Gli udug (𒌜), in seguito conosciuti in accadico come utukku, erano un'ambigua classe di demoni ombra dell'antica mitologia sumera che potevano essere sia buoni che malefici. Essi erano distinti dagli dei (dingir) di terra, aria, fuoco, acqua e oltretomba ed avevano origine negli inferi, infatti i demoni erano considerati come "figli del Kur" (l'oltretomba) o "prole di arali".
Venivano collegati anche alle possessioni e agli esorcismi, come indicato dai testi di esorcismo sumero di Udug-Hul.
Nella mitologia accadica, erano detti utukki (anche se avevano un'origine diversa dalla versione sumera) ed erano sette demoni malvagi facenti parte della categoria degli spiriti dei morti.
Erano al servizio dell'oltretomba e venivano considerati talmente pericolosi che potevano ferire o addirittura uccidere solamente con lo sguardo. Risiedevano nei deserti, sui monti, in mare oppure nei pressi dei cimiteri.
Erano tutti nemici del dio delle acque Ea, governavano le tempeste, diffondendo devastazioni in qualunque luogo. Avevano la caratteristica di risultare inarrestabili, dato che passavano attraverso e sotto i muri.
Nessuna rappresentazione visiva dell'udug è stata ancora identificata, ma le sue descrizioni gli danno caratteristiche spesso attribuite ad altri antichi demoni mesopotamici: un'ombra scura, assenza di luce che lo circonda, capacità di possessione, veleno e una voce assordante. Gli antichi testi mesopotamici sopravvissuti che danno istruzioni per esorcizzare il malvagio udug sono conosciuti come i testi di Udug Hul. Malgrado la maggior parte degli udug fossero del tutto negativi, 1 di loro (Pazuzu) era disposto a scontrarsi sia con i suoi simili, sia con gli dei, anche se viene descritto come una presenza ostile all'uomo.
Le descrizioni degli udug sono assai poche, tuttavia in incantesimo bilingue scritto sia su sumero che in accadico, il dio Asalluḫi descrive il "malvagio udug" a suo padre, il dingir delle acque Enki:
O mio padre, il malvagio Udug [Udug Hul], il suo aspetto è maligno e la sua statura torreggia,
Sebbene non sia un dio (dingir) il suo clamore è grande e la sua potenza immensa,
È buio, la sua ombra è nera e non c'è luce nel suo corpo,
Si nasconde sempre, si rifugia, [non] non è orgoglioso,
I suoi artigli gocciolano con bile, lascia il veleno sulla sua scia,
La sua cintura non viene rilasciata, le sue braccia racchiudono,
Riempie l'obiettivo della sua rabbia di lacrime, in tutte le terre, [il suo] grido di battaglia non può essere trattenuto.
Questa descrizione evita di precisare quale sia l'aspetto dell'udug, ma si concentra sulle sue capacità sovrannaturali. A capo degli udug c'era Hanbi, il cui nome potrebbe essere la base del termine Helel, ossia la parola ebraica generalmente equiparata a Lucifero nel pensiero cristiano. Tuttavia, la caratteristica di Hanbi di essere un'ombra nata negli inferi, diversa dagli dei sumeri (dingir) degli inferi, lo renderebbe più simile al concetto di shedim e se'irim ebraici o agli shaitan islamici.
La parola udug è generalmente ambigua ed è talvolta usata per riferirsi ai demoni nel loro insieme, piuttosto che a un tipo specifico di demone, tuttavia nella mitologia mesopotamica le ombre erano divise in varie gerarchie:
Nella mitologia ebraica, oltre agli angeli caduti sono presenti alcuni tipi di demoni più rari, ossia gli shedim e i se'irim, descritti come i più bassi di tutti gli esseri creati e aventi diverse caratteristiche in comune con gli udug. Esattamente come le ombre mesopotamiche, gli shedim potevano rendersi invisibili, portavano malattie e spesso vivevano in prossimità dei cimiteri.
Utukku compare nel videogioco Final Fantasy XI. Appare anche come jinn nella tetralogia di Bartimeus di Jonathan Stroud.