| Vacri comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Piergiuseppe Mammarella (Lista Civica Il Giglio) dal 25-5-2014 |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°17′52.22″N 14°13′57.72″E |
| Altitudine | 310 m s.l.m. |
| Superficie | 12,27 km² |
| Abitanti | 1 454 (31-5-2026) |
| Densità | 118,5 ab./km² |
| Frazioni | Fontanelle, Maiure, Porcareccia, Sant'Agata, San Vincenzo, Selve |
| Comuni confinanti | Ari, Bucchianico, Casacanditella, Filetto, Villamagna |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 66010 |
| Prefisso | 0871 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 069098 |
| Cod. catastale | L526 |
| Targa | CH |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona D, 1 512 GG |
| Nome abitanti | vacresi |
| Patrono | san Biagio |
| Giorno festivo | 3 febbraio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Vacri è un comune italiano di 1 454 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Il comune fa parte dell'Unione dei comuni della Vallata del Foro.
Il comune si trova su una zona collinare, che si trova tra i corsi d'acqua del Foro e del Dendalo. Confina con i paesi di Ari, Bucchianico, Villamagna, Filetto e Casacanditella.
Reperti archeologici di un villaggio italico, usato come stazione di passaggio lungo il tratturo Centurelle-Montesecco, passando per le vie di Chieti e Guardiagrele, sono stati rinvenuti in località Porcareccia, zona di allevamento, e sono conservati presso il Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo. Vacri sorgerà come castello nell'epoca medievale. Il nome deriva forse da "lavacrum" (crinale di collina soggette ad acque dilavanti) oppure dal termine greco akros, ossia colle appuntito. I frammenti di Porcareccia risalgono al III secolo a.C., provenienti da un tempio romano; il sito era abitato dagli italici Sanniti nel VI secolo a.C., come dimostrano le statuette di Ercole lì rinvenute, poi delle iscrizioni votive hanno permesso la frequentazione del sito anche nell'epoca dell'assimilazione romana.
In alcune cronache medievali Vacri viene citato, tra l'altro, come Bacri di Teate, Batro, Bacrum, Arovacro. In epoca longobarda Vacri risulta feudo del gastaldato di Teate, ossia la forma primordiale dell'attuale provincia di Chieti, con la sede amministrativa del giustiziere, ossia gastaldo, presso Chieti. La gastaldia rimase viva sino al XII secolo, quando fu inglobata dai Normanni nella Contea di Loritello posseduta da Roberto II di Bassavilla. Con Federico II di Svevia nel 1233, Vacri entra a far parte del nuovo Giustizierato d'Abruzzo, stando sempre sotto il controllo di Chieti, ribadito da Carlo I d'Angiò nel 1273 col diploma di Alife,l che spezzava l'Abruzzo in due tronconi, il Citeriore con Chieti capoluogo, e l'Ulteriore con L'Aquila capoluogo.
La chiesa di San Callisto, ossia chiesa di Ripacorbaria di Manoppello, nel 1056 venne donata dal conte Trasmondo a Rolando di Vacri. In epoca normanna e sveva Vacri è feudo dei Conti di Manoppello, mentre in epoca angioina il paese venne ceduto a Bertrando del Balzo. Successivamente il territorio di Vacri segui la storia del Regno di Napoli e di Chieti
Vacri è menzionata nel Catalogus baronum nel 1173, come "Bacrum", feudo di Guglielmo Ricino, seguace del Re di Sicilia. Nel 1575 era nota ancora come "Vacro", poi il nome terminante a plurale, sarebbe derivato dal genitivo "Castrum Vacri". Nei registri delle decime del 1308-1324 e 1325 sono ricordate le chiese di Vacri: San Biagio (la parrocchia), San Mane, e San Michele, scomparsa.
Vacri mantiene un'economia prevalentemente agricola per tutto il Medioevo e l'epoca moderna del Viceregno spagnolo, sino alla metà del Novecento. Nel XV secolo Vacri è feudo dei Furlani, poi dei Caracciolo e dei Santobuono, finché non passa ai Valignani di Chieti.
Nel 1698 Vacri diventa sede di un ducato, in realtà è uno stato-fantoccio, dipendente direttamente dal Principato di Chieti, governato dai marchesi Valignani, che si proclamano tra i vari titoli, marchesi di Cepagatti, duchi di Vacri e Villanova. Nel 1650 infatti per 1900 ducati era dei Torricelli, che però poi la vendettero ai Valignani.
Vacri con la discesa francese nel 1806 diventa sede di un municipio; nel plebiscito del 1860 tutti i 237 partecipanti al voto scelsero l'annessione al Regno d'Italia. L'economica come detto, era agricola, zona di traffico lungo il tratturo, Vacri ha sempre prodotto vini, come ricorda lo storico Nicola Nicolini, nato a Tollo (CH) nel 1772, benché fosse di famiglia vacrese, giurista illustre del Regno di Napoli, vissuto a Chieti. In contrada San Vincenzo esiste uno storico mulino ad acqua, a testimonianza dell'economia vacrese, inoltre si conservano ancora nella campagna, in contrada Serre e Sant'Agata le cosiddette "pajare" (pagliare), case basse e grezze dei pastori, realizzate in terra cruda.
Vacri con l'amministrazione del Regno d'Italia è stata compresa nel distretto di Chieti, nel 1948 viene unita alla provincia di Chieti.

Architetture religiose


Architetture civili
Abitanti censiti

Come molti paesi della stessa provincia, l'economia è caratterizzata dalla produzione di vino, e altri prodotti agricoli.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 12 giugno 2004 | Venanzio Marchegiano | Lista Civica di Centro (1995-1999) Lista Civica (1999-2004) |
Sindaco | |
| 13 giugno 2004 | 25 maggio 2014 | Antonio D'Aristotile | lista civica Il Giglio | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | in carica | Piergiuseppe Mammarella | lista civica UnitiperVacri | Sindaco | |