Mappa dei principali tratturi con evidenziato il regio tratturo L'Aquila-Foggia.
Il regio tratturo L'Aquila-Foggia, chiamato anche tratturo del Re o tratturo Magno, con i suoi 244km è il più lungo e il più importante tra i tratturi italiani.
Alla caduta dell'impero romano, la strada continuò a essere percorsa con origine da Forcona o Aveia; infine, con la fondazione dell'Aquila nel XIII secolo, il tratturo trovò definitivamente la sua partenza in corrispondenza della basilica di Santa Maria di Collemaggio, che ancora oggi presenta un vasto sagrato in erba dedicato al raduno degli ovini in occasione della transumanza. La stessa città federiciana dovette gran parte del suo prestigio acquisito nel XIV e XV secolo alla pastorizia e la congregazione dell'Arte aquilana della Lana finanziò gran parte dei monumenti cittadini, compreso il mausoleo di Celestino V situato proprio a Collemaggio.
Grande rilievo svolgevano in quest'epoca anche i numerosi castelli e torri di avvistamento disseminate lungo il percorso, in special modo nell'area aquilana; queste fortificazioni erano sorte in epoca longobarda o normanna con funzione difensiva ma vennero successivamente adibite a punti di sorveglianza dei percorsi delle greggi. Tra di essi, le fortificazioni più note sono Rocca Calascio, al margine di Campo Imperatore, e la torre di Forca di Penne in corrispondenza dell'omonimo valico; entrambi erano controllati dalla baronia di Carapelle.
Lo sviluppo del tratturo si verificò soprattutto nella seconda metà del XV secolo grazie agli Aragonesi. In particolare re Alfonso V d'Aragona, nel 1447, regolamentò i percorsi della transumanza, individuando le cinque tratte principali che presero poi il nome di «regi tratturi» o «tratturi alfonsini». Contemporaneamente, fu istituita la regia dogana della mena delle pecore di Puglia (con sede dapprima a Lucera, ben presto trasferita a Foggia) per la riscossione dei pedaggi. Nel secolo seguente fu istituita inoltre, per distaccamento dalla regia dogana, la Doganella d'Abruzzo per la regolamentazione della «piccola transumanza», ossia quella limitata ai confini abruzzesi. Le dogane vennero poi abolite nel 1806 contemporaneamente alla riforma relativa all'eversione della feudalità.
Nel XIX secolo il punto di ritrovo del foro boario si individuò presso il piazzale del Forte spagnolo, all'epoca privo dell'attuale parco.
A partire dagli anni Sessanta il fenomeno della transumanza andò progressivamente scemando, e con esso il percorso del tratturo Magno. Negli ultimi decenni si è valutato di convertire il tratturo in un percorso ciclopedonale con funzione storico-culturale.
Il viale Sallustio e il corso Roma di Castel Frentano bassa, con le chiese di San Rocco e Santa Maria della Selva, ed è attraversato anche dal convento francescano.
12Rosanna Tuteri, Strade e storie amiternine: persistenze e discontinuità, in Letizia Ermini Pani (a cura di), Abruzzo sul Tratturo Magno, Roma, Exòrma Edizioni, 2015, ISBN9788895688480.
↑Rosanna Tuteri, Dalla città di Aveia a Forcona, in Letizia Ermini Pani (a cura di), Abruzzo sul Tratturo Magno, Roma, Exòrma Edizioni, 2015, ISBN9788895688480.
↑Orlando Antonini, Santa Maria di Collemaggio, in Architettura religiosa aquilana, I, Todi (PG), Tau Editrice, 2010.
↑Tratturo Magno, Copia archiviata, su tratturomagno.it, 26 giugno 2020. URL consultato il 26 giugno 2020 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2020).
12Tratturo Magno, Copia archiviata, su tratturomagno.it, 26 giugno 2020. URL consultato il 26 giugno 2020 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2020).
↑Astrid Pellicano, Geografia e storia dei tratturi del Mezzogiorno: ipotesi di recupero funzionale di una risorsa antica, Aracne, 2007 pp. 84-86
Bibliografia
(a cura di Pierluigi Imperiale), Prima guida al Tratturo Magno, Consiglio regionale dell'Abruzzo, Collana di studi abruzzesi, Editrice Cerbone, Caivano, luglio 2008;
Raffaele Colapietra, Gli itinerari della transumanza: presupposti storico-culturali per una politica di intervento ambientale, in Studi Storici Meridionali, nn. 2-3, 1984;
(a cura di Marialuce Latini), Abruzzo: le vie della Transumanza, testi di Franco Battistella, Marialuce Latini, Edoardo Micati, Anna Severini, Giovanni Tavano, Carsa Edizioni, Pescara, 2000, p.26;