| Verrecchie frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Cappadocia |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°02′07.33″N 13°14′52.69″E |
| Altitudine | 1 042 m s.l.m. |
| Abitanti | 138 (2011) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 67060 |
| Prefisso | 0863 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Targa | AQ |
| Patrono | sant'Egidio abate |
| Cartografia | |
Verrecchie è una frazione del comune italiano di Cappadocia (AQ), in Abruzzo.
La località, prossima alla valle di Nerfa, è situata a 1 042 m s.l.m. alle pendici del versante orientale del monte Padiglione, incluso nella catena montuosa dei Simbruini.
Tra il territorio di Petrella Liri e quello di Verrecchie si trova il complesso speleologico delle grotte di Beatrice Cenci.
Il paese dista circa 4,6 chilometri dal capoluogo comunale.
Sull'origine del toponimo Verrecchie non ci sono certezze. Tuttavia sono state avanzate alcune supposizioni:


Anticamente sulle alture del monte Padiglione posto al confine dei territori comunali di Cappadocia e Pereto, si trovavano gli ocres di Cacume (o "Carcume", anticamente Cacumen) e Morbano, mentre Verumpano era localizzato nei pressi della fonte Vetrina (o fonte Utrina). Dei villaggi sono ancora visibili le tracce delle antiche case, delle spalliere dei terreni, un tempo coltivati, e la mulattiera che conduceva alla fonte.
Sopra l'abitato sono visibili i resti della rocca di Monte a Corte, risalenti al 1239 e costruita per volere dell'imperatore Federico II. La rocca situata a 1100 m s.l.m. doveva essere soprattutto un luogo d'avvistamento. Verrecchie, come molti altri centri della Marsica, seguì le vicende della contea dei Marsi, di Albe e del ducato di Tagliacozzo. Fu un feudo dei De Ponte dal XII al XIII secolo, degli Orsini dal XIII al XV secolo e infine dei Colonna fino al 1806, anno dell'abolizione del feudalesimo.
Secondo un censimento del 1595 nel paese vivevano 85 famiglie, mentre il censimento del 31 dicembre 1871 faceva registrare una popolazione di 357 abitanti. Il terremoto della Marsica del 1915 causò notevoli danni al patrimonio architettonico del paese e un ristretto numero di vittime.

A metà agosto si svolge la festa patronale in onore di sant'Egidio con celebrazioni religiose e civili come il rito della Pantasima.