
Toro Bianco (in lingua lakota Tȟatȟáŋka Ská, in inglese White Bull; Black Hills, aprile 1849 – Dakota del Sud, 21 giugno 1947) è stato un condottiero nativo americano della tribù dei Sioux Minneconjou e nipote di Toro Seduto. Durante la grande guerra Sioux del 1876 partecipò alla battaglia di Little Bighorn contro il 7° Reggimento di cavalleria guidato da George Armstrong Custer. A causa di una sua pittografia, per anni si è erroneamente creduto che sia stato lui a uccidere Custer, cosa che egli stesso mise in dubbio durante l'intervista rilasciata nel 1932 allo storico americano Stanley Vestal..
Toro Bianco nacque nella regione delle Black Hills in quello che allora era il Territorio del Dakota. Come era usanza tra i Teton Sioux, alla nascita gli fu dato come nome provvisorio Toro-che-Sta-con-la-Mucca (Bull-Standing-with-Cow). Proveniva da un'importante famiglia Sioux, in quanto sia il padre, Fategli Posto (Make Room), che il nonno erano stati capi dei Lakota Minneconjou e sua madre, Buona Piuma (Good Feather), era una delle sorelle di Toro Seduto. La prima volta che si distinse come guerriero fu nel 1865. Aveva appena 16 anni quando attaccò tre indiani Omaha che agivano come esploratori per conto dell'Esercito americano, contò tre colpi, li disarcionò e si impossessò di 10 cavalli per poi darli alla sua tribù. Come riconoscimento di questa sua audace azione, lo zio Luna Nera (Black Moon) gli assegnò come nome definitivo quello del nonno: Toro Bianco.
Scaltro e determinato, Toro Bianco visse gli anni della sua giovinezza a stretto contatto con lo zio Toro Seduto e sotto la sua guida divenne un esperto cacciatore e un abile guerriero. Come riconoscimento del suo coraggio e delle sue qualità fu inserito nella Fox Warrior Society, una prestigiosa società di guerrieri della sua tribù. Il 21 dicembre 1866 partecipò, con il gruppo guidato da Cavallo Pazzo, alla battaglia di Fetterman e, l'anno successivo, alla battaglia dei cassoni dei carri dando prova, in entrambi gli scontri, di coraggio e di temerarietà. Negli anni successivi, Toro Bianco si distinse in numerose schermaglie intertribali con le tribù di Crow, Assiniboine e Flathead.
Un'altra prova di incredibile audacia la diede nell'estate del 1872 durante la battaglia di Arrow Creek. Imitando l'atteggiamento di sfida di Toro Seduto nei confronti dei soldati, mentre infuriava la battaglia Toro Bianco e altri tre guerrieri sedettero accanto a lui e cominciarono anch'essi a fumare la pipa. Quella «fumata» fu un’esperienza terribile «I nostri cuori battevano all'impazzata e fumavamo il più velocemente possibile. Tutto intorno a noi i proiettili sollevavano la polvere e potevamo sentire il sibilo dei proiettili sopra le nostre teste». Così Toro Bianco, anni dopo, raccontò l'episodio a Stanley Vestal. Dopo questa bravata, insieme a Cavallo Pazzo galoppò lungo tutto il fronte della battaglia sotto un fuoco intensissimo, ma superò indenne anche questa prova. Fu quella un'azione di un'audacia sconsiderata che, aggiunta a quelle precedenti, accrebbe la sua fama di guerriero indomito e valoroso.
Il periodo più intenso di scontri con i soldati si registrò nell'estate del 1876 durante la guerra per le Black Hills. All'epoca, Toro Bianco aveva solo 26 anni, ma aveva già partecipato a diciannove scontri armati, dieci dei quali contro i soldati e i restanti contro esponenti di tribù rivali. Nella battaglia del Rosebud (17 giugno) era al fianco di Toro Seduto e si impegnò con la solita estrema determinazione nel respingere l'offensiva dei troopers del generale George Crook. Con coraggio e incurante del pericolo, riuscì anche a portare in salvo tre guerrieri che erano rimasti feriti durante il combattimento.
Il 25 giugno, nella battaglia del Little Bighorn, Toro Bianco svolse un ruolo molto attivo partecipando a varie fasi di quello scontro. Come sostiene lo storico David Miller «Nessun altro guerriero ha avuto un record pari a quello di Toro Bianco per coraggio e audacia». Egli, infatti, mise a segno sette colpi, uccise due uomini in combattimenti corpo a corpo, si impadronì di due fucili e catturò dodici cavalli. In seguito raccontò a Stanley Vestal che il suo cavallo fu abbattuto e lui si accorse solo in un secondo momento di essere stato ferito alla caviglia da un proiettile vagante.
Nell'autunno del 1876, i Lakota di Toro Seduto continuarono a resistere all'avanzata delle truppe del colonnello Nelson Miles che aveva il compito di costringere gli indiani alla resa. Toro Seduto si rifiutò di farlo e nel maggio del 1877 condusse la sua banda in Canada. Quando Toro Seduto attraversò il confine, Toro Bianco prese la decisione di non seguirlo, ma di rimanere con il suo popolo.
Alla morte del padre, Toro Bianco gli successe come capo dei Minneconjou e si stabilì con la sua tribù nell'agenzia di Cheyenne River lungo il fiume Missouri, nell'odierno Dakota del Sud. Come risultato dei suoi sforzi di assimilazione con i bianchi, assunse il nome di Joseph che premise a White Bull e prestò servizio come giudice presso la Corte dei reati indiani (Court of Indian Offenses) che si occupava dei reati commessi dagli indiani all'interno della riserva, difendendo nel contempo i diritti e le giuste rivendicazioni dei Sioux sulle Black Hills.
Molti anni dopo, nel 1932, Toro Bianco raccontò la sua storia e le sue imprese di guerriero allo storico Stanley Vestal. Il suo, rimane uno dei resoconti più completi della vita di un guerriero delle Grandi pianure settentrionali. Toro Bianco morì il 21 luglio 1947, all'età di 98 anni e fu sepolto nel Native American Cemetery nella contea di Oglala Lakota, nel Dakota del Sud.
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