Urbinella palmeri

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Urbinella palmeri
Immagine di Urbinella palmeri mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùTageteae
SottotribùPectidinae
GenereUrbinella
Greenm., 1903
SpecieU. palmeri
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùTageteae
SottotribùPectidinae
GenereUrbinella
SpecieU. palmeri
Nomenclatura binomiale
Urbinella palmeri
Greenm., 1903

Urbinella palmeri Greenm., 1903 è una specie di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Tageteae e sottotribù Pectidinae. È l'unica specie del genere Urbinella Greenm., 1903.

Etimologia

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Jesse More Greenman (1867-1951) nella pubblicazione "Proceedings of the American Academy of Arts and Sciences. Boston, MA" (Proc. Amer. Acad. Arts 39: 117) del 1903. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Portamento. La specie di questa voce ha un habitus erbaceo annuale e delicato.

Fusto. La parte aerea è eretta, semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte sia in modo alterno (sopra) che opposto (sotto). La lamina è intera filiforme. La superficie può essere ricoperta da ghiandole pustolose o pellucide (ghiandole ricoperte da una membrana trasparente).

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da alcuni capolini terminali o raccolti in aperte pannocchie. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino peduncolato di tipo radiato. I capolini sono formati da un involucro, con forme campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, subuguali, sono disposte in modo più o meno embricato su una serie. Il ricettacolo, con forme da convesse a coniche, è usualmente privo di pagliette ("epaleato").

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

*/x K ∞, [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma affusolata. La superficie è nera o marrone, da sparsamente a densamente ricoperta di peli. Il carpoforo è ben sviluppato. Il pappo è formato da poche obovate scaglie. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Messico settentrionale.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere di questa voce fa parte della sottotribù Pectidinae, raggruppamento che la classificazione tradizionale colloca all'interno della tribù Heliantheae e che recenti studi filogenetici attribuiscono alle Tageteae. La sottotribù Pectidinae è caratterizzata da foglie e brattee ricoperte da ghiandole pustolose o pellucide e aromatiche e da ricettacoli privi di pagliette, talvolta con minute scaglie o setole.

Urbinella palmeri, da un punto di vista filogenetico, risulta strettamente imparentata con i generi Bajacalia e Leucactinia, insieme formando un clade ben supportato. Urbinella ha alcune caratteristiche morfologiche molto particolari come il pappo formato da squame (anziché setole come in Leucactinia), o la corolla di tipo discoide a forma di imbuto oppure i rami dello stilo corti. Queste differenze morfologiche giustificano, per ora, il mantenimento di Urbinella come genere separato. Urbinella è endemico del Messico centro-settentrionale, come Leucactinia, il che supporta la loro vicinanza filogenetica e biogeografica.

I caratteri distintivi della specie sono:

  • gli stigmi sono corti, anche le appendici sono corte con forma da acuta a deltata;
  • il pappo è composto da 5 - 6 squame obovate molto più corte del tubo della corolla dei fiori del disco.

Il numero cromosomico della specie Urbinella palmeri è: 2n = 16.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

  • Dyssodia palmeri J.F.Macbr.

Note

  1. ↑ (EN) Urbinella palmeri Greenm, su The International Compositae Alliance (TICA), 1903. URL consultato il 26 settembre 2026 (archiviato il 26 settembre 2026).
  2. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  3. 1 2 3 (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 20 ottobre 2025.
  4. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 20 ottobre 2025.
  5. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  6. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  7. 1 2 Judd 2007, pag. 517.
  8. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 701.
  9. 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 430.
  10. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ (EN) Pandey A.K. & Dhakal M.R, Phytomelanin in Compositae (PDF), in Current Science 2001; 80(8): 933-940.
  12. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  13. ↑ Robinson 1981.
  14. ↑ Loockerman et al. 2003.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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