| Viananda | |
|---|---|
| Lingua originale | inglese, spagnolo, francese, italiano |
| Paese di produzione | Francia |
| Anno | 2023 |
| Durata | 71 min |
| Genere | documentario |
| Regia | Gianmaria Zago, Francesco Garbo |
| Interpreti e personaggi | |
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Viananda è un film documentario del 2023 diretto da Gianmaria Zago e Francesco Garbo, prodotto da Luminosa Film in Francia.
Il film affronta temi legati alla ricerca interiore, alla consapevolezza e al cambiamento personale e collettivo, attraverso un impianto narrativo basato su interviste e momenti riflessivi. In parallelo è stato pubblicato anche un libro omonimo che approfondisce contenuti e motivazioni del progetto.
Il titolo Viananda è una parola composta che unisce il termine latino via (percorso, sentiero) e il termine sanscrito ānanda, utilizzato nella tradizione filosofica indiana per indicare uno stato di profonda felicità o beatitudine. Secondo gli autori, il titolo richiama l’idea di un percorso di ricerca e realizzazione interiore.
Il documentario si sviluppa a partire da alcune domande relative al rapporto tra trasformazione individuale e cambiamento collettivo in un contesto globale sempre più interconnesso. Nel film intervengono uno psichiatra, uno psicoterapeuta, una sociologa, un monaco buddhista e uno scienziato sistemico, che riflettono sullo stato attuale della società, analizzando alcune criticità, le loro possibili cause e le prospettive di cambiamento.
Tra i temi affrontati figurano il superamento dei modelli patriarcali, l’economia della cura, il pensiero sistemico, il lavoro sull’ego, la spiritualità e i nuovi modelli educativi. Il documentario propone una riflessione sul ruolo dell’essere umano e sulla possibilità di un cambiamento consapevole, mettendo in relazione dimensione individuale e trasformazioni sociali.
Secondo gli autori, la struttura narrativa del film si articola in tre linee principali: una divulgativa, una emotiva e una meditativa. La componente divulgativa è costituita principalmente da interviste, nelle quali i protagonisti approfondiscono i temi affrontati nel documentario. La linea emotiva presenta sequenze di carattere non verbale, tra cui animazioni realizzate in collaborazione con l’animatore Michele Bernardi e performance di danza ispirate agli argomenti trattati dagli intervistati. La terza linea narrativa, definita meditativa, è composta da immagini di natura e scene di vita quotidiana, utilizzate con una funzione osservativa e contemplativa e inserite tra le diverse sezioni del film.
Il progetto nasce da un’idea di Gianmaria Zago, psicoterapeuta e regista, ed è stato sviluppato insieme al regista Francesco Garbo a partire dal 2019. Il documentario è stato prodotto in Francia da Luminosa Film. Nel film intervengono diversi studiosi e professionisti provenienti da ambiti differenti, tra cui: lo psichiatra, psicoterapeuta e antropologo cileno Claudio Naranjo; lo psicologo e psicoterapeuta italiano Roberto Maria Sassone; la sociologa, antropologa e saggista statunitense Riane Eisler; il monaco buddhista e scrittore francese Matthieu Ricard e lo scienziato sistemico e chimico italiano Pier Luigi Luisi.
Il film è stato distribuito sulla piattaforma di streaming Prime Video, dove è reso disponibile in diversi paesi. L’opera è presentata con sottotitoli in più lingue, tra cui inglese, spagnolo, francese, italiano e tedesco.
Il film è stato selezionato in alcuni festival cinematografici, tra cui:
Pur approfondendo i contenuti del film, il libro presenta una struttura differente e sviluppa in forma più estesa alcuni dei temi trattati nel documentario. Partendo dalle interviste complete dei protagonisti, l’autore Gianmaria Zago integra tali contributi con riferimenti al pensiero sistemico e ad altri studiosi, tra cui Fritjof Capra e Noam Chomsky. L’analisi proposta nel volume affronta diversi ambiti, tra cui:
Il volume è scritto con un linguaggio divulgativo e intende offrire una sintesi accessibile di tali tematiche.
La colonna sonora del film include brani originali e musiche di accompagnamento realizzati da diversi artisti. Tra gli autori delle composizioni presenti nel documentario figurano Gianmaria Zago , Nicola Cruz, Yeahman e Kilabo. Le musiche accompagnano le sequenze del film e le diverse sezioni narrative.