| Vanni Teodorani | |
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Vanni Teodorani, all'anagrafe Giovanni Pozzo Teodorani Fabbri (Torino, 1916 – Roma, 19 agosto 1964), è stato un giornalista e politico italiano, ricordato soprattutto per l'attività politica all'interno della Repubblica Sociale Italiana e per l'attività giornalistica del secondo dopoguerra, come direttore del settimanale "Asso di bastoni".
Erede di una famiglia insignita del titolo nobiliare di conte, figlio di Pio Teodorani Fabbri, già segretario della Federazione dei Fasci di combattimento della provincia di Forlì nei primi anni trenta.
Nel 1938 sposò Rosa Mussolini, figlia di Arnaldo Mussolini, fratello del duce, diventando in questo modo parente acquisito di Benito Mussolini. Nello stesso anno cominciò a lavorare come inviato del Popolo d'Italia. L'anno seguente divenne (all'Asmara) direttore del "Corriere Eritreo".
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 ricoprì diversi incarichi all'interno della Repubblica Sociale Italiana, tra cui quello di capo della segreteria militare del duce.
Il 27 aprile 1945, mentre cercava di congiungersi alla colonna di autocarri in cui era nascosto Mussolini, fu catturato nei pressi di Dongo assieme ad altri gerarchi. Sfuggito fortunosamente alla fucilazione, rimase latitante per diverso tempo, per essere successivamente arrestato e quindi liberato in seguito ad amnistia.
In un diario, pubblicato postumo nel 2014 a cura dei figli, Teodorani avvalora l'ipotesi (formulata in seguito anche da Luciano Garibaldi) secondo la quale Mussolini non sarebbe stato ucciso da Walter Audisio e Aldo Lampredi, bensì da un altro commando che eseguiva ordini impartiti dai comandi inglesi. Secondo Teodorani sarebbero stati questi ultimi, e non il CLN, a ordinare la fucilazione del duce.
Nel dopoguerra divenne collaboratore, e dal 1954 direttore, del settimanale politico e satirico Asso di bastoni. Esponente del Movimento Sociale Italiano, fu consigliere comunale di Roma dal 1956 fino alla morte.
Dal 31 ottobre 1954 fino alla sua chiusura nel 1960 fu direttore del "Giornale della rivoluzione nazionale italiana" Asso di bastoni, fondato nel 1948 da Pietro Caporilli. Alla guida del giornale, il 15 gennaio 1957 fu condannato del Tribunale di Roma a 8 mesi di reclusione (pena poi confermata dalla Corte d'appello il 3 marzo 1959) per i contenuti dell'articolo L’elefante Usa e la pulce ebrea. Nel Medio Oriente Ike e cha cha cha.
L'Asso di bastoni, sottotitolato "Giornale della rivoluzione nazionale italiana", rappresentò per alcuni anni l'unica risposta politico-giornalistica di destra al pensiero dominante della stampa filoamericana post bellica.