| Presbite dorato | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Mammalia |
| Sottoclasse | Theria |
| Infraclasse | Eutheria |
| Superordine | Euarchontoglires |
| Ordine | Primates |
| Sottordine | Haplorrhini |
| Infraordine | Simiiformes |
| Superfamiglia | Cercopithecoidea |
| Famiglia | Cercopithecidae |
| Sottofamiglia | Colobinae |
| Tribù | Presbytini |
| Genere | Trachypithecus |
| Specie | T. geei |
| Nomenclatura binomiale | |
| Trachypithecus geei Khajuria, 1956 | |
| Sinonimi | |
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Presbytis geei; Trachypithecus geei bhutanensis | |
| Nomi comuni | |
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Presbite dorato di Gee, langur dorato, langur dorato di Gee | |
| Areale | |
Il presbite dorato (Trachypithecus geei Khajuria, 1956), conosciuto anche come presbite dorato di Gee o langur dorato, è un primate della famiglia dei Cercopithecidae e della sottofamiglia dei Colobinae, diffuso in una ristretta regione dell'India nord-orientale e del Bhutan meridionale. Appartiene al genere Trachypithecus, che comprende numerose specie di presbiti asiatici prevalentemente arboricoli ed erbivori. La specie è caratterizzata da una folta pelliccia di colore variabile dal crema al giallo-dorato, talvolta con tonalità arancioni, particolarmente evidenti sul dorso e sugli arti. La faccia è scura, circondata da peli più lunghi e chiari, mentre la coda è molto sviluppata e non prensile. La colorazione del mantello può variare secondo il sesso, l'età, la stagione e la popolazione geografica. Il presbite dorato vive soprattutto nelle foreste tropicali e subtropicali ai piedi dell'Himalaya orientale. La distribuzione è limitata all'Assam occidentale, in India, e alle regioni meridionali del Bhutan, soprattutto tra il fiume Sankosh e il sistema fluviale del Manas. È una specie diurna e prevalentemente arboricola, che si nutre soprattutto di foglie, integrate da germogli, frutti, semi e fiori. L'apparato digerente è adattato alla fermentazione microbica dei materiali vegetali, caratteristica condivisa con gli altri colobini. Il presbite dorato è classificato come in pericolo (EN) nella Lista rossa IUCN. Le principali minacce comprendono la perdita e la frammentazione delle foreste, la costruzione di infrastrutture, gli incidenti stradali, la folgorazione sulle linee elettriche e la cattura illegale. Uno studio pubblicato nel 2024 ha stimato la popolazione indiana in almeno 7.396 individui, distribuiti in 707 gruppi o unità sociali. Un precedente censimento nazionale del Bhutan, effettuato nel novembre 2017 e pubblicato nel 2019, aveva stimato 2.516 ± 363 individui. Le due stime riguardano periodi differenti e non costituiscono un censimento globale simultaneo.
Il presbite dorato fu descritto scientificamente nel 1956 dallo zoologo indiano H. Khajuria, con il nome Presbytis geei. La descrizione originale fu pubblicata nel Journal of the Bombay Natural History Society, nell'ambito di un lavoro dedicato a una nuova specie di langur scoperta nell'Assam. L'olotipo è conservato presso lo Zoological Survey of India, con il numero di catalogo ZSI 12407. La località tipica si trova presso la Jamduar Forest Rest House, sulla sponda orientale del fiume Sankosh, nel territorio storicamente appartenente al distretto di Goalpara, nell'Assam occidentale. Il nome specifico geei rende omaggio al naturalista britannico Edward Pritchard Gee, che contribuì alla scoperta scientifica della specie e alla sua successiva documentazione. Sebbene il presbite fosse già conosciuto dalle popolazioni locali, Gee ebbe un ruolo importante nel portarlo all'attenzione della zoologia internazionale negli anni Cinquanta.
Dopo la descrizione originale, il presbite dorato fu incluso in differenti classificazioni dei colobini asiatici. L'appartenenza al genere Trachypithecus è oggi ampiamente riconosciuta. Le analisi molecolari hanno evidenziato una stretta relazione con il presbite dal ciuffo (Trachypithecus pileatus), diffuso in altre regioni dell'India nord-orientale e dei territori limitrofi. La distribuzione relativamente ristretta del presbite dorato e le sue differenze morfologiche sono state interpretate in relazione alla storia geografica delle foreste ai piedi dell'Himalaya. Uno studio pubblicato nel 2008 su International Journal of Primatology ha analizzato la storia evolutiva della specie in Bhutan, contribuendo a chiarire le sue affinità e la possibile influenza dell'isolamento geografico.
Nella letteratura zoologica tradizionale sono state riconosciute due sottospecie:
La sottospecie bhutanensis fu proposta nel 2003 da Tashi Wangchuk, David W. Inouye e Matthew P. Hare, sulla base di caratteristiche morfologiche e genetiche. Tuttavia, il Mammal Diversity Database e l'Integrated Taxonomic Information System (ITIS) considerano attualmente bhutanensis un sinonimo di Trachypithecus geei, senza riconoscerlo come sottospecie valida. La suddivisione in due sottospecie viene pertanto considerata una classificazione storica, non universalmente accettata.
Il presbite dorato appartiene alla tribù Presbytini, che comprende diversi generi di colobini asiatici. All'interno di Trachypithecus è associato al gruppo evolutivo di T. pileatus. Le analisi filogenetiche hanno contribuito a chiarire la relazione tra il presbite dorato e altre specie distribuite nell'Asia nord-orientale e nella regione himalayana. L'isolamento geografico, le variazioni della copertura forestale e la presenza di grandi sistemi fluviali potrebbero avere contribuito alla differenziazione della specie. I fiumi dell'Assam occidentale e i rilievi del Bhutan costituiscono infatti importanti elementi geografici che delimitano o frammentano il suo areale.
Il presbite dorato è un primate di dimensioni medio-grandi, caratterizzato da una corporatura relativamente slanciata, arti lunghi e una coda molto sviluppata. La lunghezza testa-corpo è generalmente compresa tra circa 50 e 75 cm, mentre la coda può superare gli 80 cm e raggiungere approssimativamente un metro. Il peso corporeo varia secondo il sesso e la popolazione, generalmente nell'intervallo di circa 7-12 kg. I maschi sono mediamente più grandi e robusti delle femmine, ma il grado di dimorfismo sessuale è relativamente moderato rispetto a quello osservato in numerose altre scimmie del Vecchio Mondo. Gli arti sono adattati alla locomozione arboricola e permettono spostamenti agili attraverso la vegetazione. La lunga coda, non prensile, svolge soprattutto una funzione di equilibrio durante i salti e la progressione sui rami.
Il carattere più evidente della specie è rappresentato dal mantello folto e relativamente lungo, caratterizzato da tonalità giallo-dorate, crema o arancioni. La colorazione può essere più intensa sul dorso, sulle spalle e sugli arti. Le regioni ventrali e i peli intorno al volto possono presentare tonalità più chiare. La faccia è scura, quasi nera, ed è incorniciata da una corona di peli relativamente lunghi. Le mani e i piedi sono anch'essi scuri. Il mantello può apparire particolarmente brillante in determinate condizioni di illuminazione, caratteristica alla quale si deve il nome comune della specie. Sono state documentate variazioni cromatiche tra gli individui e tra popolazioni geograficamente differenti. Nel corso dell'anno la colorazione può inoltre assumere tonalità differenti, in relazione alle condizioni del mantello e alla stagione.
Le popolazioni del Bhutan possono presentare caratteristiche cromatiche differenti da quelle documentate nell'Assam. La proposta di riconoscere la sottospecie bhutanensis si basava anche su queste differenze. Tuttavia, la variabilità morfologica e genetica non è attualmente considerata sufficiente dalle principali banche dati tassonomiche per mantenere una suddivisione sottospecifica formale. La diversità delle colorazioni deve quindi essere interpretata come parte della variabilità complessiva della specie, salvo ulteriori revisioni tassonomiche.
Il presbite dorato trascorre gran parte della propria vita tra le chiome degli alberi. La locomozione comprende progressione quadrupede, arrampicata e salti. La lunga coda contribuisce al mantenimento dell'equilibrio. La specie può utilizzare differenti livelli della vegetazione forestale, ma predilige generalmente gli strati arborei relativamente sviluppati. La continuità della copertura vegetale è particolarmente importante, poiché permette agli animali di spostarsi senza dover scendere frequentemente al suolo. La frammentazione della foresta può obbligare i gruppi ad attraversare strade o spazi aperti, aumentando il rischio di incidenti.
Il presbite dorato è endemico di una regione relativamente piccola compresa tra l'Assam occidentale, in India, e il Bhutan meridionale. L'areale è delimitato da importanti sistemi fluviali e rilievi montuosi. In India la specie è concentrata soprattutto nei territori dei distretti di Kokrajhar, Bongaigaon, Dhubri e nelle aree forestali limitrofe. Nel Bhutan occupa foreste subtropicali e montane della parte centro-meridionale del paese. La distribuzione storica viene tradizionalmente descritta come compresa tra il fiume Sankosh a ovest, il sistema del Manas a est, il Brahmaputra a sud e i rilievi dei Monti Neri del Bhutan a nord. Le indagini più recenti hanno permesso di definire con maggiore precisione l'occupazione effettiva degli habitat, evidenziando una distribuzione frammentata soprattutto nell'Assam.
La specie occupa differenti formazioni forestali tropicali e subtropicali. Gli habitat comprendono foreste sempreverdi umide, foreste semisempreverdi, foreste decidue umide, foreste fluviali e formazioni secondarie relativamente mature. Nel Bhutan è presente anche in ambienti collinari e montani, mentre nell'Assam frequenta soprattutto foreste di pianura e dei rilievi più bassi. La presenza di una copertura arborea continua rappresenta un requisito importante per l'utilizzazione degli habitat. La composizione delle foreste e la distribuzione delle risorse alimentari influenzano inoltre la densità e la dimensione dei gruppi.
La riserva della biosfera di Manas, nell'Assam occidentale, costituisce uno dei territori fondamentali per la conservazione del presbite dorato. Il complesso comprende il parco nazionale di Manas, il parco nazionale di Raimona e differenti foreste riservate. La presenza di vaste superfici forestali relativamente continue permette il mantenimento di popolazioni numerose. Lo studio pubblicato nel 2024 ha stimato in questo complesso circa 5.566 individui, distribuiti in 534 gruppi. La popolazione del territorio di Manas rappresenta quindi una componente molto importante della consistenza demografica indiana.
A sud della riserva della biosfera di Manas si trovano numerosi frammenti forestali separati da aree agricole, insediamenti e infrastrutture. Tra i territori più importanti figurano la foresta di Kakoijana e il santuario faunistico di Chakrashila. Lo studio pubblicato nel 2024 ha stimato circa 1.830 individui nelle foreste frammentate meridionali, distribuiti in 173 gruppi. Questi nuclei sono particolarmente importanti perché permettono di conservare una parte significativa della popolazione al di fuori dei grandi complessi forestali settentrionali. La loro sopravvivenza dipende tuttavia dal mantenimento degli alberi, dalla riduzione degli incidenti stradali e dalla protezione dei collegamenti ecologici.
Il santuario faunistico di Chakrashila rappresenta una delle principali aree protette dell'Assam dedicate alla conservazione del presbite dorato. Il territorio comprende foreste tropicali e subtropicali collinari. La specie è uno degli animali più caratteristici della riserva. Secondo i risultati del censimento pubblicati nel 2024, il santuario ospitava circa 838 individui, costituendo uno dei maggiori nuclei presenti nelle foreste frammentate dell'Assam meridionale.
Nel Bhutan meridionale il presbite dorato occupa foreste relativamente estese, distribuite tra differenti regioni amministrative. Un censimento nazionale svolto nel novembre 2017 e pubblicato nel 2019 ha utilizzato osservatori indipendenti lungo transetti forestali, suddividendo l'areale in diciassette settori. Durante l'indagine furono osservati direttamente 2.439 individui distribuiti in 222 gruppi. L'analisi produsse una stima complessiva di 2.516 ± 363 individui, suddivisi in circa 236 gruppi. I ricercatori individuarono inoltre circa 2.848 km² di habitat potenzialmente idoneo alla specie. Lo studio sottolineò che la popolazione bhutanese risultava inferiore alle precedenti stime utilizzate in alcune valutazioni internazionali.
Il presbite dorato è una specie diurna. Durante la giornata gli individui alternano periodi di alimentazione, riposo, spostamenti e interazioni sociali. L'attività alimentare presenta generalmente due periodi di maggiore intensità, uno al mattino e uno nel pomeriggio. La specie è prevalentemente arboricola e si muove attraverso le chiome mediante progressione quadrupede, arrampicata e salti. Il tempo dedicato alle differenti attività varia secondo la stagione, la disponibilità delle risorse alimentari e le condizioni ambientali.
Il presbite dorato vive in gruppi comprendenti maschi adulti, femmine adulte e individui immaturi. La struttura sociale può variare tra popolazioni e ambienti. Sono stati documentati gruppi con un solo maschio adulto e gruppi comprendenti più maschi. Lo studio pubblicato nel 2024 sull'ecologia della specie in India ha rilevato gruppi multimaschio-multifemmina con una dimensione media di circa 11 individui, con una deviazione standard di quattro individui. Le dimensioni dei gruppi non mostravano differenze particolarmente marcate tra la regione della riserva della biosfera di Manas e i frammenti forestali meridionali. Questa osservazione suggerisce una certa flessibilità sociale in relazione alle condizioni degli habitat.
Il censimento condotto in Bhutan nel 2017 ha fornito informazioni particolarmente dettagliate sulla composizione delle popolazioni. Tra i 2.439 individui osservati erano presenti:
Il rapporto tra maschi adulti e femmine adulte era di circa 1:1,97. Questi risultati indicano la presenza di differenti classi d'età all'interno della popolazione studiata. La composizione demografica può tuttavia variare secondo il territorio e le condizioni locali.
La comunicazione comprende vocalizzazioni, posture corporee, espressioni facciali e contatti fisici. Le vocalizzazioni contribuiscono a mantenere i contatti tra individui che occupano differenti parti della chioma. Il comportamento di pulizia reciproca del mantello, noto come grooming, svolge un ruolo importante nel mantenimento dei legami sociali. I giovani partecipano inoltre ad attività ludiche che contribuiscono allo sviluppo delle capacità motorie e sociali. Le interazioni tra maschi adulti possono comprendere competizione, ma la presenza di gruppi con più maschi dimostra che l'organizzazione sociale non è esclusivamente basata su unità con un solo maschio riproduttore.
Il presbite dorato è prevalentemente erbivoro. La dieta comprende foglie giovani e mature, germogli, frutti, semi, fiori e altre parti vegetali. La proporzione delle differenti risorse alimentari varia secondo la stagione e l'habitat. Le foglie rappresentano generalmente la componente principale dell'alimentazione. I frutti e i semi costituiscono tuttavia risorse importanti in determinati periodi dell'anno. Sono state documentate anche osservazioni di consumo di materiali vegetali provenienti da piantagioni e alberi coltivati. Questa flessibilità permette ad alcune popolazioni di sopravvivere in paesaggi forestali relativamente disturbati, ma non elimina la dipendenza dalla presenza di alberi e dalla continuità della copertura vegetale.
Le popolazioni delle foreste frammentate dell'Assam utilizzano risorse alimentari presenti sia negli habitat naturali sia, occasionalmente, nei territori modificati dall'uomo. La disponibilità stagionale delle piante può influenzare gli spostamenti e le dimensioni delle aree utilizzate. La foresta di Kakoijana è stata oggetto di studi dedicati al comportamento e all'alimentazione del presbite dorato. Una ricerca pubblicata nel 2023 ha esaminato il repertorio delle attività quotidiane e le principali risorse alimentari utilizzate dalla specie in questo territorio. Le popolazioni possono utilizzare anche alcune risorse associate alle piantagioni di alberi della gomma, come documentato da ricerche precedenti nell'Assam occidentale. Queste osservazioni mostrano la capacità della specie di sfruttare alcune risorse vegetali antropiche, pur rimanendo fortemente dipendente dagli habitat arborei.
Come gli altri colobini, il presbite dorato possiede uno stomaco specializzato nella fermentazione microbica del materiale vegetale. L'apparato digerente comprende differenti compartimenti nei quali microrganismi simbionti contribuiscono alla degradazione della cellulosa e di altre componenti fibrose. Questo adattamento permette di utilizzare foglie e altre risorse vegetali relativamente difficili da digerire per molti altri primati. La fermentazione produce sostanze energetiche che possono essere assorbite dall'organismo. La dieta ricca di foglie contribuisce alla necessità di alternare periodi di alimentazione e riposo.
Le conoscenze sulla riproduzione del presbite dorato derivano principalmente dalle osservazioni di gruppi selvatici. La gestazione dura approssimativamente sei-sette mesi. Generalmente nasce un solo piccolo per parto. I neonati dipendono inizialmente dalle madri per l'alimentazione, il trasporto e la protezione. Durante lo sviluppo aumentano progressivamente l'autonomia locomotoria e le interazioni con gli altri membri del gruppo. Le femmine svolgono il ruolo principale nell'accudimento della prole, ma possono verificarsi anche contatti e comportamenti di cura da parte di altri individui. La riproduzione relativamente lenta rende la specie vulnerabile alla perdita di adulti e alla frammentazione delle popolazioni.
Il presbite dorato è classificato come in pericolo (EN) nella Lista rossa IUCN. La specie occupa un areale geografico ristretto, caratterizzato da una forte frammentazione soprattutto nella parte indiana. Le principali minacce comprendono la perdita degli habitat forestali, la costruzione di infrastrutture, gli incidenti stradali e la folgorazione sulle linee elettriche. La specie è inoltre inclusa nell'appendice I della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES), che prevede severe restrizioni al commercio internazionale degli esemplari.
Uno studio pubblicato nel settembre 2024 sulla rivista Global Ecology and Conservation ha fornito una nuova stima della consistenza della popolazione indiana. Le indagini erano state effettuate in due fasi, nel 2020 e nel 2021. I ricercatori percorsero complessivamente 1.772,11 km di transetti e analizzarono 1.363 celle di campionamento di 50 ettari ciascuna. Le osservazioni permisero di stimare una popolazione minima di 7.396 individui. I risultati furono suddivisi tra la riserva della biosfera di Manas e le foreste frammentate meridionali.
| Area | Individui stimati | Gruppi stimati |
|---|---|---|
| Riserva della biosfera di Manas | 5.566 | 534 |
| Foreste frammentate meridionali | 1.830 | 173 |
| Totale | 7.396 | 707 |
La stima rappresenta un importante progresso rispetto alle informazioni disponibili nei decenni precedenti. Il risultato riguarda tuttavia la popolazione indiana e non comprende gli individui presenti in Bhutan.
Lo studio del 2024 ha esaminato anche i fattori ecologici che influenzano la presenza della specie. La probabilità di occupazione degli habitat risultava pari a 0,57 ± 0,04 nella riserva della biosfera di Manas e a 0,69 ± 0,08 nelle foreste frammentate meridionali. Nella regione di Manas la presenza degli animali era positivamente associata alle foreste decidue umide. Nei frammenti meridionali, invece, i fattori più importanti erano la copertura forestale e l'altezza della chioma degli alberi. Gli autori stimarono inoltre un'area potenzialmente occupata di circa 345 km² nel territorio indiano esaminato. I risultati dimostrano l'importanza della protezione delle foreste e del mantenimento dei collegamenti tra le chiome.
Le indagini nazionali pubblicate nel 2019 hanno documentato una popolazione stimata di 2.516 ± 363 individui. La stima risultava inferiore a quella di circa 4.000 individui precedentemente utilizzata in alcune valutazioni internazionali. I ricercatori hanno sottolineato la necessità di migliorare il monitoraggio delle popolazioni e di affrontare le minacce legate alle infrastrutture. Nel Bhutan meridionale le principali pressioni comprendono la costruzione di strade, lo sviluppo idroelettrico, l'espansione degli insediamenti e le linee di trasmissione elettrica. Questi interventi possono ridurre la continuità degli habitat e aumentare la mortalità degli individui.
La frammentazione rappresenta una delle principali minacce alla conservazione della specie. La trasformazione dei territori forestali in superfici agricole, l'espansione degli insediamenti e la costruzione di infrastrutture hanno contribuito alla separazione delle popolazioni. Le foreste frammentate dell'Assam meridionale sono particolarmente vulnerabili. La riduzione della continuità della copertura arborea può costringere gli animali a scendere al suolo o ad attraversare strade. Questi spostamenti aumentano il rischio di collisioni con i veicoli e di attacchi da parte di animali domestici. Il mantenimento di corridoi ecologici costituisce quindi un elemento fondamentale della conservazione.
Gli incidenti stradali costituiscono una minaccia documentata per alcune popolazioni. Nel gennaio 2025 un presbite dorato venne investito mortalmente lungo la strada nazionale 117, nel distretto di Bongaigaon, nell'Assam. L'episodio attirò l'attenzione sull'impatto delle infrastrutture stradali sui collegamenti tra frammenti forestali. Le strade possono interrompere i percorsi tradizionali utilizzati dai gruppi. La realizzazione di attraversamenti sicuri e il mantenimento di collegamenti arborei possono contribuire a ridurre i rischi.
La presenza di linee elettriche costituisce un'altra minaccia importante. I presbiti dorati possono utilizzare cavi e strutture artificiali durante gli spostamenti tra frammenti forestali. Il contatto con componenti elettriche non isolate può provocare folgorazioni mortali. La realizzazione di sistemi di isolamento e di collegamenti arborei alternativi può contribuire alla riduzione della mortalità. Le organizzazioni impegnate nella conservazione della specie hanno individuato la sicurezza delle infrastrutture elettriche tra le priorità principali.
La cattura di individui destinati al commercio illegale costituisce una minaccia ulteriore. Nel giugno 2026, nell'Assam, le autorità hanno recuperato otto presbiti dorati da presunti trafficanti di fauna selvatica. Sette animali sono stati successivamente liberati nel parco nazionale di Sikhna Jwhwlao, mentre un ottavo individuo era morto durante le operazioni di recupero e riabilitazione. L'episodio dimostra che il commercio illegale continua a rappresentare un problema per la conservazione della specie.
Numerose organizzazioni indiane e internazionali sono impegnate nella protezione del presbite dorato. Tra queste figurano il Wildlife Trust of India, il Primate Research Centre NE India e le autorità forestali dell'Assam. Nel marzo 2025 il Wildlife Trust of India organizzò a Bongaigaon un incontro internazionale dedicato alle strategie di conservazione della specie, con la partecipazione di ricercatori e operatori provenienti anche dal Bhutan. Le principali iniziative comprendono il monitoraggio delle popolazioni, il ripristino dei collegamenti tra frammenti forestali, la prevenzione degli incidenti e il coinvolgimento delle comunità locali. La cooperazione transfrontaliera è considerata importante perché la specie occupa territori forestali appartenenti a entrambi i paesi.