| SARS-CoV-2 lignaggio B.1.617.2 | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Riboviria |
| Regno | Orthornavirae |
| Phylum | Pisuviricota |
| Classe | Pisoniviricetes |
| Ordine | Nidovirales |
| Sottordine | Cornidovirineae |
| Famiglia | Coronaviridae |
| Sottofamiglia | Orthocoronavirinae |
| Genere | Betacoronavirus |
| Sottogenere | Sarbecovirus |
| Specie | Betacoronavirus pandemicum |
| Lignaggio | B.1.617.2 |
| Sinonimi | |
|
SARS-CoV-2 variante Delta | |

10 000+ sequenze confermate
5 000–9 999 sequenze confermate
1 000–4 999 sequenze confermate
100–999 sequenze confermate
10–99 sequenze confermate
1–9 sequenze confermate
nessun dato
La variante SARS-CoV-2 Delta, indicata anche come B.1.617.2 secondo la nomenclatura PANGO, è un lignaggio del beta coronavirus SARS-CoV-2 comprendente tutte le sottovarianti AY.* , che secondo la nomenclatura PANGO sono anche indicate come B.1.617.2.* Secondo il sistema di classificazione filogenetica Nextstrain le varianti Delta rientrano neI clado 20A, da cui discendono i cladi 20I e 20J. La prima occorrenza è stata rilevata nell'ottobre 2020 in India nello Stato del Maharashtra. È stata classificata dall'Organizzazione mondiale della sanità a metà maggio 2021(OMS) come "variante di preoccupazione" (Variant of Concern, in sigla VOC).
In India, la variante Delta ad aprile e maggio 2021 ha causato una seconda ondata di COVID-19 più di tre volte superiore a quella dell'autunno 2020. A luglio 2021, Delta è stata la variante in più forte crescita in tutto il mondo comportando in molti paesi una nuova ondata di contagi, alimentata da una maggiore mescolanza e mobilità sociale e dall'uso incoerente di comprovate misure sanitarie e sociali. Da settembre a metà novembre 2021 la variante Delta era la variante dominate in praticamente tutto il mondo. In Italia dal 26 luglio al 13 dicembre 2021 ha rappresentato oltre il 90% di sequenziamenti.
Le persone infette dalla variante delta infettano in media più del doppio delle persone rispetto a quelle infette dal tipo originario di SARS-CoV-2. Secondo una pubblicazione su The Lancet a metà luglio 2021, il numero di riproduzione di base della variante Delta è quasi 7. Il tempo che intercorre tra l'infezione e il rilevamento del virus si riduce in media da sei a quattro giorni. Uno studio dalla Cina, che ha esaminato l'intervallo di tempo dall'esposizione di una popolazione in quarantena al primo risultato positivo della reazione a catena della polimerasi (più precisamente: RT-PCR) durante un focolaio della variante Delta, ha scoperto che la carica virale con un'infezione Delta era circa 1 200 volte superiore rispetto alle precedenti varianti VOC di SARS-CoV-2.
Il rischio per un decorso grave della malattia di COVID-19 in un ospedale con un'infezione con la variante Delta è circa il doppio di quelli dell'infezione con la versione Alfa.

Le vaccinazioni prevengono le infezioni con la variante Delta in almeno circa la metà dei casi. Il rischio di ammalarsi gravemente o di morire è in media più di dieci volte superiore per le persone non vaccinate rispetto a quelle che sono state vaccinate, anche se l'effetto protettivo delle vaccinazioni diminuisce nel tempo.
| Mutazioni (sostituzioni, delezioni) della variante Delta | |
|---|---|
| Gene | Amminoacido |
| ORF1a | A1306S |
| P2287S | |
| V2930L | |
| T3255I | |
| T3646A | |
| ORF1b | P314L |
| G662S | |
| P1000L | |
| A1918V | |
| Proteina S (Spike) | T19R |
| G142D | |
| E156G | |
| del157/158 | |
| L452R | |
| T478K | |
| D614G | |
| P681R | |
| D950N | |
| ORF3a | S26L |
| Proteina M (membrana) | I82T |
| ORF7a | V82A |
| T120I | |
| ORF7b | T40I |
| ORF8 | S84L |
| del119/120 | |
| Proteina N (nucleocapside) | D63G |
| R203M | |
| G215C | |
| D377T | |
| Legenda:
Sostituzioni, es: A63T l’alanina63 viene sostituita dalla treonina Delezioni, es: del31/33 la sequenza salta gli amminoacidi dalla posizione 31 alla 33 Sfondo giallo: adiacenti o all'interno del dominio di clavaggio della furina Sfondo rosa le mutazioni nel dominio di legame del recettore | |
Il lignaggio B.1.617 ha tre discendenze secondo la nomenclatura PANGO:
Alla fine di maggio 2021 dopo aver introdotto una nuova politica di utilizzo delle lettere greche per le varianti di preoccupazione e le varianti di interesse (VOI), l'OMS ha assegnato l'etichetta Delta al lignaggio B.1.617.2 e Kappa al lignaggio B.1.617.1.
Visto che: più alta è la diffusione, più alta è la probabilità di mutazioni; del lignaggio B.1.617.2 sono state identificate numerose sottovarianti, classificate come AY.* , con l'asterisco al posto del numero che rappresenta l'ordine di discendenza con cui sono state scoperte. Nella nomenclatura Pango la variante AY.4.2, discendenza della sottovariante AY.4, diventa B.1.617.2.4.2.
Alla fine del 2021 sono state identificate più di 200 sottovarianti AY*.
Le mutazioni nel peplomero (proteina S) rispetto alla sequenza di riferimento che caratterizzano il lignaggio B.1.617 presenti nella variante Delta sono:
a queste nel lignaggio B.1.617.2 si aggiungono le sostituzioni T19R, G142D, D950N
La mutazione E484Q, cioè la sostituzione in posizione 484 di glutammina al posto di acido glutammico, conferisce al lignaggio B.1.617 un potenziale di legame più forte al recettore ACE2 umano, nonché una migliore capacità di eludere il sistema immunitario dell'ospite rispetto ad altre varianti. Questa mutazione non è presente nel genoma B.1.617.2 della variante Delta ma altre sostituzioni dell'acido glutammico in posizione 484 sono presenti nelle varianti Beta, Gamma, Omicron. Nella variante Delta la mutazione T478K, in combinazione con l'assenza di E484Q, è direttamente correlata alla trasmissibilità. La sostituzione T478K si verifica nella variante Delta e Omicron ed è nella stessa area degli epitopi della proteina S dove agiscono le sostituzioni dell'acido glutammico in posizione 484 di altre varianti.
Delle oltre 200 sottovarianti AY.* della Delta B.1.617.2 non è stato possibile determinare un diverso effetto biologico.
La denominazione "Delta plus" attribuita inizialmente alla variante AY.1 in molte pubblicazioni è stata utilizzata anche per altre sottovarianti AY.*.
Sono state rilevate varie mutazioni nella proteina S tra cui: V70F, G142D, Y145H, A222V, W258L, K417N, T572I, Q613H, A701S, T791I, A1078S, V1104L, D1153Y, V1264L e A222V. Di queste, solo la mutazione K417N, che potrebbe sfuggire il legame dell'anticorpo e diminuire il legame al recettore ACE2, è nota come presente nelle altre varianti rilevanti (VOC e VOI): Beta, Gamma, Omicron.
Il riconoscimento delle sottovarianti è stato utilizzato principalmente per il monitoraggio regionale della diffusione del virus. Alcune varianti Delta plus hanno avuto una diffusione circoscritta entro i confini di alcune nazioni caratterizzando la diffusione regionale del virus.