| Torre a Mare | |
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| Regione | |
| Provincia | |
| Città | |
| Circoscrizione | Municipio 1 |
| Data istituzione | 26 gennaio 1970 |
| Codice | 17 |
| Codice postale | 70126 |
| Superficie | 5,12 km² |
| Abitanti | 5 070 ab. |
| Densità | 990,23 ab./km² |
| Nome abitanti | torreamaresi, pelosini |

Torre a Mare, fino al 1938 Torre Pelosa, è un quartiere di Bari appartenente dal 2014 al I municipio (ex V circoscrizione).
Il quartiere di Torre a Mare si colloca nell'estrema periferia sud-est della città di Bari, distante circa 13 km dal centro cittadino. La sua posizione costiera lo rende un'apprezzata località marittima e un'area di espansione residenziale.
Confina territorialmente:
Il centro storico, di modeste dimensioni, si sviluppa attorno al suo elemento più rappresentativo: una torre cinquecentesca che dà il nome alla località. La torre si erge isolata in una spaziosa piazza recentemente riqualificata, che si affaccia direttamente sul porto.
Il porto è una struttura di rilievo per la comunità locale, attrezzato sia per la pesca professionale (mantenendo la tradizione marittima del borgo) sia per il diporto. L'area della piazzetta e del molo rappresenta uno dei principali luoghi di svago e ritrovo, particolarmente frequentato durante i fine settimana dai residenti dei paesi limitrofi.
L'area urbana più recente è caratterizzata principalmente da complessi di ville e moderne zone residenziali che si estendono verso l'interno, riflettendo la vocazione di Torre a Mare come località di residenza estiva e, sempre più spesso, di residenza permanente.
Nella piazza prospiciente il mare (Piazzetta Mar del Plata) è presente "Il monumento al pescatore" di Mario Piergiovanni (2002), una scultura che raffigura Nettuno nell'atto di trafiggere un grande polpo con il suo tridente.
Questa scultura riprende e sostituisce una statua precedente, risalente al 1925, intitolata La Fendàne du Pescatòre e realizzata da Tommaso Piscitelli, rimossa e presumibilmente fusa durante la Seconda Guerra Mondiale per esigenze belliche.
Curiosità: Secondo la tradizione locale, toccare uno dei tentacoli del polpo in bronzo del monumento è ritenuto di buon auspicio per le donne che desiderano una gravidanza, aggiungendo un elemento di folclore e superstizione marinaresca al luogo.


Nel territorio dell'attuale Torre a Mare sono state rinvenute tracce della presenza umana risalenti al IV millennio a.C. nelle grotte di Cala Colombo sulla costa sud e nella grotta della Tartaruga in prossimità dello sbocco a mare di lama Giotta. La lama (un solco erosivo tipico della geologia carsica pugliese) ha sempre giocato un ruolo chiave nella vita del borgo, fungendo da via naturale di comunicazione con l'interno e da bacino di raccolta delle acque che defluivano a mare.
In epoca romana, la località era posta lungo la via Appia-Traiana, l'importante arteria costiera che congiungeva Barium (l'antica Bari) ed Egnatia. Alcuni storici ritengono che la Turris Juliana, una stazione di posta (mansio) per il cambio di cavalli che l'Itinerarium Burdigalense (333-334 d.C.) collocava 11 miglia a sud di Barium, fosse in contrada Scamuso, poco a sud di Torre a Mare.
Intorno al 1500, allo scopo di difendere la costa dalle incursioni dei pirati e dei predoni che infestavano il mare Adriatico, fu edificata una torre di avvistamento, tuttora esistente al centro della piazza principale, facente parte di una catena di torri costiere volute dal viceré spagnolo Pedro de Toledo e completate sotto Carlo V. Da allora la località prese il nome di "Torre Apellosa" o "Torre Lapillosa" (forse per le pietre, o lapilli, presenti sulla costa), trasformato successivamente in "Torre Pelosa". Si sviluppò come un piccolo borgo di pescatori che vivevano per lo più in trulli e grotte naturali e riparavano le proprie imbarcazioni nel porticciolo naturale alla foce di lama Giotta.
Per molti secoli Torre Pelosa fu la marina del vicino centro di Noja. Dopo l'Unità d'Italia (1861), quest'ultimo comune mutò nome in Noicattaro. Il toponimo Cattaro è oggetto di dibattito: alcuni lo collegano a una presunta città preromana (forse mai esistita) sita dove sorge oggi Torre a Mare; altri studiosi, invece, ritengono che Noicattaro significhi "Nuova Cattaro", in riferimento all'omonima e importante città marinara sulla costa del Montenegro. Quest'ultima ipotesi è supportata dagli stretti legami storici, in quanto per molti secoli la diocesi di Cattaro dipendeva direttamente dall'Arcivescovo di Bari.
Nel 1865 la località fu dotata di una stazione lungo la ferrovia Bari-Lecce, realizzata principalmente a beneficio di Noicattaro e dei paesi dell'interno. A quell'epoca Torre Pelosa era un piccolo villaggio di pescatori costruito intorno alla torre cinquecentesca. I terreni lungo la costa appartenevano prevalentemente alle famiglie nobili e benestanti, in particolare alle famiglie Positano, ad eccezione dell'appezzamento di terra lungo la lama fino alla torre, che era proprietà del comune di Noja e che fu oggetto di una diatriba legale prima della lottizzazione. Le uniche costruzioni al tempo, oltre le case dei pescatori, erano poche maestose ville signorili situate lungo la vecchia via litoranea Bari-Brindisi; tra queste si ricordano le ville Trojano, Suglia-Passeri, Scarpelli, De Mattia, e quelle dei vari rami della famiglia Positano. Pochi anni dopo ebbe luogo un primo sviluppo urbanistico, promosso dall'avv. Vittorio Positano De Vincentiis, quando il comune di Noicattaro pianificò la costruzione di alcuni lotti di case unifamiliari sul suolo di proprietà comunale attorno alla torre cinquecentesca. Intanto, nel 1893 fu costruita ex novo una chiesa intitolata a San Nicola (patrono dei marinai), in luogo della piccola e malmessa cappella precedente. Rapidamente, Torre Pelosa divenne luogo prediletto di villeggiatura estiva non solo per i cittadini di Noicattaro, ma anche per quelli di Bari, Rutigliano e Triggiano. Essi si aggiungevano ai residenti che, secondo il censimento del 1921, erano 864.
Appena fu terminata la costruzione del molo e deliberato un ulteriore ampliamento della chiesa, affidato all'architetto Saverio Dioguardi (uno dei principali esponenti del Liberty e del Barocchetto a Bari), nel 1934 Torre Pelosa venne annessa al Comune di Bari. Questa annessione fu parte di un vasto ampliamento della città voluto dal regime fascista che inglobò anche la frazione di San Giorgio (staccata da Triggiano), Palese e Santo Spirito (staccate da Modugno e Bitonto) e gli ex Comuni autonomi di Loseto, Carbonara di Bari e Ceglie del Campo. Torre Pelosa ne divenne, quindi, una frazione.
Pochi anni dopo ne venne modificata la denominazione ufficiale in "Torre a Mare". Durante il periodo bellico, nel 1943, fu costituita una sede del SOE (Special Operations Executive), il servizio segreto britannico per la guerra non convenzionale. In questa base strategica si incontrarono segretamente il primo ministro inglese, Winston Churchill, e il capo di stato jugoslavo, Josip Tito, a testimonianza dell'importanza logistica della località nell'ambito delle operazioni alleate nel Mediterraneo.
Tra il 1940 e il 1950 vi risiedette il celebre compositore Nino Rota, che vi scrisse alcune delle sue opere più importanti, tra cui le musiche per il film Il padrone del Vapore.
È possibile raggiungere il quartiere Torre a Mare con i seguenti mezzi pubblici:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 75156919243954970003 · GND (DE) 1195092385 |
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