Tito Gotti

Tito Gotti con Fabio Vacchi

Tito Gotti (Bologna, 6 luglio 1927 – Bologna, 11 maggio 2024) è stato un direttore d'orchestra, musicologo, saggista e organizzatore musicale italiano.

Biografia

Nella città natale, oltre agli studi classici e universitari, frequentò il Conservatorio G. B. Martini di Bologna, diplomandosi in Musica corale e in Composizione sotto la guida di Adone Zecchi e in pianoforte a Milano sotto la guida di Giuseppe Piccioli. A Vienna studiò direzione d'orchestra per tre anni presso la Musikhochschule con Hans Swarowsky, conseguendo il diploma relativo, perfezionandosi in seguito a Venezia e Roma con Franco Ferrara e a Salisburgo con Lovro von Matačić.

Intraprese così un'intensa e significativa carriera artistica che lo portò a dirigere opere e concerti presso enti teatrali, concertistici e radiotelevisivi in Italia (Bologna, Milano, Roma, Genova, Palermo, Venezia, ecc.) e all'estero. Diresse programmi sinfonici con autori classici, romantici e contemporanei, dedicando larga attenzione alla musica sinfonico-vocale e alla riproposta di opere meno consuete. All'attività direttoriale affiancò subito quella di studio e di ricerca annoverando in questo ambito il lavoro compiuto sulla musica bolognese ed emiliana dei secoli XVII e XVIII. Ricoprì per trentasei anni la cattedra di Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio di Bologna, fino al pensionamento nel 1998.

Nel 1967 fondò le Feste Musicali a Bologna, una rassegna di sperimentazione e di ricerca da lui diretta fino alla trentunesima edizione nel 2003. Nate come rubrica speciale del Teatro Comunale di Bologna e costituitesi nel 1993 in Associazione Culturale, furono pensate per incidere sul panorama nazionale anche grazie a vaste e qualificate collaborazioni produttive con altre importanti realtà italiane e internazionali: Teatro alla Scala, Festival di Salisburgo, Autunno Musicale di Como, Festival Verdi di Parma, Ravenna Festival, Rossini Opera Festival, Bologna Festival, ecc. Interessate ad ogni ambito temporale, tematico e linguistico della creatività musicale (dalla produzione più arcaica all'immediata avanguardia), le Feste Musicali nel corso degli anni si imposero al pubblico e alla critica anche per le rinnovate prospettive di ricezione, allestendo i propri spettacoli in luoghi inusuali, o non ancora tali, o ribaltando le più comuni prospettive funzionali di spazi scenici tradizionali, proponendo innovativi itinerari performativi in spazi architettonici e urbani.

Punti fermi di questo lavoro furono i molteplici Componibili, il Treno di Cage, i Sonori Peripati o il Labirinto Leopardi (1998, coproduzione con il Rossini Opera Festival di Pesaro), ecc. Grazie alle F.M. numerosi compositori del passato, magari dimenticati nel loro paese d'origine, poterono godere di rinnovata attenzione artistica e critica. Del pari, l'esplorazione di autori e nessi della più remota generazione protoromantica (Piste da leggere fra Sturm und Drang e Biedermeier, 1995-1997) come A. Rejcha, F. Paër, J. Weigl, P. von Winter, ebbero gran parte della rinnovata attenzione alle loro opere alle esecuzioni bolognesi. Così altri, come Ch. G. Neefe, F. I. Danzi, A. Reichardt, P. Vogler - o come C.M. von Weber e G. Meyerbeer nelle loro prove di esordio -, antesignani del genere liederistico. Particolari ambiti di musica sacra o meno usuali forme teatrali - come pièces da camera o, soprattutto, melologhi - trovarono significativa attenzione e rivalutazione. Nell'ambito contemporaneo, oltre a favorire l'esecuzione di partiture di pubblico dominio (Bruno Maderna, Karlheinz Stockhausen, Sylvano Bussotti), le Feste Musicali commissionarono musiche a varie generazioni dei più importanti o più emergenti compositori del più recente panorama internazionale. Tra gli altri: Franco Donatoni, Salvatore Sciarrino, Adriano Guarnieri, Fabio Vacchi, Alberto Caprioli, Gilberto Cappelli, Alessandro Solbiati, Fiorenza Gilioli, Cristina Landuzzi, Patrizio Esposito, Cesare A. Grandi, Giorgio Magnanensi. Di notevole rilevanza fu anche come le Feste Musicali godettero in ogni edizione di un importante riscontro di pubblico, sia ricevendo attenzione da frequentatori di concerti non abituali, sia offrendo allo studio e alla critica occasioni e spunti importanti di conoscenza e lavoro.

Opere meno consuete dirette

Incisioni discografiche

Saggi su argomenti di tecnica, storia ed estetica musicale

Premi e riconoscimenti

Note

  1. ↑ Morto a Bologna direttore d'orchestra Tito Gotti, aveva 97 anni, su ansa.it, ANSA, 11 maggio 2024. URL consultato il 12 maggio 2024.

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 51254817 · ISNI (EN) 0000 0000 4136 6472 · SBN RMLV063389 · LCCN (EN) no92003914 · GND (DE) 1062597656 · BNF (FR) cb16359327k (data) · J9U (EN, HE) 987007324528605171