Dasyatidae

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Pastinache

Dasyatis americana
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
ClasseChondrichthyes
SottoclasseElasmobranchii
InfraclasseEuselachii
SuperordineBatomorphi
OrdineMyliobatiformes
FamigliaDasyatidae
Jordan & Gilbert, 1879
Generi

Le pastinache o trigoni (Dasyatidae Jordan & Gilbert, 1879), anche note come dasiatidi, sono una famiglia di pesci cartilaginei appartenenti all'ordine Myliobatiformes.

Si tratta di pesci cartilaginei bentonici di fondale, che trascorrono gran parte del tempo poggiati sul fondo, coperti dalla sabbia o dal fango. Comprendono sia specie marine sia specie d'acqua dolce, caratterizzate dalla presenza di uno o più aculei velenosi nella coda, che in molte specie è potenzialmente pericoloso anche per l'uomo.

Le pastinache differiscono dalle razze soprattutto per la presenza degli acueli sulla coda, di cui le razze sono prive.

Distribuzione e habitat

La pastinaca a macchie blu (Taeniura lymma), specie molto comune nelle barriere coralline tropicali dal Mar Rosso all'Indo-Pacifico in acque costiere a bassa profondità

I dasiatidi sono presenti nelle acque del Mar Mediterraneo, dell'Oceano Atlantico, dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico. L'habitat tipico frequentato dalle pastinache sono le zone sabbiose, in cui cacciano e possono infossarsi.

A volte, soprattutto in luoghi poco frequentati dall'uomo, è possibile rinvenire le pastinache, sopra o sotto la sabbia, anche a profondità inferiori al metro.

Nel mar Mediterraneo la famiglia dei dasiatidi è presente con 6 specie: Dasyatis centroura, Dasyatis marmorata, Dasyatis pastinaca, Himantura uarnak (migrante lessepsiana), Pteroplatytrygon violacea e Taeniura grabata.

Nelle regioni tropicali sono molto comuni nelle barriere coralline, in particolare le specie Taeniura lymma, Taeniura meyeni, Neotrygon kuhlii, Pastinachus sephen, Urogymnus asperrimus e Urogymnus granulatus, comuni nelle acque tropicali dal Mar Rosso a tutto l'Indo-Pacifico tropicale anche a basse profondità.

La maggior parte delle specie vive nell'acqua salata ma esistono anche specie d'acqua dolce e salmastra.

Descrizione

Anatomia esterna di una pastinaca
Aspetto tipico di una pastinaca (qui Dasyatis centroura)

Le pastinache sono caratterizzate da un corpo piatto romboidale, con margine laterale del capo che si prolunga con il margine anteriore delle grandi pinne pettorali a forma di ali. Non c'è soluzione di continuità tra il corpo e le pinne pettorali. Viste dall'alto le pastinache possono avere la sagoma di un disco o approssimativamente di un rombo o di un triangolo. Le specie più grandi raggiungono i 4 m di lunghezza.

Primo piano dell'occhio della pastinaca tropicale Taeniura lymma; si nota il grande spiracolo dietro l'occhio, utilizzato per la respirazione

Gli occhi sono posti sul dorso, la bocca e le branchie sono ventrali. Gli occhi sporgono dalla sommità anteriore del capo e consentono alle pastinache di controllare il territorio circostante anche quando se ne stanno quasi completamente celate sotto la sabbia, quasi invisibili agli occhi di prede e predatori. Dietro agli occhi sono presenti due grandi aperture, gli spiracoli, che aspirano l'acqua che verrà mandata alle branchie ventrali per la respirazione. Gli spiracoli sono fondamentali e molto sviluppati nelle pastinache: trattandosi di specie bentoniche, che traggono stretti rapporti con il substrato, gli spiracoli fungono da prezioso mezzo ausiliario per la respirazione quando la bocca e le branchie, entrambe presenti in posizione ventrale, sono a contatto con il fondo, in modo da impedire che la pastinaca aspiri il sedimento durante la respirazione.

La pinna dorsale è assente o appena abbozzata.

La pastinaca tropicale Taeniura lymma, si nota la presenza dell'aculeo nella coda, alla cui radice si trovano ghiandole velenifere

La caratteristica distintiva delle pastinache è la coda, dotata di uno o più aculei velenosi. La coda delle pastinache è sottile e lunga, muscolosa, fatta a frusta, generalmente di lunghezza superiore al diametro discale del corpo della pastinaca. Lo scheletro cartilagineo, oltre a conferire alle pastinache un'elevata manovrabilità, dà alla loro coda la flessibilità sufficiente a sferzare in qualsiasi direzione un potenziale aggressore. Gli acueli di cui è dotata la coda delle pastinache sono di consistenza ossea. Negli esemplari di maggiori dimensioni, l'aculeo può arrivare fino a 35-40 centimetri di lunghezza, ha un profilo dentellato ed è rivestito da una guaina epiteliale. Alla radice dell'aculeo si trovano due ghiandole velenifere. La parte scheletrica degli aculei è seghettata con punte rivolte all'indietro, ed è solcata dai canali di due ghiandole velenifere produttrici di ittioacantossina. Il tutto è ricoperto da una cuticola, che nell'impatto con l'aggredito si rompe e consente al veleno di diffondersi nella ferita. Anche l'aculeo abitualmente si spezza, trattenuto dalla seghettatura nella carne dell'aggressore; in poco tempo sulla coda ne ricrescerà uno nuovo.

Nel ventre, oltre alla bocca e alle branchie, sono concentrati anche gli elettrorecettori, le ampolle di Lorenzini, speciali pori elettrosensibili (presenti anche negli squali e nelle razze) che consentono alle pastinache di percepire la presenza di potenziali prede, anche di quelle nascoste sotto la sabbia, percependo anche piccole variazioni di campo elettrico emesse dalle prede. In particolare gli elettrorecettori consentono alle pastinache di individuare anche i più piccoli movimenti delle prede sotto la sabbia, rilevandone i potenziali elettrici prodotti dall'attività muscolare.

Di recente i ricercatori hanno stabilito che nelle popolazioni di pastinache i maschi si servono degli elettrorecettori per riuscire ad individuare le compagne che si nascondono nel fondale.

Alimentazione

La pastinaca tropicale Taeniura lymma in cerca di prede in una barriera corallina; la ricerca della preda è affidata a elettrorecettori

I dasiatidi sono predatori, la loro dieta include molluschi, vermi, crostacei e pesci. La ricerca della preda è affidata a elettrorecettori, le ampolle di Lorenzini, concentrate nel ventre, che consentono loro di rilevare i movimenti delle prede nascoste sotto la sabbia o tra gli anfratti.

Comportamento

La pastinaca comune (Dasyatis pastinaca), infossata e ricoperta da sedimento in un fondale sabbioso

Le pastinache hanno abitudini bentoniche, hanno la tendenza a restare immobili sul fondale, spesso infossandosi e ricoprendosi di sedimento, per celarsi agli occhi di prede e predatori.

Sono però capaci di nuotare attivamente facendo uso delle ampie pinne pettorali, che consentono loro di spostarsi anche con una discreta rapidità, sia quando fuggono dai predatori sia quando sono alla ricerca delle prede.

Veleno e pericolosità

Le pastinache sono molto timide, non sono pesci aggressivi, e se disturbate preferiscono allontanarsi velocemente o nascondersi nella sabbia piuttosto che difendersi, si limitano ad essere timorose se si credono circondate da subacquei di cui non conoscono le intenzioni.

Il pericolo principale per l'uomo è rappresentato dal bagnante che inavvertitamente le calpesta perché nascoste sotto la sabbia e non visibili, in quel caso la pastinaca può reagire con un rapido e potente colpo di coda al bagnante per difesa.

La pastinaca Dasyatis americana; se spaventate le pastinache possono reagire agitando la coda munita di aculei velenosi, ma sono pesci non aggressivi che in genere preferiscono darsi alla fuga in presenza di pericoli

Alla radice degli aculei della coda delle pastinache si trovano due ghiandole velenifere che secernono una sostanza composta dagli enzimi 5-nucleotidasi e fosfodiesterasi, che distruggono le cellule, e da serotonina, che provoca contrazioni muscolari. L'azione di tale complesso enzimatico è necrotizzante e a questo si unisce la possibilità di infezioni batteriche anche gravi. L'aculeo produce un dolore fortissimo dovuto al veleno inoculato, il dolore si diffonde dalla zona colpita anche a quelle circostanti; i margini della ferita tendono a diventare bluastri. Le possibili conseguenze sono nausea, vomito, diarrea, difficoltà circolatorie e respiratorie e collasso. Se l'aculeo sulla coda è molto lungo e trafigge un organo vitale o recide un'arteria, il decorso può arrivare a essere mortale anche per un uomo adulto, come è già capitato (si veda l'esempio del conduttore televisivo Steve Irwin, morto in Australia in seguito a una puntura di trigone in pieno petto il 4 settembre 2006). Tuttavia è da segnalare che questi eventi siano estremamente rari, e i casi documentati di decesso di uomini da parte di pastinache è ridottissimo, nonostante si tratti di pesci comunque molto comuni nelle acque costiere, soprattutto nelle regioni tropicali, anche in quelle molto frequentate dal turismo.

Una buona precauzione che elimina o riduce fortemente i rischi è quella di camminare sulla sabbia in acque basse strascicando i piedi in avanti. Si avverte così la pastinaca della nostra presenza consentendogli di allontanarsi. Sott'acqua non stare mai troppo vicini e tanto meno appoggiarsi sui fondali sabbiosi e non avvicinarsi troppo alla regione caudale del pesce. Quando si è in gruppo, non circondarlo poiché in questo caso, per fuggire, la pastinaca potrebbe colpire il subacqueo più vicino.

Riproduzione

Le pastinache sono animali ovovivipari, in cui le uova sono incubate e si schiudono nell'organismo materno.

Pesca

Una pastinaca reticolata Himantura uarnak in un banco del pesce

Le pastinache hanno in genere carni commestibili, non particolarmente pregiate.

Tassonomia

Fossile di Heliobatis radians
Dasyatis pastinaca
Himantura jenkinsii
Neotrygon kuhlii
Pastinachus sephen
Pteroplatytrygon violacea
Taeniura meyeni
Urogymnus asperrimus

La famiglia dei dasiatidi comprende i seguenti generi e specie:

Note

  1. 1 2 (EN) Bailly, N. (2015), Dasyatidae, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 12 gennaio 2016.
  2. 1 2 (EN) Dasyatidae, su Animal Diversity Web. URL consultato il 13 gennaio 2016.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Sebastiano Guido, Creature pericolose dei mari e degli oceani. Guida al riconoscimento e al primo soccorso, Magenes, 2013, ISBN 9788866490265.
  4. 1 2 3 4 (EN) Dasyatidae, su FishBase.
  5. ↑ (EN) Fabrizio Serena, Field Identification Guide to the Sharks and Rays of the Mediterranean and Black Sea[collegamento interrotto] (PDF), FAO Species Identification Guide for Fisheries Purposes, Roma, Food and Agriculture Organization (FAO), 2005.
  6. ↑ Kevin Deacon et al., Gli squali e le razze, collana I libri della Natura, DeAgostini.
  7. ↑ Sofia Perrucci e Lilia Gigliarelli, Tossicologia 2. Metalli pesanti, Solventi, Tossine animali. Approfondimenti., Youcanprint, 2019, ISBN 9788831643733.
  8. ↑ (EN) Barss P., Wound necrosis caused by the venom of stingrays. Pathological findings and surgical management, in Med J Austral, vol. 141, n. 12-13, 1984, pp. 854-855.
  9. ↑ (EN) Barber G.R., Swygert J.S., Necrotizing Fasciitis Due to Photobacterium damsela in a Man Lashed by a Stingray, in N Engl J Med, vol. 342, 2000, p. 824.
  10. ↑ (EN) Crocodile hunter, Steve Irwin, killed by stingray, su msnbc.msn.com, Associated Press.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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