò comunque corsi di giornalismo all'Università della Città di New York (1912-13) e trascorse un anno come studente speciale ad Harvard nel 1914. Più tardi, da militante comunista, Gold cercò di "disintellettualizzarsi" e negli anni Cinquanta negò di aver frequentato sia pure per breve tempo Harvard, affermando che era una calunnia sparsa da suoi nemici.

La militanza politica

Primo logo del Partito Comunista degli Stati Uniti d'America (CPUSA, 1919)

Nell'aprile del 1914 ebbe inizio la sua militanza politica. Itzhok, in quel periodo disoccupato, prese parte a una manifestazione sindacale contro la disoccupazione, che venne dispersa con la forza dalla polizia. Mentre cercava di aiutare una donna anziana che veniva percossa, egli stesso fu bastonato a sangue da un poliziotto. Il giorno dopo Itzhok acquistò la sua prima copia della rivista socialista The Masses. Dirà spesso in seguito di essere grato a quel poliziotto per averlo involontariamente avviato alla letteratura e alla lotta politica.

Gold divenne fautore della Rivoluzione d'ottobre e per tutta la vita si dichiarò appassionato sostenitore dell'Unione Sovietica; fece la sua prima visita a Mosca nel 1924-25.

L'attività giornalistica e letteraria

Copertina di New Masses del settembre 1928, illustratore: Hugo Gellert

Itzhok Granich iniziò la sua carriera di scrittore con poesie e articoli inviati a The Masses; scrisse anche opere teatrali in un atto sulla vita nelle case popolari per i Provincetown Players. Se i suoi primi scritti erano firmati con lo pseudonimo di "Irwin Granich", poco dopo i Palmer raid contro gli oppositori radicali del 1918-19, adottò lo pseudonimo di "Michael Gold", dal nome di un abolizionista ebreo veterano della guerra di secessione che Itzhok ammirava per aver combattuto per "la liberazione degli schiavi". La sua prima opera pubblicata fu una poesia intitolata "Three Whose Hatred Killed Them" apparsa nel numero di agosto 1914 di The Masses: un'ode a un gruppo di anarchici uccisi in un caseggiato di Lexington Avenue dallo scoppio di una bomba che stavano preparando.

Nel 1921-22, Michael Gold e Claude McKay divennero redattori esecutivi della rivista The Liberator di Max Eastman. Nel 1926, Gold fondò con Joseph Freeman la rivista letteraria New Masses, legata al CPUSA, di cui Gold fu caporedattore dal giugno 1928 al 1934. Come inviato di New Masses, Gold seguì il caso di Sacco e Vanzetti fino alla loro esecuzione a Boston nell'agosto 1927.

Nel numero di febbraio 1921 di The Liberator era presente il saggio più importante di Gold (firmato tuttavia ancora con lo pseudonimo di "Irwin Granich"), "Towards Proletarian Art", nel quale sosteneva che "un'arte nazionale potente non può sorgere se non dal terreno delle masse". Secondo Walter Rideout, questo saggio fu «il primo tentativo in America di formulare una definizione per quello che sarebbe diventato il termine critico più importante tra i gruppi letterari radicali dei primi anni Trenta: la letteratura proletaria». Alla fine del decennio, l'appello di Michael Gold rivolto ai giovani scrittori di andare a sinistra, pubblicato nel numero di gennaio 1929 di New Masses, diede il via al movimento letterario proletario negli Stati Uniti, che vide poi l'emergere di scrittori con credenziali di appartenenza alla classe operaia. D'altronde, come redattore esecutivo di The Liberator e di New Masses, Gold preferì pubblicare opere letterarie di lavoratori comuni a quelle di letterati di sinistra ma di provenienza borghese. Viceversa, fece critiche di ordine politico a letterati come Gertrude Stein, Marcel Proust, Thornton Wilder ed Ernest Hemingway o a letterati di sinistra che, a suo avviso, si erano allontanati dalla linea del Partito Comunista.

Poster per il dramma Battle Hymn (prima: 22 maggio 1936)

Per tutti gli anni Venti, Michael Gold lavorò al suo romanzo Ebrei senza denaro, un'autobiografia romanzata ambientata fra gli immigrati ebrei del Lower East Side di New York tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Pubblicato nel febbraio del 1930, poco dopo l'inizio della Grande Depressione, ebbe un successo immediato e clamoroso: nell'ottobre del 1930 era già all'undicesima ristampa, fu ben presto tradotto in sedici lingue e divenne il prototipo del romanzo proletario americano. Nel 1936 scrisse con Michael Blankfort l'opera teatrale Battle Hymn sull'abolizionista John Brown; prodotto dal Federal Theatre Project della Works Progress Administration (WPA), il dramma fu rappresentato per 72 volte all'Experimental Theatre di Broadway.

Gli ultimi anni

Gli anni del Maccartismo furono molto duri per Michael Gold: «nella lista nera e senza un soldo». Perse il lavoro al Daily Worker, il quotidiano americano di estrema sinistra in difficoltà finanziaria, e per sopravvivere fece ricorso a lavori saltuari manuali (tipografo, bidello in una scuola estiva, gestore di una lavanderia a gettoni); anche sua moglie Elizabeth, un avvocato formatosi alla Sorbona, fu inserita nella lista nera e poté ottenere solo saltuariamente lavori in fabbrica. Alla fine del 1956, Michael Gold e la sua famiglia si trasferirono a San Francisco, dove fu assunto dal quotidiano People's Daily World; qui tenne per un decennio la rubrica "Change the World!" dedicata alla recensione di libri e alla critica letteraria. Dal 1966, a causa di gravi disturbi alla vista di origine diabetica, non poté più scrivere e da allora dovette dettare i suoi articoli.

Opere

Note

  1. 1 2 P. Chura, 2020.
  2. ↑ New York Times (Necrologio).
  3. ↑ S. Sternlicht, 2004, p. 111.
  4. 1 2 3 Taylor Dorrell, Mike Gold Was a Working-Class Hero, in Jacobin, 16 ottobre 2022.
  5. ↑ S. Sillen, 1954, p. 8.
  6. 1 2 G. Ferruggia, Dizionario Bompiani delle opere, 2005.
  7. ↑ Spartacus Educational, 2020.
  8. ↑ Richard Hofstadter, Società e intellettuali in America, Torino, Einaudi, 1967, Cap. 11, nota 35.
  9. 1 2 3 B. Gross, 2005.
  10. 1 2 P. Chura, 25 gennaio 2023.
  11. ↑ S. Sillen, 1954, p. 9.
  12. 1 2 P. Chura, 1º febbraio 2023.
  13. ↑ E.C. Applegate, 2001, p. 170.
  14. ↑ M. Folsom, 1972, p. 22.
  15. ↑ A.B. Magil, Rebirth of New Masses, in The Daily Worker, 2 giugno 1928.
  16. ↑ Michael Gold, Lynchers in Frock Coats, in New Masses, vol. 3, n. 5, settembre 1927.
  17. ↑ Irwin Granich, Towards Proletarian Art [Verso l'arte proletaria] (PDF), in The Liberator, febbraio 1921.
  18. ↑ John Pietaro, Mike Gold, 'Jews Without Money' author, gets overdue recognition in new bio, in People's World, 18 maggio 2021.
  19. ↑ Walter B. Rideout, The Radical Novel in the United States: 1900-1954: Some Interrelations of Literature and Society, New York, Hill & Wang, 1966, p. 123, LCCN 56010162.
  20. ↑ Michael Gold, Go Left, Young Writers! (PDF), in New Masses, vol. 4, n. 8, gennaio 1929, pp. 3–4.
  21. ↑ Simon Cooper, Yes, but Is It Art? The Revolutionary Transformations of Michael Gold, in Modernism and the Practice of Proletarian Literature, London, Palgrave Macmillan, 2020, DOI:10.1007/978-3-030-35195-3_2, ISBN 978-3030351946.
  22. ↑ Benjamin Balthaser, Mike Gold, the Writer Who Believed Workers Could Speak for Themselves, in Jacobin, 12 luglio 2021.
  23. ↑ Michael Gold, Gertrude Stein: A Literary Idiot, in Change the World!, New York, International Publishers, 1937, pp. 23–26.
  24. ↑ M. Folsom, 1972, p. 206.
  25. ↑ M. Folsom, 1972, pp. 197–202.
  26. ↑ Carlos Baker, Ernest Hemingway: A Life Story, New York, Charles Scribner's Sons, 1969, p. 459, ISBN 978-1122020671.
  27. ↑ Kenneth Lloyd Billingsley, Hollywood Party: How Communism Seduced the American Film Industry in the 1930s and 1940s, Rocklin, Prima Publishing, 1998, ISBN 978-0761513766.
  28. ↑ Nathan J. Robinson, The Old Left Renaissance of the "New Masses" Magazine, in Current Affairs, 11 dicembre 2023.
  29. ↑ Rachel Rubin, Jewish Gangsters of Modern Literature, Chicago, University of Illinois Press, 2000.
  30. ↑ "Battle Hymn": About This Production, su ibdb.com, Internet Broadway Database (IBDB).

Bibliografia

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