Viaggio a Citera

Viaggio a Citera
Titolo originaleΤαξίδι στα Κύθηρα (Taxidi sta Kythira)
Lingua originalegreco
Paese di produzioneGrecia
Anno1984
Durata135 min
Rapporto1,33:1 - 35 mm
Generedrammatico
RegiaTheo Angelopoulos
SoggettoTheo Angelopoulos, Pierre Baudry
SceneggiaturaTheo Angelopoulos, Thanassis Valtinos, Tonino Guerra
ProduttoreTheo Angelopoulos
Produttore esecutivoGiorgos Samiotis, Paoulos Xenakis, Phiui Stavropoulou, Vera Likuressi
Casa di produzioneCentro Cinematografico Greco, ZDF, Channel 4, Rai, ERT
Distribuzione in italianoRai
FotografiaGiorgos Arvanitis, aiuti operatore Costas Papanastasatos, Vasilis Kapsuros, macchinista Grigoris Samiotis
MontaggioGiorgos Triandafillou, aiuto montatore Dimitris Vainoglou
Effetti specialiTruka Optical Studio
MusicheEleni Karaindrou
ScenografiaMikes Karapiperis, assistenti Nikos Papatakis, Nikos Triandaphilopoulos
CostumiGiorgos Ziakas
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Viaggio a Citera (Ταξίδι στα Κύθηρα, Taxidi sta Kythira) è un film del 1984 diretto da Theo Angelopoulos.

Trama

Alessandro sta cercando un attore anziano per il ruolo di protagonista nel film che intende dirigere. In un bar incontra un venditore ambulante e decide di affidargli la parte. Dopo aver combattuto nella resistenza greca ed aver passato trentadue anni di esilio nell'Ucraina sovietica dove si è fatto una nuova famiglia, l'anziano Spiros, comunista originario delle Isole Ionie, fa ritorno in Grecia, ormai liberata dalla dittatura dei colonnelli da quasi dieci anni.

In una grande città trova ad attenderli i due figli Alessandro e Voula, che lo portano da sua moglie Caterina. Riesce a farsi accompagnare in auto nel villaggio di Mesonisi, nel nord della Macedonia, dove ritrova la sua casa di campagna ed il vecchio amico Panaghiotis, che invece ha combattuto nelle file monarchiche durante la guerra civile greca, ma è deluso quanto lui da come sono andate le cose. Gli abitanti del villaggio sono tutti d'accordo per vendere i loro campi indivisi ad un'impresa di costruzioni edili, ma Spiros si oppone e rimane da solo a difendere la sua terra, dopo che anche la moglie fa ritorno in città con i figli e con Panaghiotis.

Qualcuno dà fuoco alla baracca di Spiros, che a questo punto preferisce nascondersi nella sua casa. Dopo l'incendio un gruppo di poliziotti lo sta cercando e con l'aiuto di Alessandro e Caterina riescono a trovarlo chiuso nella sua abitazione. Caterina decide di rimanere con lui. I contadini tornano inferociti per cacciare l'oppositore dal villaggio. Spiros e Caterina fuggono alla stazione ferroviaria dove vengono fermati dalla polizia. Visto che Spiros non ha più la cittadinanza greca ed ha causato problemi di ordine pubblico, il governo ne ha deciso l'espulsione.

La polizia greca vorrebbe imbarcarlo a Salonicco su una nave inglese diretta in Unione Sovietica, ma il comandante rifiuta di prenderlo a bordo. Pertanto si decide di abbandonarlo su una piattaforma al largo della costa, in acque extraterritoriali. La moglie chiede di poterlo raggiungere e viene accontentata. Sciolta l'ancora i due coniugi si lasciano andare alla deriva, una volta ancora allontanati dalla loro patria.

Curiosità

Il titolo del film ha un significato simbolico. Infatti, per la mitologia greca, l'isola di Citera, situata a sud del Peloponneso, rappresentava il luogo dove trovano realizzazione i nostri sogni di felicità.

Riconoscimenti

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