| Vasileiada frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Periferia | Macedonia Occidentale |
| Unità periferica | Kastoria |
| Comune | Kastoria |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°33′55″N 21°25′45″E |
| Abitanti | 375 (2021) |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+2 |
| Cartografia | |
Vasileiada (in greco: Βασιλειάδα; in bulgaro Загоричани?, in macedone Загоричани?) è un villaggio e una comunità dell'unità periferica di Kastoria. Il censimento del 2021 ha registrato 375 abitanti nel villaggio.
Vasileiada si trova alle pendici meridionali del monte Varbtsa, a 24 km a nord-est di Kastoria.
Le prime testimonianze scritte che lo riguardano risalgono al periodo medievale e compaiono nei registri fiscali ottomani del XV secolo, nello specifico nel dettagliato registro n. 237 relativo al vilayet di Kostur, datato 1445. Tale documento riporta che il villaggio di Zagoričani era abitato da 15 famiglie cristiane, un uomo celibe e due vedove. Gli abitanti erano dediti principalmente all'agricoltura e all'allevamento. Era attiva nel territorio anche una rete commerciale locale che univa Kastoria ai villaggi circostanti.
Nel corso del XIX secolo, Zagoričani era un villaggio eterogeneo, abitato sia da popolazioni di lingua slava sia da grecofoni. Sebbene la carenza di fonti oggettive renda impossibile associare con precisione ciascun gruppo linguistico allo schieramento patriarchista o alla Chiesa bulgara autonoma, è documentato che la maggioranza degli abitanti del villaggio aveva aderito all'Esarcato bulgaro. L'elemento slavo-macedone, in particolare, non rivendicava con forza un'identità nazionale distinta, non potendo facilmente allinearsi ad alcun gruppo nazionale specifico che, a quel tempo, avesse già costituito il proprio Stato-nazione nella penisola balcanica.
Nel 1869 fu aperta a Zagoričani la prima scuola bulgara. Nel 1886 nel villaggio erano attive due scuole greche e una scuola bulgara.
Sul finire del XIX secolo, con la crescita del nazionalismi nelle province europee dell'Impero ottomano, anche nell'area di Zagoričani esplosero le tensioni interetniche per il controllo della Macedonia.
Nell'agosto del 1902, un distaccamento di milizia filo-bulgari guidato dal colonnello Anastas Jankov, originario di Zagoričani, giunse nel villaggio. L'ufficiale tentò di fomentare un'insurrezione nella regione di Kastoria, ma incontrò la resistenza della dirigenza locale della VMRO. Solo gli abitanti di Zagoričani risposero al suo appello in numero significativo; così, nella notte tra il 7 e l'8 settembre, Jankov, proclamò l'insurrezione. Dopo alcuni attacchi contro due proprietari terrieri locali, gli accompagnati insorti, forti di circa 100 uomini, si ritirarono sul Varbitsa. Gli scontri con gli ottomani proseguirono nei giorni successivi, tuttavia la rivolta fallì.
Una parte degli abitanti di Zagoričani prese poi parte alla rivolta di Ilinden nell'estate 1903. Per sfuggire alle rappresaglie dei turchi gran parte della popolazione si rifugiò nel monastero di Oliška. Il giorno seguente, 15 agosto 1903, un'unità militare ottomana, fiancheggiata da un'unità di basci-buzuk, incendiò il villaggio e uccise 55 persone; le testimonianze menzionano anche stupri ai danni delle donne. Tali notizie trovarono spazio anche sulla stampa estera. Secondo un memorandum inviato il 30 agosto successivo a tutti i consolati stranieri a Monastir dai leader della rivolta di Ilinden nella regione di Kastoria, nel villaggio furono bruciate 680 case e vennero uccise circa 150 persone, tra donne, bambini e anziani. Un gran numero di abitanti del villaggio riuscì a salvarsi rifugiandosi a Kleisoura.
Dopo il massacro seguito alla rivolta di Ilinden la fazione filo-bulgara del villaggio divenne predominante. Secondo il segretario dell'Esarcato, Dimitar Mišev (La Macédoine et sa Population Chrétienne), nel 1905 il villaggio ospitava 3.672 bulgari esarchisti, 450 patriarchisti e 48 valacchi. Sempre dal rilevamento di Mišev risulta che nel 1905 vi erano attive due scuole bulgare e una scuola greca.
Questo forte radicamento delle milizie filo-bulgare e della causa nazionalista bulgara tra gli abitanti rese il villaggio un obbiettivo del movimento filo-ellenico nella regione, guidato da Germanos Karavangelis, metropolita di Kastoria. Il 25 marzo (7 aprile, secondo il nuovo calendario) del 1905, un contingente guerriglieri greci, forte di circa 300 uomini al comando di Georgios Tsontos, attaccò il villaggio. I miliziani compirono un massacro efferato, uccidendo circa 60 persone e dando nuovamente alle fiamme l'intero abitato. A seguito di tale strage, ebbe inizio un graduale declino di Zagoričani, accompagnato da un esodo di massa dei suoi abitanti verso la Bulgaria e il continente americano; una tendenza che si intensificò dopo che il villaggio passò sotto il controllo greco nel 1912, in seguito alle guerra balcaniche. Le statistiche greche del 1905 indicano Zagoričani come un villaggio con 2.500 abitanti bulgari e 500 greci.
Allo scoppio della prima guerra balcanica nel 1912, 42 persone originarie di Zagoričani prestarono servizio come volontari nel Corpo dei volontari macedoni-adrianopolitani. Durante la prima guerra balcanica, unità greche entrarono nel villaggio e, in seguito alla seconda guerra balcanica del 1913, fu definitvamente annesso alla Grecia. Il primo censimento greco del 1913 registrò 2.320 persone, mentre quello del 1920 rilevò 376 famiglie, per un totale di 1.246 individui . Tale calo fu la conseguenza della crescente emigrazione verso la Bulgaria e l'America. Tra il 1914 e il 1919, 92 residenti di Zagoričani emigrarono ufficialmente in Bulgaria, seguiti da altri 98 nel primo dopoguerra. Fu scatenata da parte dei greci una campagna di repressione contro principali esponenti locali della fazione filo-bulgara; nel 1913, l'esercito greco uccise diversi insegnanti e sacerdoti bulgari.
Nell'agosto del 1916, durante la prima guerra mondiale, le truppe bulgare occuparono il villaggio.
In seguito alla guerra greco-turca e al trattato di Losanna, 33 famiglie di profughi greci del Ponto – per un totale di 112 persone – furono insediate nel villaggio. Il censimento del 1928 registrò 735 abitanti, tra cui 25 famiglie (72 individui) di profughi greci. Nello stesso anno, il villaggio fu rinominato Vasilias, in onore del metropolita di Smirne, Vasilios, originario di Zagoričani.
In seguito alla vittoria e all'occupazione della Grecia per mano delle forze dell'Asse nell'aprile 1941, nel villaggio fu riorganizzata un'associazione filo-bulgara. Gli abitanti di Vasileiada aderirono attivamente all'organizzazione paramilitare bulgara Ohrana e all'interno del villaggio venne costituita un'unità di tale organizzazione. Nel maggio 1943, la milizia del villaggio respinse un attacco da parte di organizzazioni partigiane greche.
Nel 1945 il ministro degli Esteri greco Ioannis Politis dispose la raccolta di dati demografici per la prefettura di Kastoria. Vasileiada fu censito come un villaggio con un totale di 1.136 abitanti, 910 dei quali di lingua slava e dotati di una coscienza nazionale bulgara.