| Via Aniello Falcone | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | Napoli |
| Quartiere | Vomero |
| Codice postale | 80127 |
| Informazioni generali | |
| Tipo | strada urbana |
| Lunghezza | 1,6 km |
| Intitolazione | Aniello Falcone |
| Costruzione | 1893 (tratto alto); completata nel 1926 |
| Collegamenti | |
| Inizio | via Alessandro Scarlatti e via Belvedere |
| Fine | largo Madre Teresa di Calcutta (via Torquato Tasso) |
| Intersezioni | via Luca Giordano, via Belvedere, via Kagoshima, via Ugo Ricci, via Torquato Tasso |
| Luoghi d'interesse | |
| Trasporti | |
| Mappa | |
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Via Aniello Falcone è un'importante strada del quartiere Vomero, a Napoli, nota per l'ampio affaccio panoramico sul golfo di Napoli e per la vivace vita notturna che la anima soprattutto nei mesi estivi.
La strada nasce all'incrocio fra via Alessandro Scarlatti e via Belvedere e termina al largo Madre Teresa di Calcutta, all'innesto con via Torquato Tasso, ai margini del quartiere Chiaia. Fu concepita fin dalla nascita del Vomero come nuovo quartiere cittadino per collegare l'asse di via Luca Giordano con via Tasso, facilitando così i collegamenti stradali della zona collinare con il resto della città.
Il tratto più alto della via, comprendente l'attuale piazzetta Aniello Falcone, fu realizzato nel 1893, mentre il completamento dell'arteria fino all'innesto su via Tasso, già aperta nel 1884, avvenne soltanto nel 1926. Come l'intero reticolo viario disegnato per il Vomero fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, la nuova strada doveva facilitare i collegamenti fra il quartiere collinare in via di formazione, sorto su terreni agricoli appartenuti in precedenza a poche grandi famiglie nobiliari, e il resto della città.

Nei primi decenni del XX secolo la strada si popolò di ville e villini unifamiliari, spesso in stile liberty, neorinascimentale o eclettico, costruiti per la nuova borghesia cittadina attratta dalla posizione elevata e dal panorama sul golfo. Fra queste sorsero, tra le altre, villa Presenzano, villa Leonetti e il Palazzo delle palme, oltre a numerose altre residenze minori tuttora esistenti lungo il percorso.
Nel tratto più alto della via, il costruttore Mario Ottieri, vicino all'amministrazione comunale guidata da Achille Lauro, realizzò fra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta una serie di otto edifici, alti fino a sedici piani, addossati l'uno all'altro lungo il ripido versante della collina fra via Aniello Falcone, via Kagoshima e via Ugo Ricci. L'insieme, divenuto noto come "muraglia cinese" del Vomero, è tuttora ricordato come uno dei simboli della speculazione edilizia che colpì Napoli nel secondo dopoguerra.
Poco distante dall'inizio della strada sorge inoltre villa Belvedere (villa Carafa di Belvedere), mentre al civico 171 si apre uno degli accessi storici al parco di Villa Floridiana.
La strada è uno dei punti di ritrovo più frequentati, tanto da trasformarsi in un vero e proprio spazio di aggregazione a cielo aperto.