| Tagliacozzo comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Vincenzo Giovagnorio (Lista civica Prospettiva futura) dal 5-6-2016 (2º mandato dal 5-10-2021) |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°04′10″N 13°15′17″E |
| Altitudine | 741 m s.l.m. |
| Superficie | 87,4 km² |
| Abitanti | 6 396 (31-5-2026) |
| Densità | 73,18 ab./km² |
| Frazioni | Vedi elenco |
| Comuni confinanti | Capistrello, Cappadocia, Carsoli, Castellafiume, Magliano de' Marsi, Pereto, Sante Marie, Scurcola Marsicana |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 67069 |
| Prefisso | 0863 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 066099 |
| Cod. catastale | L025 |
| Targa | AQ |
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) |
| Cl. climatica | zona E, 2 613 GG |
| Nome abitanti | tagliacozzani |
| Patrono | sant'Antonio di Padova |
| Giorno festivo | 13 giugno e ultima domenica di agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Tagliacozzo (Tajacózzo nel dialetto locale) è un comune italiano di 6 396 abitanti della provincia dell'Aquila, in Abruzzo. Il comune della Marsica è stato elevato a rango di città con decreto del presidente della Repubblica del 18 agosto 2000.
Tagliacozzo è situata nella parte occidentale della Marsica, nell'area dei piani Palentini, non distante dai confini che separano l'Abruzzo dal Lazio, alle pendici del monte Civita a 740 m s.l.m.
Nel territorio comunale si trovano la località turistica di Marsia, posizionata tra le catene montuose dei Simbruini e dei Carseolani sul versante orientale del monte Midia (1737 m s.l.m.), e la località residenziale della Piccola Svizzera, lungo la strada provinciale dell'Alto Liri.
Il fiume Imele attraversa il territorio comunale dando il nome al parco geologico delle risorgenti.
Tagliacozzo è caratterizzata da clima montano mediterraneo, con inverni rigidi ed estati che possono attraversare periodi moderatamente caldi. Le medie delle temperature minime sono piuttosto basse, caratteristica comune a molte località abruzzesi dell'interno montano. La temperatura media annua è di 10,8 °C. Il mese più freddo è gennaio con una media di 2,5 °C e il più caldo è agosto con 19,6 °C. La temperatura più alta registrata a Tagliacozzo corrisponde a 40,0 °C mentre la più bassa a -27 nella località di Marsia.
La piovosità storica è di circa 970 mm annui distribuiti in 102 giorni con precipitazioni. La stagione più piovosa è l'autunno, seguita dall'inverno e dalla primavera quando sono frequenti e talvolta copiose le nevicate. L'estate non è però particolarmente asciutta, essendo segnata da quasi 130 mm di pioggia in 18 giorni piovosi. Sono presentati di seguito i valori climatici medi di riferimento ufficiali per Tagliacozzo pubblicati dall'Arssa.
| Tagliacozzo (1951-2000) | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 7,3 | 9,0 | 12,2 | 15,3 | 20,7 | 24,4 | 27,7 | 27,9 | 23,8 | 18,4 | 11,9 | 7,6 | 8,0 | 16,1 | 26,7 | 18,0 | 17,2 |
| T. min. media (°C) | −2,4 | −1,6 | 0,4 | 3,0 | 6,7 | 9,5 | 11,3 | 11,3 | 8,7 | 4,9 | 1,4 | −1,2 | −1,7 | 3,4 | 10,7 | 5,0 | 4,3 |
| Precipitazioni (mm) | 80 | 85 | 74 | 87 | 68 | 51 | 36 | 42 | 68 | 102 | 147 | 126 | 291 | 229 | 129 | 317 | 966 |
| Giorni di pioggia | 9 | 9 | 9 | 10 | 9 | 7 | 6 | 5 | 7 | 9 | 11 | 11 | 29 | 28 | 18 | 27 | 102 |
Diverse le ipotesi relative all'origine del nome. Quella più accreditata fa derivare il toponimo da due termini latini Talus e Cotium, ovvero "taglio nella roccia". Il centro, infatti, si è sviluppato alle pendici del monte Civita, cima separata dal monte La Difesa da una fenditura.
Un'ipotesi più recente lega il nome alla popolazione degli Equi Taliates, che probabilmente abitavano le aree a cavallo dell’alto corso dell’Imele e del Salto, e che sono citati nella cronaca di Diodoro Siculo sulla seconda guerra sannitica, in relazione all'avanzata dei romani nell'attuale Abruzzo.
Stando a una delle leggende il nome deriverebbe dall'espressione Taliae Otium attribuito al luogo dalla musa Talia che riposava sulle rive del fiume Imele.

La presenza umana nella preistoria è testimoniata da tracce di insediamenti in grotte, alcuni risalenti all'epoca neolitica e all'età del Bronzo. Nell'antichità il territorio fu abitato dagli Equi, al confine settentrionale dei Marsi, ed è possibile l’esistenza di un ocre (centro fortificato di altura) equo sul monte Civita.
Non sono state rinvenute strutture di epoca romana, ma solo alcune epigrafi. La via Valeria attraversava comunque l'area dell'attuale città, scendendo dal valico di Monte Bove verso l'alta valle dell'Imele e poi la forca dove oggi sorge la chiesa di Santa Maria del Soccorso.

Il territorio fu inglobato nella contea dei Marsi, enucleata dal ducato longobardo di Spoleto e attribuita, nel 926, a Berardo detto "il Francisco", capostipite della casata dei Berardi.
I primi documenti scritti si riferiscono al monastero di San Cosma, detto "in Civitella" e anche "in Alereto o Heliritu" (situato cioè in un bosco di alloro), risalenti all'epoca carolingia (IX-X secolo).
Il nucleo originario del centro abitato si sarebbe sviluppato nella parte alta del paese, oggi denominata Altolaterra, con il fulcro nel castello sul monte Civita, attorno alle antiche chiese di San Nicola, Santa Maria in Furca, Sant'Egidio e San Pietro, verso le pendici dei monti Arunzo e Civita.
Il nome Tallacoczo compare per la prima volta nel Catalogus baronum a metà del XII secolo, e nella denominazione completa castrum de Talliacozo in un documento di papa Alessandro III del 1172. Nel 1173 il feudo passò ai De Ponte.
Il 23 agosto 1268 il territorio dei piani Palentini fu teatro della battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo I d'Angiò. L'epilogo segnò il destino del Regno di Sicilia con la vittoria degli Angioini sugli Svevi, favorendo i guelfi rispetto ai ghibellini. La battaglia fu vinta con uno stratagemma ideato da Alardo di Valéry, che sgominò le truppe avversarie, ormai sicure della vittoria e senza più difese, giungendo alle loro spalle di nascosto. Dante Alighieri ricorda tale battaglia nel XXVIII canto dell'Inferno.
In tale occasione si consolidò nella contea marsicana il potere dei De Ponte che appoggiarono Carlo I d'Angiò. Con il matrimonio di una loro esponente con Napoleone Orsini, il possesso del feudo passò alla famiglia Orsini, che lo mantenne fino alla metà del Quattrocento. Tra i signori del feudo figurano Rinaldo e il cardinale Giacomo, che ne concretizzarono lo sviluppo socioeconomico.
Nel 1409 il Papa Alessandro V, quale premio per l'appoggio ottenuto in una contesa territoriale, staccò la contea di Tagliacozzo dal Regno di Napoli e lo aggregò allo Stato Pontificio, confermandone la titolarità a Giacomo Orsini. Intorno al 1410 gli Orsini ottennero di aprire a Tagliacozzo una delle prime zecche dell'Abruzzo nella quale si batté il bolognino. Sotto Don Ferrante, con il feudo nel possesso momentaneo dei Colonna, nella zecca forse fu coniato anche il cavallo con il simbolo della colonna. Agli Orsini di Roma, ramo che si estinse, subentrarono nel governo della contea gli Orsini di Bracciano che, in particolare con Roberto Orsini, determinarono il massimo splendore di Tagliacozzo favorendo la costruzione di palazzi nobiliari e la realizzazione di molte opere d'arte.

La famiglia Orsini, proprietaria di altri feudi e con un potere che andava dal Tirreno all'Adriatico, nel 1497 fu privata dal papa del feudo, assegnato invece alla famiglia Colonna ed elevato a ducato, tenendo poi il dominio feudale fino al 1806, anno dell'abolizione del feudalesimo con la conseguente perdita dei diritti feudali. Il primo duca fu Fabrizio I, al quale successero, tra gli altri, Ascanio I e Marcantonio II Colonna, coinvolti pienamente nelle contese dell'epoca.
Con tale nuovo dominio il centro del ducato si spostò gradualmente verso Avezzano, dove fu ampliato il castello trecentesco. Ebbe così inizio per la cittadina un lungo periodo di decadenza. A causa delle intolleranze patite nel Regno di Napoli nel XVI secolo una nutrita comunità di ebrei scelse di vivere nel paese vecchio, situato non distante dal confine con lo Stato della Chiesa. Nel 1515 tuttavia la comunità subì l'esilio dall'intero regno e dovette abbandonare la cittadina. Dall'epoca della loro presenza in Marsica gli ebrei acquisirono il cognome "Tagliacozzo". In questi periodi si ricordano tre personaggi di spicco: Giovanni Capoccio, uno dei 13 italiani vittoriosi nella disfida di Barletta del 1503; il matematico ed astronomo Andrea Argoli e la poetessa Petronilla Paolini Massimi. È incerta invece l'origine tagliacozzana di Gaspare Tagliacozzi, il primo chirurgo estetico italiano, morto a Bologna nel 1599.


Nel 1794 Tagliacozzo risultava il centro più popoloso della zona, con circa 12.000 persone. Dopo l'unità d'Italia, anche Tagliacozzo fu toccata dal fenomeno del brigantaggio postunitario. Nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1861, il generale catalano filoborbonico José Borjes venne catturato nel Casale Mastroddi nei pressi del vicino paese di Castelvecchio di Sante Marie dopo un conflitto a fuoco. Venne fucilato assieme ai suoi militari senza alcun processo l'8 dicembre in piazza dell'Obelisco.
Nel 1915 in seguito al terremoto della Marsica il vescovo Pio Marcello Bagnoli spostò momentaneamente la sede della diocesi dei Marsi nel palazzo Ducale di Tagliacozzo prima del trasferimento definitivo da Pescina ad Avezzano avvenuto formalmente nel 1924. Durante la seconda guerra mondiale la frazione di Roccacerro fu bombardata dagli alleati anglo-americani: le vittime furono dieci. In tutto il territorio si verificarono da parte dei nazisti gravi atti di violenza, in particolare nel maggio del 1944 in località Santa Maria d'Oriente furono torturati e uccisi i fratelli Mario e Bruno Durante ed Angelo e Giuseppe Molle; la città fu liberata il 10 giugno 1944 dalle truppe di occupazione naziste.
La frazione di Villa San Sebastiano, situata alle pendici del monte Arunzo (monti Simbruini), venne devastata dalla frana del 1955. Il nuovo paese fu edificato più in basso a circa un chilometro di distanza.
Tagliacozzo divenne, a cominciare dall'inizio del Novecento, un centro di villeggiatura invernale ed estivo e una meta turistica.
Lo stemma e il gonfalone di Tagliacozzo sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 22 settembre 1992.
Il gonfalone è un drappo di verde ai quattro pali di bianco, caricato dello stemma comunale, con lo scudo ovale timbrato da corona ducale e sormontato dall'iscrizione dorata taleacotivm / dvcatvs amplissimvs / capvt marsorvm.




Le mura medievali furono inglobate nel tessuto urbano a cominciare dal XVII secolo. Le cinque porte ancora esistenti sono porta dei Marsi (nota anche come "porta da' Piedi"), porta Valeria, porta Romana, porta di San Rocco e porta Corazza.

Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 493, pari al 7,68% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Il dialetto di Tagliacozzo si inserisce nel gruppo tagliacozzano del dialetto sabino, appartenente ai dialetti italiani mediani. Tratto qualificante di questo gruppo dialettale è la conservazione delle vocali finali atone.



Nel 1946 uscì il film Desiderio di Marcello Pagliero e Roberto Rossellini di cui alcune scene furono girate presso la chiesa di Santa Maria del Soccorso. Nel 1972 in piazza dell'Obelisco e nella parte alta del nucleo abitato, in una villa posta nei pressi di una rupe scoscesa, è stata girata la seconda parte del film I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino Nel 1979 la cittadina ha ospitato le riprese dello sceneggiato televisivo Così per gioco. Nel 2013 Tagliacozzo ha ospitato il set di Ti ricordi di me?, film di Rolando Ravello. Nel 2019 è diventato set cinematografico del cortometraggio La corsa di Ingrid diretto da Giovanni Pannozzo; lo stesso regista nel 2026 ha girato qui alcune scene del film Uno, nessuno, centomila in occasione del centenario della pubblicazione della prima edizione originale dell'omonimo romanzo di Luigi Pirandello.
Piatti tipici della cucina locale sono gli gnocchetti con i ceci; l'agnello, cacio e uova; la polenta con salsiccia e le spuntature servite in piatti di legno detti le "scifellette". Numerosi i prodotti di panificazione artigianale realizzati con la farina antica ricavata dal grano Solina.



Tagliacozzo è il fulcro del progetto nato con la denominazione "Le carni buone della Marsica" promosso nel 2009 dalla soppressa comunità montana Marsica 1 e portato avanti in tutta la provincia dal gruppo di azione locale Gran Sasso-Velino. Nella cittadina hanno sede alcune aziende che operano nel settore zootecnico e della produzione e vendita dei prodotti lattiero caseari.
Il settore del commercio e dell'artigianato si sviluppa soprattutto grazie ai numerosi negozi del centro storico e della villa comunale. Il mercato settimanale del giovedì che si svolge lungo le strade del centro e nei dintorni di piazza Duca degli Abruzzi richiama un alto numero di ambulanti, espositori ed acquirenti. Le iniziative culturali permettono al settore di trainare l'economia del luogo.
Tagliacozzo fa parte dell'associazione nazionale I borghi più belli d'Italia ed è un'importante meta turistica abruzzese, grazie alla bellezza del centro storico, della piazza dell'Obelisco, simbolo della cittadina, e ai luoghi incontaminati che la circondano, capaci di richiamare ogni anno i numerosi villeggianti. Il festival internazionale di Mezza Estate e le numerose iniziative culturali richiamano migliaia di turisti e amanti dell'arte.

Tagliacozzo è raggiungibile da Roma attraverso l'omonima uscita autostradale dell'A24 oppure attraverso la strada statale 5 Via Tiburtina Valeria attraversando l'area di Carsoli. Dall'Aquila, Pescara, Avezzano e Pratola Peligna attraverso la A25 oppure percorrendo la strada statale 5 Via Tiburtina Valeria. La strada statale 5 quater Via Tiburtina Valeria è la variante della statale 5 che collega il territorio comunale con la piana del Cavaliere.
La ferrovia Roma-Pescara attraversa il comune di Tagliacozzo servendolo con due stazioni, quella del capoluogo comunale e quella di Villa San Sebastiano situata nei pressi del nuovo nucleo abitato dell'omonima frazione.

In seguito al periodo costituzionale transitorio, con l'affermazione e il completamento della forma repubblicana costituzionale, la politica tagliacozzana è stata governata dalla Democrazia Cristiana, forza moderata al potere fino al 1994. Successivamente si sono alternate a palazzo di città coalizioni di centro-sinistra e centro-destra.
Sul sito del Ministero dell'interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Tagliacozzo dal 1985 ad oggi.

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Tagliacozzo 1923 che milita nei tornei dilettantistici abruzzesi. Disputa le partite casalinghe sul manto in erba sintetica dello stadio "Luca Poggi" che dal 2020 ha sostituito lo storico stadio "Leo Attili".
L'ippodromo dei Marsi, inaugurato nel 2003, si estende su una superficie di circa 25 ettari lungo la strada provinciale che conduce al paese di Gallo. Dati tecnici: 200 box per cavalli, settore tribune per 2500 posti a sedere, spalti, parterre per 5000 persone, cinque box per isolamento cavalli, venti locali per insellaggio, fondo in sabbia, fotofinish digitale. Lunghezza pista da gara: 1150 metri; larghezza: 25 metri. La struttura è dotata inoltre di servizi di ristorazione e agenzia ippica.
Nel 2025 la località turistica di Marsia è stata scelta come sede di arrivo della tappa Castel di Sangro-Tagliacozzo del Giro d'Italia.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 153779601 · LCCN (EN) n97082140 · J9U (EN, HE) 987007545176405171 |
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