| Via del Fuoco | |
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| Nomi precedenti | Malborghetto |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | |
| Circoscrizione | Centro storico |
| Quartiere | Quartiere 1 |
| Informazioni generali | |
| Tipo | strada pedonale (demolita) |
| Intitolazione | Frequenza di incendi e normative antincendio |
| Collegamenti | |
| Inizio | Via Calimala |
| Fine | Area dell’ex piazza di Sant’Andrea |
| Intersezioni | Collegamento interno al Mercato Vecchio |
| Luoghi d'interesse | Piazza della Repubblica (tracciato attuale), via de’ Lamberti |
Via del Fuoco era una strada del centro storico di Firenze, tra via Calimala (iniziando esattamente davanti al palazzo dell'Arte della Lana) e la piazza di Sant’Andrea, demolita durante gli interventi del "Risanamento".
La via collegava via Calimala con l’area dell’ormai scomparsa piazza di Sant’Andrea, nel cuore del Mercato Vecchio. Visto che l'area era soggetta a diversi incendi venne perlopiù demolita durante gli interventi del Risanamento della città tra il 1888 e il 1890. Ad oggi il suo tracciato corrisponde approssimativamente al margine sud-orientale di piazza della Repubblica, poco più a nord dell’attuale via de’ Lamberti.
Anticamente si chiamava "Malborghetto", e fu più volte la via fu danneggiata da gravi incendi con la vicina Calimala, essendo zona di mercato con numerose botteghe e cucine per vivande da vendere. Nel 1304 Neri degli Abati, priore di San Pier Scheraggio, appiccò fuoco per vendetta alle case dei suoi consorti tra Orsanmichele e Calimala: nel propagarsi delle fiamme andarono bruciate circa millenovecento tra case e botteghe. Un altro incendio il 26 febbraio 1601 fece gravi danni tra la piazza del Mercato Nuovo e la chiesa di Sant'Andrea, lasciando illeso solo un tabernacolo della Madonna all'angolo con via Malborghetto: da allora la strada venne detta anche via del Fuoco. I proprietari della casa su cui sorgeva il tabernacolo, i Del Rosso da Signa, arricchirono l'immagine votiva di una cornice con un'iscrizione:
DIE XXVI. FEBR. MDCI
YHS MARIA ANNO D. M. D. LXXXII
ENTRE IN TE VERGIN SANTA, ALZIAMO IL CIGLIO
E PRENDI IL PREGAR NOSTRO ET PER NOI PREGA
ETERNO IDIO TVO PADRE ISPOSO ET FIGLIO.
Secondo il Lastri esisteva poi un'iscrizione che ricordava l'incendio, dettata da Giovanni Battista Strozzi (il Bigazzi tuttavia non riusciva già più a leggerla, sia che fosse coperta dalla sporcizia della lastra a protezione dell'immagine sacra o sbiadita sul cartiglio in alto): «Arse, ruppe, spezzò l'orribile fuoco / fin qui volando; ma l'immagin pia / ogni poter troncogli in questo loco».
Della strada rimangono alcune fotografie prima delle demolizioni, specialmente dell'angolo con via Calimala dove si trovava il tabernacolo "del fuoco", e alcuni dipinti di Telemaco Signorini e Augusto Marrani.