Venere privata

Venere privata
AutoreGiorgio Scerbanenco
1ª ed. originale1966
Genereromanzo
Sottogenerepoliziesco
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneMilano, 1965
SerieLe indagini di Duca Lamberti
Seguito daTraditori di tutti

Venere privata è un romanzo poliziesco di Giorgio Scerbanenco pubblicato nel 1966, il primo libro della serie incentrata sulla figura dell'investigatore Duca Lamberti.

Dall'opera nel 1970 fu tratto il film Il caso "Venere privata" (Cran d'arrêt) per la regia di Yves Boisset.

Trama

Durante una passeggiata mattutina a Metanopoli un anziano trova una scarpa con dentro il piede del cadavere di una giovane donna, che viene presto identificata come Alberta Radelli.

Circa un anno dopo Duca Lamberti, un ex medico radiato dall'Ordine perché colpevole di eutanasia su una paziente in stato terminale e per questo condannato a tre anni di carcere, viene contattato da un suo amico, il commissario Càrrua: questi gli chiede aiuto per disintossicare il figlio di Pietro Auseri, ricco imprenditore industriale, dalla dipendenza dall'alcol. A Duca viene dunque affidato Davide Auseri, robusto ragazzo dall'animo sensibile la cui vita è stata completamente rovinata dall'alcolismo: se anche Duca dovesse fallire, il padre lo farà interdire. Poco dopo esser stato lasciato nelle mani di Duca, Davide cerca di suicidarsi tagliandosi un polso con una forbicina per unghie. Dopo averlo salvato e medicato, Duca riesce a farsi dire da Davide il motivo del suo bere: si ritiene moralmente colpevole della morte di Alberta Radelli.

Davide racconta a Duca che una mattina aveva dato un passaggio alla ragazza e, dopo averlo convinto ad avere dei rapporti sessuali, lei gli aveva chiesto di portarla via per almeno tre mesi, altrimenti si sarebbe uccisa. Davide, sconcertato dall'insolita richiesta, l'aveva scacciata. Il giorno dopo aveva scoperto che la ragazza era stata trovata morta, e sentendosi colpevole per non averle dato ascolto, si era dato all'alcool. Il ragazzo gli consegna inoltre un piccolo oggetto caduto dalla borsa di Alberta: un caricatore per una pellicola di una minuscola macchina fotografica. Duca comprende che per guarire Davide deve liberarlo dal suo tormento, così, notando delle stranezze in tutta la faccenda decide di portare il caricatore da Càrrua. I tecnici della polizia scientifica sviluppano le foto: sono nudi di Alberta Radelli e di un'altra ragazza. Si scopre inoltre che Davide aveva dato ad Alberta cinquantamila lire, ma nella sua borsetta ne sono state trovate solo poco più di diecimila. Càrrua decide di riaprire le indagini sulla morte di Alberta e Duca, chiede di partecipare come perito esterno insieme all'appuntato Mascaranti.

Mascaranti e Duca interrogano la sorella di Alberta, la quale le fa i nomi di due grandi amiche della defunta, Livia Ussaro e una certa Maurilia. Duca riesce a mettersi in contatto con Livia che gli racconta di come lei si sia prostituita per un breve periodo come esperimento sociale, mentre Alberta e Maurilia si prostituissero per racimolare qualche soldo. Le due avevano incontrato un tizio disposto a pagarle per delle fotografie di nudo integrale: Alberta sembrava disposta a accettare e per questo Livia indignata aveva rotto i rapporti senza più saper nulla di lei fino alla morte. Successivamente Duca e Mascaranti scoprono che Maurilia è stata trovata morta a Roma nel medesimo periodo di Alberta; quelle che sembravano un suicidio e una disgrazia sembrano sempre di più due omicidi connessi tra loro. Càrrua, Mascaranti e Duca ipotizzano che dietro a questi due omicidi ci sia un'organizzazione a delinquere: Duca propone di organizzare una trappola con una ragazza che faccia da esca, ruolo che propone a Livia Ussaro.

La ragazza accetta e si fa passare per una prostituta indipendente. Dopo molti giorni di inutili tentativi, un uomo anziano le propone di fare delle foto di nudo. Livia accetta e riesce a far sapere a Duca dove e quando si incontrerà con il fotografo della banda. Livia si presenta all'appuntamento, mentre Duca e Davide si appostano nei pressi del palazzo dello studio del fotografo. Mentre Livia è nuda ed è pronta a farsi fotografare succede un imprevisto: irrompe un altro membro della banda che afferma di aver seguito Livia per tutto il tragitto; nonostante Duca e Davide siano stati abili nel non farsi scoprire, l'uomo sospetta che Livia non sia chi dice di essere. Di fronte al rifiuto da parte della ragazza di confessare, inizia a seviziarla crudelmente incidendole il volto con un coltello.

Duca e Davide vedono uscire i due malviventi e li affrontano facendoli confessare e poi arrestare. Risalgono anche all'uomo che contattava le ragazze costringendolo a far i nomi di tutti i membri dell'organizzazione criminale che commercia in prostitute e foto pornografiche a livello internazionale. Davide, grazie alle cure di Duca e per aver partecipato attivamente alla risoluzione del caso, guarisce dall'alcolismo. Duca si reca infine in ospedale per trovare Livia, orrendamente sfigurata dai due uomini, e per sostenerla le tiene la mano continuando a parlarle prima del caso e poi della storia della sua condanna per aver praticato l’eutanasia.

Personaggi

Edizioni

Note

  1. ↑ Il caso "Venere privata", su Il Davinotti. URL consultato il 22 settembre 2015.
  2. ↑ Andrea Tognasca, Venere privata di Giorgio Scerbanenco[collegamento interrotto], su Lo scaffale segreto, 3 ottobre 2011. URL consultato il 22 settembre 2015.

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